DerbyDerbyDerby Rubriche Il bianconero al centro della Spagna: alla scoperta dello Juventus Club Madrid

Il bianconero al centro della Spagna: alla scoperta dello Juventus Club Madrid

Luca Gilardi
Nato nel 2018 dall'incontro di alcuni tifosi in un pub della capitale spagnola, lo Juventus Club Madrid è cresciuto fino a raggiungere 150 soci

A Madrid, la Juventus ha trovato molto più di un semplice gruppo di tifosi: il club fondato dal presidente Stephan è diventato una piccola comunità capace di riunire italiani, spagnoli, venezuelani e non solo nel segno dei colori bianconeri. Nato nel 2018 da un gruppo Facebook, lo Juventus Club Madrid è oggi una realtà ufficiale che conta 150 soci.

Tra trasferte europee in occasione delle notti di Champions League, partite vissute fianco a fianco al pub e incontri con grandi ex della storia juventina, il presidente Stephan ci racconta questa realtà e i propri sogni per il futuro: uno dal punto di vista sportivo, l'altro più personale.

Come tutto ebbe inizio

Quando è nato e quanti soci conta al momento il vostro club?

"È nato nel 2018 e nella scorsa stagione siamo arrivati a 150 soci, non ci possiamo lamentare"

Com'è nata questa iniziativa?

"È partito tutto da un gruppo Facebook ("Italiani a Madrid"), che conta più di centomila iscritti. In sostanza, dopo essere arrivati a Madrid, abbiamo iniziato a scrivere lì se qualcuno volesse vedere le partite della Juventus. La passione per i colori bianconeri è stato il primo punto d'incontro per conoscere altri italiani. All'inizio ci ritrovavamo sempre con le stesse 10-15 persone nel solito pub irlandese. Perché tra l'altro, un primo problema con cui ci siamo dovuti confrontare è che, di solito, vengono trasmesse le partite di Real Madrid, Barcellona e Atletico. Quindi è anche difficile che ti facciano vedere le partite della Juve. Da quel momento abbiamo iniziato a crescere, diventando sempre di più. Motivo per cui poi abbiamo creato un club ufficiale a tutti gli effetti"

Una seconda famiglia bianconera

Che tipo di ambiente avete creato?

"Un ambiente sano, con persone di più nazionalità. Non siamo solo italiani: ci sono tantissimi venezuelani, tanti spagnoli, quest'anno abbiamo avuto addirittura una socia di Tahiti. È un contesto multiculturale, con anche famiglie e bambini"

Dove vedete le partite?

"Durante gli anni abbiamo cambiato tanti pub, perché è difficile trovare uno spazio da destinare solo al club. Adesso ne abbiamo trovato uno che ci ospita e ci dà la precedenza su qualsiasi tipo di partita. Siamo lì da ormai tre anni, si trova in zona Argüelles e ha una capienza di circa 130 persone"

L'importanza degli Juventus Club nel mondo

Che ruolo svolgono i Club?

"Credo che la Juve su questo sia 50 anni avanti rispetto a tutti gli altri club. Ha creato un network che aiuta la società stessa ad aumentare la propria presenza nel mondo. Ti ho detto i nostri numeri: ora immagina a quanto ammonta il totale, considerando che nel mondo ci sono 552 club. È una rete importantissima e la Juventus stessa ci aiuta molto. Ad esempio, una volta l'anno organizza lo Juventus Club Day: una due giorni per poter stare insieme a tutti i presidenti dei vari club, con ospiti speciali (l'anno scorso c'era Platini)"

Riuscite a organizzare qualche viaggio?

"Sì, nella passata stagione ne abbiamo organizzati quattro in occasione delle partite di Champions, più altri per le partite di campionato"

Una grande passione per i colori bianconeri

Quali sono le partite che ti sono rimaste di più in termini di emozioni?

"Al club ho un ricordo chiaro: la rimonta contro l'Atletico di Madrid con tripletta di Cristiano Ronaldo. Poi anche Juventus-Inter 4-3 dell'anno scorso, in quel caso il bar ha rischiato di essere distrutto. E infine, la partita che ha fatto nascere il club: il 2-1 contro il Tottenham. Al gol di Dybala abbiamo deciso che avremmo fondato il club"

Identità, passione e un sogno nel cassetto

C'è un giocatore della Juventus attuale o del passato in cui vi identificate?

"Sarebbe scontato dire Del Piero. Un giocatore che, a mio avviso, ha dimostrato di essere davvero attaccato alla Juve, pur essendoci stato soltanto per due stagioni, è Tévez. Aveva la tipica garra argentina, che è un po' anche la nostra"

Se avessi la possibilità di invitare qualcuno nel vostro club, chi sarebbe?

"Abbiamo fatto tre eventi: nel primo c'era Ravanelli, nel secondo c'era Tacchinardi e nel terzo c'erano Platini e Brio. Ovviamente ci piacerebbe avere la possibilità di incontrare Del Piero, però anche Buffon è Trezeguet hanno incarnato alla perfezione i valori della Juve. L'evento con Tacchinardi è stato meraviglioso, perché è una persona diretta, che non si tiene nulla dentro"

Qual è il sogno per il futuro del vostro club?

"Vedere una finale di Champions tutti insieme (e possibilmente vincerla) sarebbe meraviglioso. E aggiungo, aumentare il numero di iscritti e diventare una realtà sempre più importante e consolidata. Un vero e proprio punto di riferimento in Europa"