Diana Bianchedi, la nomina è già un caso. FIGC: "Nessun conflitto di interessi"
Per la FIGC sono giorni sempre più agitati. Dopo la telenovela Guardiola-Pirlo, nelle ultime ore ha fatto molto discutere la nomina di Diana Bianchedi al ruolo di capodelegazione dell'Italia. Scelta compiuta dallo stesso Malagò, ma che ha suscitato grandi polemiche tanto che più di qualcuno ha parlato di una nomina di comune accordo tra i due diretti interessati. Senza poi dimenticare che la Bianchedi è anche vicepresidente vicaria del Comitato Olimpico. Ecco la vicenda.
FIGC si schiera in difesa della Bianchedi: "Il suo incarico è di mera importanza"
Non esiste proprio un momento di pace dentro la FIGC. Dopo la querelle sulla scelta del CT, con la rinuncia a Pirlo ed il conseguente passo indietro di Maldini e Leonardo, e poi ancora la scelta di Mancini, Ranieri e Zola per ricostruire il calcio italiano, la decisione di affidare a Diana Bianchedi il ruolo di capo delegazione dell'Italia ha creato un nuovo caos. Peraltro, in una sorta di nemesi, proprio con il Coni.
Pronta è stata la risposta della FIGC in difesa dell'ex schermitrice: "Nessun conflitto di interesse nella nomina di Diana Bianchedi, vicepresidente e membro della Giunta del Coni, a capo delegazione della Nazionale italiana di calcio - scrive la Federazione - Non c'è né norma statale né statutaria che preveda espressamente un'incompatibilità tra il ruolo di membro di Giunta del Coni e un incarico federale. Per di più - sottolineano le fonti Figc - l'incarico affidato a Bianchedi viene considerato di mera rappresentanza e accompagnamento istituzionale della Nazionale e della Figc".
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