DerbyDerbyDerby Rubriche Inter Club Oglio Po "Alessandro Bastoni", Belli in ESCLUSIVA: "Sogniamo una birra con Bastoni"

Inter Club Oglio Po "Alessandro Bastoni", Belli in ESCLUSIVA: "Sogniamo una birra con Bastoni"

Francesco Intorre
Intervista all'Inter Club Oglio Po: la passione nerazzurra nella regione di Alessandro Bastoni

C'è un calcio che vive lontano dai grattacieli e dalle vetrine scintillanti del centro di Milano. Questo sport respira nella nebbia della provincia, nei bar di paese, tra i campi che uniscono idealmente Cremona, Mantova e Parma. Qui, in una terra dove il lavoro duro scandisce le giornate e le bandiere si mescolano senza confini netti, la fede calcistica crea aggregazione pura. In questo scenario rurale nasce e prospera l'Inter Club Oglio Po, un avamposto nerazzurro intitolato al figlio prediletto di queste zone: Alessandro Bastoni. Per raccontare questa splendida realtà e scoprire i retroscena del tifo locale, oggi intervistiamo direttamente il suo fondatore e presidente: Archimede Belli.

La rinascita dell'Inter Club Oglio Po Alessandro Bastoni e i 221 soci: miracolo in provincia

L'area dell'Oglio Po è vastissima. Come e quando nasce l'idea di fondare un Inter Club in questo specifico territorio?

"Avevo già fondato un Inter Club quarant'anni fa, si chiamava "Inter Club Casalasco", ma dopo qualche anno lasciai per motivi di lavoro. Adesso che sono in pensione, ho notato l'assenza di un punto di ritrovo nerazzurro in zona, nonostante i tantissimi tifosi. Mi sono detto: "Ci riprovo!". Ho trovato 4-5 persone fantastiche che mi danno una mano e siamo ripartiti. Questo è il nostro secondo anno di vita".
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E che risposta avete avuto finora dal territorio? Quanti soci siete?

"Una risposta eccezionale! Il primo anno abbiamo chiuso con 178 soci, quest'anno tocchiamo già quota 221! Rappresenta un numero enorme se pensi che la nostra zona ospita tantissime tifoserie diverse: milanisti, juventini, e tifosi di Parma, Cremonese e Mantova. Non abbiamo le grandi città a fare da bacino, noi raccogliamo le persone dai paesoni come Viadana o Casalmaggiore. Aver superato quota 200 soci al secondo anno ci riempie di orgoglio".

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Lo striscione dell'Inter Club Oglio Po Alessandro Bastoni a San Siro

Il covo di Quattrocase e la lezione di fair play dell'Inter Club Oglio Po Alessandro Bastoni

Avete un vostro quartier generale o un ritrovo fisso per vedere le partite?

"Assolutamente sì. La nostra sede si trova a Quattrocase (una frazione vicina a Casalmaggiore), nel bar della parrocchia. I gestori ci mettono a disposizione due saloni bellissimi e una tv con tutti gli abbonamenti per vedere l'Inter a qualsiasi orario. Si sta benissimo, a volte prima delle partite ci preparano anche un risotto o una spaghettata! La cosa che ci inorgoglisce di più, però, è il clima. I gestori chiedono rispetto per il luogo e noi siamo precisissimi: non volano parolacce e, quando finisce la partita, puliamo tutto alla perfezione. Pensa che la zona è quasi totalmente a tinte rossonere (ospita la sede del Milan Club Viadana), ma tra noi regna un rispetto totale. Il sabato del Derby noi guardiamo la partita da una parte e loro dall'altra: mancano del tutto le tifoserie calde o esaltate. Qui siamo in mezzo alla nebbia, la gente lavora duro tutto il giorno e la sera al bar vuole solo bere una birra in tranquillità. Lo sfottò ci sta, ma finisce lì. E secondo me influisce tanto anche la cultura sportiva del Rugby Viadana: qui le persone conoscono il concetto di "terzo tempo" e di rispetto per l'avversario".

L'Inter Club Oglio Po nel nome di Bastoni: l'effetto scudo e il sogno nel cassetto

Immagino che per voi sia stato naturale scegliere Alessandro Bastoni. Ma come avete vissuto i momenti in cui la stampa e i tifosi criticavano aspramente Ale, come nel caso del Derby contro la Juve o del cartellino rosso con l'Italia? Vi scatta un istinto di protezione?

"In quel periodo tutti ce l'avevano con lui, soprattutto gli juventini, e al bar le frecciatine non mancavano mai. A noi dispiaceva molto sentirlo criticare, ma lui ha un carattere glaciale: la sua famiglia ci racconta che i fischi e le critiche gli entrano da un orecchio e gli escono dall'altro. Una simulazione in un momento di estrema tensione davanti a 80.000 persone capita a chiunque in questo calcio. Fortunatamente l'Inter ha continuato a vincere e le polemiche si sono sgonfiate da sole. A noi interessa che lui stia bene; vediamo con vanto un nostro difensore che avanza palla al piede e sforna assist per Barella o Dimarco".

