DerbyDerbyDerby Editoriali Thiago Alcantara: perché ci siamo innamorati di lui?

Thiago Alcantara: perché ci siamo innamorati di lui?

Luigi Mereu
Thiago Alcantara e la capacità di far sembrare semplice ogni stop, ogni giocata e ogni passaggio: i momenti che ci hanno fatto innamorare del suo calcio.

Ci sono calciatori che vengono riconosciuti per il carattere, altri per i gol segnati in una stagione e altri, come Thiago Alcantara, che semplicemente ti fanno dire: "Questo è davvero forte". Nato a San Pietro Vernotico, in Italia, e cresciuto calcisticamente tra Spagna e Brasile, è arrivato alla Masia quando aveva appena 14 anni. Il Barcellona lo ha cresciuto secondo una filosofia precisa: il pallone non deve essere inseguito, deve essere controllato, e Thiago sembrava averlo capito prima degli altri.

Aveva quella caratteristica che solo i grandi calciatori possiedono, e che proprio il Barcellona ha insegnato a molti: capiva prima degli altri le situazioni, gestendo quindi meglio degli altri le energie e di conseguenza il pallone.

Thiago tra Spagna e Brasile

Dopo i primi passi nel settore giovanile del Flamengo, Thiago arrivò alla Masia nel 2005, entrando progressivamente nel sistema blaugrana fino alla promozione nel Barcellona B sotto la guida di Pep Guardiola.

Thiago riuscì a mettere insieme queste due anime senza che una soffocasse l'altra. Era fantasia brasiliana dentro l'ordine del calcio spagnolo. Poteva rallentare un'azione con un semplice controllo, attirare un avversario e poi liberarsi con una sterzata o un tocco di prima. Non aveva bisogno di correre per superare un uomo: spesso gli bastava farlo muovere nella direzione sbagliata.

BARCELONA, SPAGNA - 29 AGOSTO: Thiago Alcantara del FC Barcellona (R) festeggia con il compagno di squadra Pedro Rodriguez del FC Barcellona dopo aver segnato il primo gol della sua squadra durante la partita di La Liga tra FC Barcellona e Villarreal CF al Camp Nou il 29 agosto 2011 a Barcellona, Spagna. (Foto di David Ramos/Getty Images)

E c'era qualcosa, nel suo modo di giocare, che ricordava quasi il futsal. Non soltanto per la tecnica, ma per il rapporto con lo spazio e con il pallone. Negli spazi stretti sembrava muoversi a proprio agio, utilizzando la suola, l'interno e l'esterno del piede, cambiando direzione in una frazione di secondo. Dopo l'esordio nel 2009 in prima squadra, nel 2010-2011 iniziò a trovare maggiore spazio con la prima squadra e contribuì alla stagione che avrebbe portato il Barcellona alla conquista della Champions League, anche se il suo ruolo sarebbe diventato progressivamente più importante negli anni successivi.

Quando Pep Guardiola lo volle al Bayern Monaco nel 2013, lo definì con una frase diventata celebre: "O Thiago o niente". A Monaco Thiago sarebbe diventato un centrocampista completo, capace di dettare i tempi della manovra e di assumersi responsabilità sempre maggiori. Il risultato fu una carriera ricchissima di trofei (37), culminata con la Champions League del 2020.

La notte di Thiago Alcantara: Paris Saint-Germain - Bayern Monaco

La finale contro il Paris Saint-Germain fu vinta dal Bayern Monaco per 1-0 grazie al gol di Kingsley Coman, ma riguardando quella partita puoi capire perché chi il calcio lo capisce, si è innamorato di Thiago. Non segnò, non fornì l'assist decisivo e non fu l'uomo più atteso di quella finale, ma giocò una partita praticamente perfetta. 88% di passaggi riusciti, 95 tocchi, 100% di dribbling riusciti, 7 palle recuperate e soprattutto 0 palle perse.

LISBONA, PORTOGALLO - 23 AGOSTO: Neymar del Paris Saint-Germain corre con la palla pressato da Thiago Alcantara e Serge Gnabry del FC Bayern Monaco durante la finale della UEFA Champions League tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco allo Estadio do Sport Lisboa e Benfica il 23 agosto 2020 a Lisbona, Portogallo. (Foto di Manu Fernandez/Pool via Getty Images)

Il Bayern aveva bisogno di qualcuno che desse ordine alla partita, che resistesse alla pressione e che permettesse alla squadra di respirare, e il centrocampista spagnolo lo fece con la naturalezza fuori dal comune. Era il giocatore che faceva funzionare gli altri, e forse è questa una delle forme più pure di grandezza nel calcio: non essere necessariamente quello che si prende la scena, ma quello senza il quale la scena non esisterebbe.

Liverpool e problemi fisici

Thiago non arrivò in un Liverpool qualsiasi. Approdò in una squadra stracolma di campioni che aveva appena vinto la Premier League con 99 punti. Era una macchina costruita sulla pressione, sull'intensità e sulla verticalità, ma il suo calcio, invece, aveva anche bisogno di pause. Gli infortuni limitarono la continuità fin dalla prima stagione. Nell'anno di esordio riuscì a giocare 30 partite, di cui 24 in campionato, mentre nella seconda stagione furono 9 in più. Numeri importanti, ma lontani da quelli che avrebbe potuto raggiungere un giocatore della sua qualità se non avesse avuto alcun problema fisico.

LONDRA, INGHILTERRA - 06 NOVEMBRE: Thiago Alcantara del Liverpool in azione durante la partita di Premier League tra Tottenham Hotspur e Liverpool FC al Tottenham Hotspur Stadium il 06 novembre 2022 a Londra, Inghilterra. (Foto di Mike Hewitt/Getty Images)

Dopo 4 stagioni condizionate dagli infortuni, Thiago ha salutato Liverpool nell'estate del 2024, lasciando Anfield con 98 presenze e 2 trofei conquistati, la FA Cup e la Carabao Cup del 2022. Il 7 luglio dello stesso anno, a 33 anni, ha annunciato ufficialmente il ritiro dal calcio professionistico. La decisione è arrivata soprattutto per i problemi fisici, che negli ultimi anni gli avevano impedito di vivere il calcio con la continuità che avrebbe voluto. Dopo il suo addio al calcio giocato si può dire certamente che sia stato uno dei calciatori più sottovalutati della sua generazione.