DerbyDerbyDerby Calcio Estero Coppa del Mondo, l'Iran non convoca il suo miglior giocatore per motivi politici: Azmoun resta a casa
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Coppa del Mondo, l'Iran non convoca il suo miglior giocatore per motivi politici: Azmoun resta a casa

Federico Iezzi
Azmoun è uno dei più forti giocatori iraniani in circolazione.

La stella dell'Iran Sardar Azmoun non è stato convocato per il Mondiale a causa delle sue posizioni politiche. Nello specifico, gli costano care una foto con il governatore di Dubai e il sostegno, espresso nel 2022, a Masha Amini durante le proteste di quell'anno.

Azmoun escluso dai convocati dell'Iran per motivi politici

Era una decisione attesa, ma milioni di tifosi speravano che le cose andassero diversamente. Azmoun non parteciperà al Mondiale: è stato escluso dalla nazionale iraniana. La scelta non riguarda le tattiche del tecnico e nemmeno le prestazioni stagionali del classe 1995: che, per inciso, non ha vissuto una stagione esaltante. Si tratta di una scelta politica. L'ex Roma, infatti, è da tempo nel mirino del regime degli ayatollah, in particolare per quello che posta sui suoi social.

Il tecnico, Amir Ghalenoei, dovrà dunque fare a meno di quello che è il miglior giocatore disponibile e che ha segnato, con la maglia del suo paese, 57 reti in 91 gare.

La foto con il governatore di Dubai e il sostegno a Masha Amini

Una foto, pubblicata mesi fa sul suo profilo instagram, gli era già costata l'espulsione dalla nazionale. Era una immagine che lo ritraeva con l'emiro di Dubai, Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Azmoun, infatti, nel 2024 ha lasciato la Roma e da quel momento gioca nel campionato degli Emirati Arabi Uniti. In quella occasione, inoltre, l'espulsione gli aveva impedito di partecipare a due amichevoli. Le guardie della rivoluzione islamica, potente corpo paramilitare e lunga mano del regime, lo avevano accusato di “cooperare con i nemici dell’Iran". Il regime ha anche osservato che il centravanti non ha condannato gli attacchi di Israele e degli USA contro il paese asiatico.

Andando più indietro nel tempo, si può ritrovare un precedente di scontro fra il calciatore e il regime. Risale al 2022, al periodo delle proteste che infiammarono l'Iran e che, come sempre, furono soffocate nel sangue. In quei giorni Azmoun si espose a favore delle proteste sui social e condannò la morte di Masha Amini. La ragazza, arrestata per aver indossato l'hijab in modo sbagliato e deceduta in circostanze sospette, era diventata il simbolo delle rivolte.

"Nel peggiore dei casi sarò mandato via dalla Nazionale. Nessun problema. Lo sacrificherei per il bene delle donne iraniane. Questa storia non verrà cancellata. Possono fare quello che vogliono. Vergognatevi per aver ucciso così facilmente; lunga vita alle donne iraniane", scrisse in un post.