Qual è il grande sogno nel cassetto del vostro Club legato ad Alessandro?

"Il nostro sogno è uno solo: che una sera Alessandro trovi una mezz'oretta di tempo per venire in sede, bere una birra con noi e scattare una foto sotto lo striscione del club intitolato a lui. Ha una vita frenetica e, quando torna a Piadena, lo fa di corsa per stare con la famiglia, ma speriamo che ci faccia questa bellissima sorpresa prima o poi. Noi snobbiamo le ex glorie che vengono solo in cambio di un ritorno economico, noi vogliamo solo l'affetto di Bastoni per il nostro club".

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Rappresentanti dell'Inter Club Oglio Po insieme ad altri Club agli Inter Club Awards 2026

La logistica: l'assalto a San Siro tra pullman e macchinate

Siete molto vicini a Milano. Vi muovete in pullman o preferite andare in auto per San Siro?

"Scegliamo entrambi i modi. Quando l'Inter destina partite speciali con prezzi vantaggiosi per gli Inter Club, riempiamo subito i pullman: per Inter-Genoa del 28 novembre ho esaurito un pullman da 54 posti in meno di un giorno! Replicheremo per la Supercoppa con la Lazio. Per le altre partite, invece, andiamo spesso in macchina. Il noleggio di un bus da Viadana supera i 1.000 euro e senza il tutto esaurito genera una perdita economica pesante; inoltre i cantieri a San Siro complicano sempre più i parcheggi per i pullman. Le famose macchinate da 4-5 persone e la metro dai parcheggi periferici restano la soluzione più comoda!".

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Trasferta in pullman organizzata dall'Inter Club Oglio Po Alessandro Bastoni

Il mercato, i "nuovi" Capitani e la sorpresa Balotelli

Quando la stampa estera parlava di un imminente addio di Bastoni, avete temuto di perdere il vostro simbolo?

"Eravamo un po' spiazzati! Intitolare il club a un ragazzo del posto e vederlo partire per l'estero l'anno dopo rappresentava un vero peccato. La gente della zona ci rassicurava sul suo legame con la famiglia e, avendo dei bambini piccoli, lui rifiutava l'idea di fare il nomade nel calcio. Alessandro si trova benissimo a Milano. È bello vedere giocatori come lui, Barella o Lautaro che si legano a doppio filo a una squadra e a una città per tanti anni, diventandone bandiere. Nel calcio di oggi ce ne sono sempre meno! A proposito di calciatori e vita privata, qui in provincia (nella vicina Brescia) bazzica spesso Mario Balotelli. Se in campo mostra difetti caratteriali, fuori rivela un cuore d'oro. Mia figlia mi racconta che, in una palazzina abitata da diverse famiglie extracomunitarie in difficoltà, Mario paga di tasca sua affitti e bollette per tutti. Un ragazzo generoso che aiuta concretamente chi è meno fortunato: una cosa bellissima che va sottolineata".

Al netto di Bastoni, qual è il giocatore che incarna di più lo spirito del vostro Inter Club?

"Senza dubbio Lautaro Martinez, il nostro Capitano. Lui fa il vero trascinatore, accende l'entusiasmo e monopolizza le discussioni. Te lo confermo con un aneddoto: mercoledì scorso passeggiavamo fuori da San Siro e abbiamo incrociato un ragazzo siciliano identico a Lautaro, un vero sosia. Una folla impressionante lo accerchiava per scattare foto e selfie (l'ho fatto pure io!). Questo dimostra l'enorme impatto mediatico ed emotivo che il vero Lautaro ha sul popolo interista. Quando lui gioca e segna, diffonde felicità tra tutti noi".

Stand per la campagna tesseramenti dell'Inter Club Oglio Po Alessandro Bastoni

Il rito del calcio e l'attesa del campione dell'Inter Club Oglio Po Alessandro Bastoni

L'Inter Club Oglio Po Alessandro Bastoni non rappresenta un semplice ritrovo per guardare ventidue uomini giocare a calcio. Costruisce una famiglia allargata che celebra il rito dello sport con educazione, rispetto e un senso di appartenenza viscerale. Mentre a San Siro la folla impazzisce e blocca le strade persino per un sosia di Lautaro Martinez, a Quattrocase le persone aspettano pazientemente il ritorno a casa del proprio campione. Perché in provincia i sogni possiedono una forma semplice: il profumo di una spaghettata condivisa prima del fischio d'inizio e la sincera speranza di brindare, un giorno, con il ragazzo di Piadena che conquista l'Europa ma non dimentica mai le sue radici.
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