Torino-Milan, il primo messaggio di Amorim: idee chiare, ma manca ancora qualcosa
Il Milan parte con il piede giusto e torna da Torino con tre punti che valgono molto più del semplice risultato. La squadra di Rúben Amorim supera i Granata per 2-1 in una partita nella quale, soprattutto per larghi tratti del primo tempo, si sono già intraviste le idee del nuovo allenatore. In tribuna c'era anche Gerry Cardinale, presente al Grande Torino per assistere all'esordio ufficiale del nuovo Milan. Non era una partita semplice: di fronte c'era un Torino guidato da Ignazio Abate e costruito su principi per certi versi simili, con pressione alta e aggressività senza palla. Eppure il Milan nel primo tempo, per circa quaranta minuti, è riuscito a schiacciare i granata nella propria metà campo, recuperando spesso il pallone già nei trenta metri avversari. Una partenza che non consegna ancora certezze definitive, ma che offre una prima fotografia interessante del lavoro di Amorim.
Pressing alto e buone idee: al Milan manca ancora qualcosa negli ultimi 30 metri
Il dato più interessante non è tanto il possesso palla quanto il modo in cui il Milan ha cercato di recuperare il pallone. La pressione alta ha funzionato e ha permesso ai rossoneri di ripartire rapidamente, mentre la costruzione dal basso ha mostrato una squadra che cerca di muovere il pallone con pazienza prima di accelerare. Il primo tempo è stato giocato su ritmi abbastanza alti, con due squadre che hanno cercato di applicare principi simili e di andare ad aggredire l'avversario. Il Milan, però, ha tenuto il Torino schiacciato, mostrando una buona organizzazione e una chiara volontà di recuperare il pallone nella metà campo avversaria.
Le idee c'erano e si vedevano, ma il problema è stato soprattutto negli ultimi trenta metri: i rossoneri arrivavano nella zona pericolosa senza riuscire sempre a trovare la giocata decisiva. Cissé e Chukwueze hanno comunque lasciato segnali interessanti, mostrando caratteristiche che possono diventare importanti nel sistema di Amorim. Mancava però quel colpo del singolo capace di trasformare il predominio territoriale in una rete. Ed è probabilmente proprio in questa zona del campo che il Milan dovrà ancora lavorare, anche attraverso il mercato. La sensazione è che alla rosa possa servire ancora qualche acquisto o qualche aggiustamento per aumentare la qualità e le alternative nelle situazioni in cui una partita rimane bloccata.
Cissé e Rabiot cambiano la partita, il Milan cresce nella ripresa
Nel secondo tempo la prestazione del Milan è ulteriormente migliorata e la squadra ha trovato anche maggiore concretezza. Alphadjo Cissé ha avuto il merito di sbloccare una gara nella quale fino a quel momento era mancato proprio il guizzo decisivo. Il giovane rossonero ha confermato le buone impressioni mostrate nella prima parte della partita, prendendosi responsabilità e dimostrando di poter rappresentare una soluzione interessante per Amorim. Poco dopo è arrivato anche il raddoppio, con l'ingresso in campo di Adrien Rabiot che ha avuto un impatto immediato sulla sfida. Il francese ha trovato il gol e ha dato maggiore presenza al centrocampo, contribuendo a spostare ulteriormente l'inerzia dalla parte dei rossoneri.
Il Milan ha quindi dimostrato di poter aumentare il livello della propria prestazione durante la partita e di avere anche dalla panchina giocatori capaci di incidere. È un elemento importante per un allenatore che vuole costruire una squadra aggressiva e intensa. Allo stesso tempo, la gara ha confermato che qualche meccanismo difensivo necessita ancora di maggiore attenzione: quando il Torino ha aumentato la pressione, il Milan ha concesso qualcosa di troppo e ha rischiato di riaprire una partita che sembrava ormai indirizzata.
Il Torino reagisce troppo tardi: Adams accorcia nel recupero
Il Torino è uscito fuori nell'ultimo quarto d'ora, quando la partita sembrava ormai scivolare definitivamente nelle mani del Milan. I granata hanno iniziato a guadagnare metri, hanno trovato più coraggio e soprattutto hanno costruito diverse occasioni per riaprire il confronto. Il grande rimpianto della squadra di Ignazio Abate è però proprio quello di non aver sfruttato quanto creato. Il Torino ha sprecato davvero tanto e ha trovato il gol soltanto quando il tempo regolamentare era ormai quasi scaduto. A firmare l'1-2 è stato Ché Adams, che ha riacceso le speranze granata nel recupero. Troppo tardi, però, per cambiare nuovamente il destino della partita.
La reazione finale ha comunque mostrato che il Torino possiede le qualità per mettere in difficoltà anche una squadra che per lunghi tratti lo aveva dominato. Il problema, in prospettiva, sarà riuscire a portare quello stesso atteggiamento dentro la partita molto prima. Più coraggio nell'approccio e maggiore freddezza sotto porta sono probabilmente le due caratteristiche che i granata dovranno trovare nelle prossime giornate. Perché reagire quando si è già sotto di due gol è molto più complicato che affrontare una partita fin dall'inizio con la convinzione di poter fare male all'avversario.
Il primo Milan di Amorim c'è: ora bisogna completarlo
Nel complesso, il Milan di Amorim si è mosso bene. È troppo presto per parlare di squadra completa e sarebbe sbagliato trasformare una sola giornata di campionato in una sentenza definitiva, ma le idee dell'allenatore si sono viste con una certa chiarezza. Costruzione del gioco, circolazione del pallone, pressing alto e recupero della sfera nei trenta metri avversari sono elementi già riconoscibili. La squadra deve ancora migliorare qualcosa negli ultimi metri e probabilmente anche trovare maggiore attenzione in alcune situazioni difensive, ma la base dalla quale partire è interessante.© RIPRODUZIONE RISERVATA