DerbyDerbyDerby Senza categoria Da stella dei blancos all'oblio, fino alla rinascita col Betis: Real Betis-Real Madrid è la partita di Isco
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Da stella dei blancos all'oblio, fino alla rinascita col Betis: Real Betis-Real Madrid è la partita di Isco

Mattia Celio
Dopo 9 anni all'ombra del Santiago Bernabeu, lo spagnolo ha conosciuto un brusco stop alla carriera, poi la rinascita con il club andaluso

Per un decennio è stato uno dei uno dei più grandi talenti lanciati dal calcio spagnolo. Un giocatore che rappresentava più di un vanto per chi lo avesse in squadra. Ruolo trequartista, Francisco Román Alarcón Suárez, o più semplicemente Isco, aveva fatto registrare grandi numeri che a loro volta gli avevano aperto le porte ad una carriera di lusso. E tutto era pronto per questo, poi qualcosa si inceppato e gli eventi si sono in un colpo capovolti.

Real Madrid v Real Betis - La Liga Santander

MADRID, SPAGNA - 24 APRILE: Isco del Real Madrid e Andres Guardado del Real Betis durante la partita di Liga Santander tra Real Madrid e Real Betis allo stadio Santiago Bernabeu il 24 aprile 2021 a Madrid, Spagna. Gli stadi sportivi in ​​tutta la Spagna rimangono soggetti a rigide restrizioni a causa della pandemia di Coronavirus, poiché le leggi governative sul distanziamento sociale vietano la presenza dei tifosi negli impianti, con conseguente disputa delle partite a porte chiuse. (Foto di Denis Doyle/Getty Images)

Real Betis-Real Madrid, mai una partita come le altre per Isco

Sembrava destinato a diventare una bandiera del Real Madrid. Poi il declino e infine, la rinascita con il club di Siviglia. La carriera di Isco sembrava dovesse finire nel 2022 e in effetti il grande rischio ci stava. Il simbolo dei blancos che in un colpo ha visto tutto precipitare nel vuoto in un colpo stava ormai giocando una partita molto più difficile di una di calcio. Quella contro se stesso. E se in un colpo vedi tutto quello per cui hai lottato svanire "in uno schiocco di dita" molti alzerebbero bandiera bianca. Isco ha deciso di continuare a lottare.

Lanciato nel calcio professionista dal Valencia, nel 2011 viene prelevato dal Malaga dove in due anni fa vedere a tutto il mondo di essere un giocatore destinato alla grandezza. Il Real Madrid non se lo fa dire due volte e nel 2013 lo porta all'ombra del Santiago Bernabeu per una cifra sui 30 milioni di euro. Prima Carlo Ancelotti e poi Zinedine Zidane si accorgono di avere tra le proprie fila un fenomeno e infatti il suo apporto diventerà un fattore determinante nella storia recente dei blancos.

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Morale della favola, nel giro di cinque anni Isco vince 4 Champions League (di cui 3 consecutive), una Liga, una Copa del Rey, una Supercoppa spagnola, 3 Supercoppe europee e 4 Mondiali per Club. Semplicemente un bagaglio di qualità di primissima fascia. L'arrivo di Santiago Solari, però, fa precipitare tutto. L'ex Inter non usa il trequartista e dunque gli spazi per il nativo di Benalmádena iniziano a ridursi. Neanche con il ritorno di Ancelotti la situazione cambia, nonostante la vittoria di 2 Champions League. Ormai di quell'Isco si era persa ogni traccia e nel 2022, alla scadenza del contratto, lascia il Real Madrid con grandissimi rimpianti.

La doppia avventura a Siviglia: da relegato con i Rojiblancos a idolo dei Verderones

Lasciato il Santiago Bernabeu, Isco decide di restare in Liga, nonostante le molte proposte arrivate dalla Serie A. Ad avere la meglio è il Siviglia. Qui ritrova il suo mentore Lopetequi che già lo aveva allenato nella Spagna. Purtroppo l'esperienza sarà brevissima: Lopetequi viene esonerato dopo solo un mese e con Sampaoli il feeleng non sboccia. Risultato: dopo una rissa con il ds Monchi, il 21 dicembre rescinde il contratto.

Rimane svincolato per ben 7 mesi. Un periodo troppo lungo per ritrovare la forma di un tempo, Tutti si chiedevano dove fosse finito. Alcuni lo davano ormai per ex giocatore. Ma il 26 luglio il Betis decide di dargli una possibilità Un'occasione più unica che rara per dimostrare che è rimasto ancora qualcosa dell'Isco dei tempi del Real Madrid. Ma questo già lo sapeva Manuel Pellegrini: "Tranquilli, è lui. È lo stesso di dieci anni fa”. Aveva detto ai dirigenti del club biancoverde dopo "la telefonata di soli 3 minuti" con il trequartista. E se lo dice uno come Pellegrini bisogna fidarsi.

Al Benito Villamarin, Isco ritorna ad essere quel fenomeno che negli anni precedenti si era visto al Santiago Bernabeu. Nonostante il brutto infortunio che nella stagiona scorsa gli ha fatto saltare l'inizio del campionato e della Conference League, il classe '92 dimostra ancora una volta di essere più forte e alla fine porta gli andalusi alla vittoria della competizione e, nonostante avesse esordito nel torneo solo nella fase finale, vince il premio di miglior giocatore dell'annata. Sopresi? Alcuni forse no, perché Isco ha sempre mostrato di essere un campione ma dopo quello che ha passato, il 34 ha dimostrato di essere molto di più: un vincitore fuori e dentro il campo.