De la Fuente in vista del Mondiale: "Ho le idee abbastanza chiare, ma magari qualcuno avrà una possibilità"
Con il Mondiale 2026 sempre più vicino, cresce l'attesa di scoprire la lista dei convocati della Spagna. A tal proposito, è intervenuto al programma El Camino De Mario, condotto da Mario Suarez ex giocatore dell'Atletico Madrid, il ct delle furie rosse Luis de la Fuente. Il tecnico spagnolo ha affrontato diversi temi: le possibili convocazioni, l'evoluzione del calcio moderno e la condizione di alcuni calciatori.
Tra la scelta dei portieri e l'importanza del gruppo: le parole di De la Fuente
De la Fuente ha spiegato che la struttura della nazionale è ormai definita, ma che ci possono essere sempre delle novità. Il Ct ha lasciato aperte le porte a qualche piccola sorpresa sottolineando come la scelta dei portieri sia stata già fatta:"Il gruppo è oramai quasi certo, ma non escludo che ci possano essere delle sorprese, magari qualcuno viene con noi per la prima volta, chissà... Sono abbastanza deciso sui portieri che porterò: posso dirti che saranno di sicuro 3 e non 4".
Tra i temi più delicati, ha fornito alcune considerazioni su determinate scelte fatte nel passato e sui talenti che oggi giocano all'estero. Un passaggio che inevitabilmente fa riferimento al Real Madrid:" Nel mio percorso da tecnico della nazionale ci sono stati episodi che mi hanno segnato: uno di questi è stato non convocare Sergio Ramos. Mi infastidisce che giocatori di talento come Fabian, Merino e Zubimendi non giochino nel nostro campionato. Molto spesso mi chiedo come mai vengano sborsate cifre esorbitanti per giocatori stranieri e non prendiamo in considerazione i nostri talenti".
Gavi, Carvajal, Oyarzabal e il futuro del Ct
Nel corso dell'intervista non sono mancati i riferimenti a singoli giocatori, come Carvajal e Gavi: "Sono due pedine fondamentali nel nostro scacchiere. Carvajal è un grande capitano, ma le sue condizioni fisiche non penso siano adeguate per essere presente al Mondiale. Per quanto riguarda Gavi, io non gli ho regalato mai nulla, si è guadagnato tutto da solo grazie al suo lavoro e alla sua determinazione. In questo momento è in uno stato di forma strepitoso, è uno di quei giocatori che fa la differenza".Il Ct ha analizzato come sia cambiato il calcio moderno, sottolineando come il possesso palla dev'essere accompagnato da concretezza e finalizzazzione: "Il possesso palla non serve a niente se non concludi mai a rete, puoi avere la palla quanto vuoi, ma poi devi concretizzare e fare gol, il calcio è in continua evoluzione e noi dobbiamo essere pronti a tutto".
Spazio anche al giudizio su Oyarzabal, considerato un elemento fondamentale per la Spagna: "Mikel è un attaccante moderno, sa giocare con i compagni, sa fare gol e ha una tecnica sopraffina. Non mi piace tanto definirlo falso nueve, per me Mikel è un attaccante che sa fare tutto".
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