di Franco Ordine -
non sessismo forse solo presunzione
Fulvio Collovati e Billy Costacurta, insieme, avrebbero costituito un’eccellente ditta di calcio. Sono cresciuti in epoche diverse, hanno vissuto nella stessa città frequentando le due sponde calcistiche di Milano, guadagnato ciascuno cifre non paragonabili, incarnato un calcio modificato nel tempo ottenendo uno (Fulvio) col mondiale di Spagna ’82 quel che l’altro, Billy, ha soltanto sfiorato negli Usa ’94.
Adesso che qualche riflettore si è spento e che la Rai ha decretato la squalifica (per due settimane) di Collovati mentre nessuno ha interrogato Sky sul conto dell’altro “reo”, è opportuno fare una riflessione non sulla vicenda ma sulla questione che c’è alla base del caso di costume. Chi avesse seguito in tv le due trasmissioni forse non ha colto il minimo comun denominatore.
A Sky, nel salotto di Caressa, ad esempio Costacurta ha avuto il conforto e il sostegno di Del Piero, Bergomi e Pirlo nel maltrattare Wanda Nara, moglie e agente di Icardi. L’unico oppositore a quel coro di “crocefiggetela” è stato Sandro Piccini, non a caso, giornalista, oltre che famoso conduttore di Controcampo e telecronista di razza.
Collovati, mentre Massimo Mauro se la rideva, ha raccontato delle sue reazioni quando sente le donne parlare di tattica. La mia osservazione è la seguente: in tutte e due le occasioni, non c’entra niente il sessismo o l’ostilità a considerare la donna capace di interpretare o meno il 4-4-2. No, c’è dell’altro, egualmente inconfessato, ma che appartiene alla formazione dei calciatori specie quelli che hanno lasciato gli spogliatoi e sono passati al ruolo di commentatori. Pensano di essere gli esclusivi competenti della materia (calcio), di poterne parlare perciò anche a dispetto di qualche dimenticata clamorosa esperienza negativa.
È questo il sentimento che tradiscono quando si trovano dinanzi ai giudizi dei tifosi (caso Kolarov), oppure a quello dei giornalisti o infine a quello di alcuni allenatori esigenti (Sacchi). Figurarsi poi quando c’è da schierarsi pro o contro una signora che va tre mestieri in uno (mamma, moglie e agente di calcio) e che viene insolentita un giorno sì e l’altro pure.
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