L'arbitro accusato di suprematismo bianco si difende: "Era un movimento involontario"
Inevitabile conseguenza dei Mondiali di calcio, sono anche le tante vicende extra-campo. Nonostante le già tantissime polemiche da un punto vista strettamente geopolitico, nelle ultime ore è scoppiato il caso Shaun Evans, arbitro australiano, accusato di suprematismo bianco a seguito di un gesto fatto in telecamera al momento della ripresa in sala VAR, prima della gara tra Germania e Curaçao.
Il caso e le parole dell'arbitro
Poco prima del calcio d'inizio tra Germania e Curaçao, match terminato per 7-1 in favore dei tedeschi, come da prassi, la regia internazionale ha inquadrato gli arbitri in campo e la squadra in sala VAR. Proprio al momento della ripresa dei direttori di gara dietro gli schermi, l'arbitro australiano Shaun Evans, ha deciso di fare un gesto con la mano che ha decisamente alzato un grande polverone mediatico, portando all'accusa di suprematismo bianco. Il gesto sembrerebbe essere un classico "OK", anche se eseguito in una circostanza un po' particolare. Tuttavia, lo stesso segno, secondo le accuse, è stato letto anche come un possibile rimando al gesto con la mano fatto in tribunale dall'autore dell'attentato alle due moschee di Christchurch (Nuova Zelanda) nel 2019. Tragica vicenda, all'interno della quale persero la vita ben 51 persone.
Recentemente, però, è arrivata la risposta di Shaun Evans che, in un comunicato alla EFE, ha spiegato: "Vorrei chiarire che non ho intenzionalmente fatto alcun gesto o simbolo con la mano per comunicare un messaggio, un'affiliazione, un gioco o una convinzione di alcun tipo. Le immagini scattate in seguito durante la partita mostrano che ho ripetuto quel movimento molte volte tenendo una penna tra le dita. Sono rammaricato per l'interpretazione, ma ovviamente non riflette chi sono".
La FIFA assolve Shaun Evans e archivia il caso
Subito dopo la diffusione delle immagini, la FARE (Football Against Racism in Europe), ovvero l'organizzazione che si occupa del monitorare gli episodi di razzismo al Mondiale, ha chiesto alla FIFA l'esclusione dell'arbitro australiano, ritenendo il gesto fatto in telecamera come un incitamento ai movimenti suprematisti.Come si è soliti fare, la FIFA ha ovviamente esaminato il caso e, dopo aver ascoltato le parole di Shaun Evans, ha deciso di assolvere il direttore di gara, chiarendo nel comunicato inviato alla EFE che: "Non è stata trovata alcuna prova di violazione del Codice Disciplinare della FIFA. Il Comitato Disciplinare ha inoltre preso atto della dichiarazione di Evans".
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