Figo smonta il mito del 'pugno di ferro' di Mourinho: “Al Real serve equilibrio, non rigidità"
Figo ridimensiona l’immagine del “Mourinho sergente di ferro” e lo fa con la credibilità di chi conosce da vicino sia il tecnico portoghese sia l’universo Real Madrid. Parlando dello Special One, Figo ha spiegato - a un evento Duracell e LaLiga in un hotel del centro di Barcellona - di non averlo "mai considerato un allenatore realmente intransigente", nonostante la fama costruita negli anni. Secondo l’ex Pallone d’Oro, in un club come il Real non funzionano rigidità e imposizioni continue, ma equilibrio, gestione degli ego e comprensione dell’ambiente. Per questo ha citato figure vincenti come Zidane, del Bosque e Carlo Ancelotti, allenatori capaci di ottenere risultati senza trasformarsi in comandanti autoritari. Un messaggio chiaro: al Real Madrid conta più la leadership intelligente del pugno duro.
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Figo e il parere contrastante sulla figura Mourinho
Nel suo intervento, Figo ha voluto soprattutto smontare una narrazione spesso associata a Mourinho, quella dell’allenatore inflessibile e ossessionato dal controllo assoluto dello spogliatoio. “L’ho avuto come traduttore, assistente, allenatore e amico”, ha ricordato l’ex campione portoghese, sottolineando di non aver mai percepito Mou come una figura rigidamente autoritaria. Il punto centrale del suo ragionamento riguarda però il Real Madrid, un ambiente che secondo Figo richiede caratteristiche molto specifiche a chi guida la squadra.Clicca sull'immagine per maggiori dettagli sul palinsesto offerto da Bet365.
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Per l’ex madridista, allenare un club di quel livello significa soprattutto saper convivere con venticinque personalità forti, altrettanti ego e una pressione costante che non permette approcci estremi. La gestione umana diventa quindi fondamentale quanto quella tattica. Non a caso Figo ha indicato come modelli vincenti allenatori dal profilo equilibrato come "Zidane, Del Bosque e Ancelotti, tecnici capaci di creare armonia senza rinunciare alla disciplina". Secondo lui, il successo al Real nasce dalla "capacità di comprendere il club, il suo ambiente e le sue dinamiche interne, più che dall’imposizione dura delle regole". Diciamo, che se i blancos volessero puntare sul portoghese come nuovo allenatore, non hanno un estimatore. Figo non sponsorizza Mourinho. Parere e parole che faranno sicuramente discutere.
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