DerbyDerbyDerby Editoriali Siviglia e Atletico Madrid: stessi colori, identità opposte

Siviglia e Atletico Madrid: stessi colori, identità opposte

Silvia Cannas Simontacchi
Dal sevillismo ai colchoneros, passando per città, stadi e tifoserie: cosa distingue davvero Siviglia e Atletico Madrid

Il rosso e il bianco: due colori che, nel calcio spagnolo, sono strettamente legati a due città e due mondi agli antipodi. Siviglia e Atletico Madrid condividono il binomio rojiblanco: le loro affinità si fermano qui. Per capirne le differenze bisogna fare alcuni passi indietro, e tornare a quando questi colori sono entrati nella storia del club andaluso e di quello madrileno.

Il rosso e il bianco del Siviglia

Veduta dell'esterno dello stadio con l'arrivo dei tifosi prima della partita di LaLiga EA Sports tra Siviglia e Celta de Vigo allo stadio Ramón Sánchez Pizjuán, il 12 gennaio 2026 a Siviglia. (Foto di Fran Santiago/Getty Images)

A Siviglia, il legame con il rosso e il bianco non è una questione di divisa, eppure tanto la città quanto il club si sentono intimamente rojiblancos. Sullo stemma, disegnato nel 1921 e mai più cambiato, campeggiano cinque bande rosse su fondo bianco, le stesse dell'emblema cittadino, così come le figure dei santi Fernando, Isidoro e Leandro.

I calciatori del Siviglia, però, non indossano una maglia a strisce, ma bianca, con il rosso che torna nei dettagli e nei kit alternativi, e soprattutto nello stemma. È un legame tanto forte quanto immateriale, connesso alla storia della città e al sevillismo, il forte senso di appartenenza che unisce i tifosi di ogni generazione.

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Quando l'Atletico divenne rojiblanco

Tifosi dell'Atletico Madrid posano per una foto fuori dallo stadio prima della finale di Copa del Rey contro la Real Sociedad, in programma all'Estadio de La Cartuja il 18 aprile 2026 a Siviglia, in Spagna. (Foto di Fran Santiago/Getty Images)

Quella dell'Atletico Madrid è una situazione completamente diversa. Fondato nel 1903 con il nome di Athletic Club de Madrid, inizialmente giocava con una maglia blu e bianca, ereditata dal legame con l'Athletic Club di Bilbao. Sarà solo il 22 gennaio 1911 comparvero per la prima volta le righe rosse e bianche.

La nuova divisa arrivava dall'Inghilterra: il centrocampista Juan Elorduy avrebbe dovuto acquistare delle maglie del Blackburn, ma non ne aveva trovate abbastanza, così ne aveva prese 50 del Southampton, bianche e rosse, 25 per l'Athletic Club di Bilbao, le altre per Madrid. E da quel momento sarebbero rimaste. Le righe bianche e rosse, che ricordavano tanto la fodera dei materassi dell'epoca, diedero origine al soprannome colchoneros, letteralmente "materassai", uno dei simboli più sentiti per il club e i suoi tifosi.

Due città, due modi di essere squadra

Il Siviglia ha costruito la propria identità accanto alla città, l'Atletico invece ha stretto un legame con la sua gente passando attraverso i luoghi del tifo, in particolare sugli spalti del Vicente Calderon, uno spazio particolarmente radicato nel tessuto locale della capitale, specialmente in contrapposizione alla dimensione più turistica e spettacolare del Real Madrid.

Anche le tifoserie rispecchiano due storie differenti. A Siviglia, i Biris Norte, attivi dagli anni Settanta, sono ancora oggi uno dei gruppi ultras più rappresentativi del calcio spagnolo; a Madrid, invece, la cultura del tifo è inseparabile dalla memoria dei suoi luoghi e dal senso di appartenenza alla camiseta rojiblanca. Quella maglia che, negli anni, ha attraversato generazioni, cambiamenti e trasferimenti senza mai perdere la propria potenza simbolica.

Anche se Siviglia e Atletico possono entrambi essere definiti rojiblancos, non appartengono allo stesso mondo. Se per il Siviglia il rosso e il bianco raccontano soprattutto il legame con la città, per l'Atletico sono diventati un'identità collettiva tanto forte da trasformarsi in un nome per la squadra e i suoi tifosi.

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