Bernardo Silva: "Tifavo Benfica, ma ora i miei sentimenti verso il Manchester City sono più forti"
Al capolinea della sua avventura al Manchester City - durata 9 anni e con 20 titoli portati a casa - Bernardo Silva ha rilasciato una dichiarazione verso quella che ormai è la sua ex squadra. Il portoghese andrà via dall'Inghilterra, ma lascerà un pezzo del suo cuore lì, continuando a tifare per il club che tanto ha creduto in lui.
Chelsea v Manchester City - Emirates FA Cup Final
Bernardo Silva: "Me ne vado da tifoso del Manchester City"
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In un'intervista rilasciata ai media ufficiali del Manchester City, Bernardo Silva ha parlato della sua avventura con il club allenato da Pep Guardiola e di quanto sia stato profondo l'amore tra il centrocampista e i citizens. La storia d'amore si è conclusa per due ragioni, come riporta il centrocampista stesso: la necessità di stare con la sua famiglia e il lasciare spazio ai giovani. "È ora che i giocatori più giovani abbiano la loro occasione e, per me personalmente, è un'opportunità per stare più vicino alla mia famiglia. Sono stato via per molto tempo e voglio trascorrere più tempo con loro".
9 anni sono tanti, come sottolinea il calciatore: "È difficile perché nove anni sono tantissimi. Direi che me ne vado da tifoso del Manchester City". Ha poi aggiunto quanto forte sia stato il legame col club di Manchester, tanto da fargli rivedere le sue priorità: "Quando sono arrivato dal Portogallo tifavo per il Benfica, ma ora posso dire con assoluta certezza che i miei sentimenti per questo club sono fortissimi. Tiferò per il Manchester City per il resto della mia vita". Bernardo ha poi aggiunto: "Provo anche un profondo senso di gratitudine verso il club, verso le persone e verso tutto ciò che i tifosi mi hanno dato. È stato semplicemente incredibile".
"Guardiola è sempre stato un'ispirazione"
Il portoghese non ha nascosto le difficoltà che si è trovato ad affrontare ai tempi del Benfica: "Molto prima di arrivare al City, Pep era già una fonte d'ispirazione perché, quando allenava il Barcellona, aveva quella squadra con giocatori di bassa statura, come Xavi, Iniesta, Messi o Pedro. Io ero al Benfica, nelle giovanili, e non giocavo perché pensavano che non fossi abbastanza alto o forte". Ma, appunto, guardare i catalani in azione accendeva in lui la speranza: "Guardavo quella squadra e pensavo: neanche questi giocatori sono alti o forti. Se ce la fanno loro, forse un giorno potrò farcela anch'io".
Una parabola incredibile quella di Bernardo Silva, che dal non trovare spazio in Portogallo è arrivato ad essere uno degli uomini chiave per i numerosi successi della squadra inglese. "Quindici anni fa mi trovavo in una situazione complicata, non giocavo al Benfica perché la gente non credeva in me a causa della mia statura. Ora, essere il giocatore con più presenze in questa squadra, rende tutto davvero speciale".
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