Il caso sul mancato utilizzo di Son e una gestione della rosa tutt'altro che perfetto hanno portato a tante riflessioni e minacce

Jesse Lingard capo ultras al Seoul (Fonte Video Account X Footballogue)

Lingard capo ultras dirige i cori, l'ex Manchester United è rinato al Seoul FC

L'eliminazione della Corea del Sud nella fase a gironi del Mondiale ha scatenato una violenta ondata di polemiche nel Paese, con il commissario tecnico Hong Myung-bo finito al centro delle contestazioni. Nelle ultime ore, infatti, l'allenatore della nazionale sudcoreana è stato bersaglio di gravi minacce di morte sui social network.

Hong Myung-bo nessuno ti invidia, il tecnico ha tutti contro

Tra i messaggi più inquietanti comparsi online, alcuni utenti hanno scritto apertamente di voler assassinare Hong Myung-bo al suo ritorno dagli Stati Uniti, indicando persino l'aeroporto come luogo in cui avrebbero voluto colpirlo. Parole che hanno immediatamente fatto scattare l'allarme e richiamato l'attenzione delle autorità. Sebbene si tratti di minacce pubblicate sul web. La loro gravità ha portato a un monitoraggio della situazione in vista del rientro della delegazione sudcoreana. Le autorità stanno valutando tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del commissario tecnico. Anche se al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli.
Austria v South Korea - International Friendly

L'eliminazione ai gironi è stata vissuta come un autentico fallimento in Corea del Sud. La Nazionale era arrivata al Mondiale con aspettative decisamente più alte e l'uscita anticipata dal torneo ha provocato una forte ondata di delusione tra tifosi, addetti ai lavori e istituzioni.

Secondo quanto riportato dai media locali. Anche il governo sudcoreano avrebbe manifestato grande irritazione per il risultato ottenuto dalla squadra guidata da Hong Myung-bo. La delusione ha acceso il dibattito sulle responsabilità tecniche e sul futuro della nazionale, ma in poche ore il confronto ha oltrepassato i confini della critica sportiva.

Le minacce rivolte al ct rappresentano infatti un episodio estremamente grave, che riporta al centro dell'attenzione il problema dell'odio online e delle conseguenze che possono derivare da una gestione incontrollata dei social network. La critica a un risultato sportivo può far parte del dibattito calcistico. Ma intimidazioni e minacce di morte non possono trovare alcuna giustificazione. Ora l'attenzione è rivolta al ritorno della squadra in patria. Le autorità seguiranno con particolare attenzione gli spostamenti del commissario tecnico. Nella speranza che quanto scritto sui social resti confinato al web e non abbia alcuna conseguenza nella realtà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti