Mondiali 1986, Argentina-Inghilterra 2-1: Maradona e la "mano de Dios", quando il sacro irrompe nel calcio
A volte ci si dimentica di come il campo da calcio sia un luogo "numinoso". Questo termine definisce l'esperienza di partecipare a qualcosa di totalmente altro rispetto all'ordinario. In questi spazi, spesso connotati dalla presenza di elementi naturali (laghi, foreste...), è più probabile assistere a ierofanie e manifestazione del sacro. Quando si entra in uno stadio, il corpo cambia radicalmente, ci si prepara ritualmente ad entrare in uno spazio rischioso, inaspettato. Il cuore batte, la vista si annebbia e le gambe tremano. Il sacro può irrompere in qualsiasi momento e se non si è pronti, si rischia di venire travolti da questa manifestazione. Nel 1986, ai Mondiali messicani, le possibilità di assistere ad un evento divino erano incredibilmente alte. Del resto, con Diego Armando Maradona, ogni tocco di palla portava con sé una preghiera dal continente sudamericano. Così, in Argentina-Inghilterra, Mosè vede il roveto prendere fuoco.
Messico 40 anni prima: il Mondiale 1986
Quest'anno la Coppa del Mondo si giocherà fra centro e nord-America. A ospitare l'ambita competizione intercontinentale saranno infatti Canada, Stati Uniti e Messico. Proprio quest'ultimo tornerà ad essere la casa del Mondiale a 40 anni dall'ultima volta.
L'Argentina arriva alla sfida contro l'Inghilterra dopo aver vinto un girone con Corea del Sud, Bulgaria e l'Italia iridata. Tuttavia, le aspettative sull'albiceleste non sono alte. La squadra, oltre a Dio, presenta qualche buon giocatore come Jorge Valdano e poco più. Federico Buffa la definirà la "squadra più scarsa ad avere mai alzato la coppa". La prima partita contro gli asiatici passa alla storia perché secondo Diego, gli argentini l'hanno guardata con gli occhi semiaperti per lo spettacolo offerto e la fiducia nella squadra. Eppure non arriva nemmeno una sconfitta, neppure agli ottavi contro i vicini uruguaiani, con cui passano per 1-0.
L'Inghilterra disputa un girone strano. Contro Portogallo, Polonia e Marocco arrivano rispettivamente 1 sconfitta, 1 vittoria e 1 pareggio. A guidare i britannici ovviamente è Gary Lineker, che contro i polacchi sforna una tripletta e agli ottavi mette a segno una doppietta contro il Paraguay.
Argentina-Inghilterra: l'equilibrio trasforma lo Stadio Azteca
L'albiceleste partecipa ai quarti quasi da underdog, nonostante un brutto girone degli inglesi. Carlos Bilardo, commissario tecnico degli argentini è ostracizzato e rigettato dai tifosi per il suo atteggiamento prudente e pavido. Tuttavia, anche lui percepisce qualcosa nel caldo sfiancante del centro America. A cercare di trafiggere la difesa dell'Inghilterra saranno tre attaccanti: Maradona, Valdano e Burruchaga. I tre giocavano un calcio perfettamente coordinato in fase di possesso e non, agendo fluidamente negli spazi reciproci e lasciando inebetita la linea difensiva avversaria.Il match inizia lentamente. L'Inghilterra cerca solamente di innescare la punta dell'Everton. Così, nel 1T le azioni dei britannici si riducono all'osso, con semplici palloni a cercare rapidamente Lineker. Equilibrio totale e nessuna grande occasione per entrambe le squadre. Si giunge così al vero teatro del sacro: lo stadio Azteca nel 2T si tramuta nel bosco di Nemi, luogo feticcio di James Frazer, memoria di miti antichi e sfondo di lotte rituali e divine.
Diego Armando Maradona cambia la Storia
Il richiamo al bosco sacro di Nemi non è casuale. L'antropologo inglese ha ricostruito la mitologia del luogo, parlando di come all'interno di questo spazio naturale abitasse un re-guerriero. Devoto alla dea Diana, questa figura regnava sull'intero bosco e ritualmente doveva essere ucciso dopo un certo tempo. Chi avrebbe dovuto e voluto prendere il suo posto, non doveva fare altro che raccogliere un ramo d'oro (da cui il titolo della celebre opera antropologica) e sconfiggere il vecchio re.
Al 51' di gioco, Diego Armando Maradona decide di insediarsi nel luogo divino. Per sconfiggere questo archetipo mitologico, decide di usare le mani e coglie un immaginario ramo d'oro dal prato dello stadio messicano. Hodge, centrocampista dei tre leoni, cerca di rinviare maldestramente il pallone che va paurosamente verso la sua porta. L'estremo difensore Shilton cerca di rimediare all'errore uscendo dai pali, ma viene trafitto dal ramo di Maradona. Senza usare i piedi, il diez spinge la palla in rete. Pandemonio inglese (del solo Fenwick) e incoronazione sudamericana. Diego è astuto e come nelle migliori truffe legate ad eventi miracolosi, riesce ad ingannare tutta l'umanità. O forse è stata davvero la mano di Dio?
Argentina-Inghilterra: la rete del secolo
In gioco fra le due nazionali c'era molto più del semplice rotolare del pallone. Argentina-Inghilterra rappresentava il prosieguo della guerra delle Malvinas o Falkland, a seconda dello schieramento. L'invasione voluta dal generale Galtieri nel 1982, portò alla rapida risposta repressiva della Thatcher che in 73 giorni vinse questo mini scontro nazionalista. L'orgoglio ferito dei sudamericani si versava tutto all'interno del sudore cadente dalle tempie e nel fiato corto per tutte le rincorse sul pallone. Non è sbagliato pensare che Dio si mischi nell'ordine morale umano e quel 22 giugno 1986, forse, se n'è avuta una prova.
4' più tardi, Maradona esce dal campo del mito primordiale per entrare nella storia cristiana. Diego raccoglie palla nella sua metà del campo e inizia a passare di fianco e attraverso i corpi degli inglesi. Lo Spirito Santo che si manifesta e si burla di Beardsley, Reid, Butcher, Fenwick e Shilton.
Mosè vede la manifestazione di Dio nelle fiamme del roveto, così come i tifosi allo Stadio Azteca percepiscono una potentissima ierofania in un'era pesantemente secolarizzata. Lo Spirito Santo si insinua nella telecronaca di Victor Hugo Morales, che inizia a pregare in suoni incomprensibili, piange e vomitando lingue di fuoco parla di Genio e Barrilete Cosmico.
Santo Diego Armando Maradona
Lineker riuscirà a sfuggire alla pressante marcatura dei centrali argentini e accorcerà le distanze all'80'. Tuttavia, questa singola rete non sarà sufficiente a ribaltare il match, permettendo all'albiceleste di proseguire il suo cammino ormai sacralizzato. Un'altra doppietta al Belgio in semifinale e gli assist nella storica finale vinta per 3-2 contro la Germania Ovest.
Girando per Napoli si possono incontrare delle rappresentazioni di Maradona simili a quelle immaginette sacre vendute a 20 cent nelle chiese. L'aureola oro sullo sfondo e il suo corpo in primo piano, a rimarcare il primato della sua unicità e il suo passaggio da elemento biologico a evento storico divino.
Dettagli e picchi individuali. Cristo ha redento l'umanità col solo sacrificio fisico e nella Storia del calcio, uno sport collettivo, Diego Maradona ha vinto il Mondiale 1986 solo con il suo corpo. Aggirandosi nel confine sfumato e impreciso fra magia e finzione, Diego Maradona ha portato il sacro all'interno del campo da calcio.
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