Corea del Sud, scoppia lo scandalo: offerte prestazioni sessuali ad arbitri stranieri
Una bufera si sta per scatenare sul calcio in Corea del Sud. Un'inchiesta dell'emittente televisiva coreana JTBC ha portato alla luce dei "favori sessuali" offerti dalla federcalcio nazionale agli arbitri stranieri, in occasione di partite di qualificazione a diversi tornei internazionali.
Scandalo in Corea del Sud
JTBC, emittente nazionale coreana, ha dato il via ad un terremoto in Corea del Sud. Secondo la tv infatti, nel 2011 e nel 2012, la federazione calcistica coreana avrebbe offerto a degli arbitri internazionali - arrivati in Corea per dirigere delle gare di qualificazioni a tornei internazionali - delle prestazioni sessuali. L'inchiesta porterebbe alla luce una profonda corruzione della federazione asiatica, portando a giudizio i diversi personaggi implicati nella faccenda.
L'emittente è riuscita ad ottenere un audit dal Ministero dello Sport, della Cultura e del Turismo, che proverebbe la vicenda. Nel rapporto infatti si può leggere che centinaia di migliaia di Won - che corrispondono a centinaia di euro - sono stati pagati ad alcuni locali "a luci rosse" nei giorni che precedevano le partite dirette dai suddetti arbitri. Tra le partite coinvolte, ad esempio, c'è la gara tra Corea del Sud e Kuwait valida per la qualificazione al Mondiale 2014.
Nell'inchiesta compaiono anche delle testimonianze. Un dipendente dell'ufficio arbitrale, ad esempio, ha ammesso di aver pagato dei centri massaggi. "Il costo del massaggio includeva la prostituzione", ha confermato. Inoltre: "Ho offerto questo tipo di intrattenimento - perché gli arbitri stranieri me lo avevano richiesto - in luoghi come l'aeroporto o i loro alloggi". Ma non è l'unico caso, numerose sono le transazioni verso questo tipo di locali nei giorni e nei luoghi delle partite.
La risposta della federazione
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