Il presidente della Liga attacca la FIFA: "Agiscono per i loro interessi, Infantino non dovrebbe rimanere"
Javier Tebas attacca la FIFA. Il presidente della Liga, tornato a Madrid dopo il trionfo della nazionale spagnola a New York, ha tirato le somme del Mondiale 2026 esaltando il momento del calcio spagnolo ma, a proposito della gestione della competizione, non ha risparmiato pesanti critiche alla FIFA e al presidente Gianni Infantino.
Tebas sul trionfo della Spagna e del calcio spagnolo
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il presidente della Liga, Javier Tebas, ha trattato di alcuni dei temi più caldi riguardanti la Coppa del Mondo 2026 e la FIFA. Per ciò che concerne il successo del calcio spagnolo ha dichiarato:"Il successo del nostro calcio è il lavoro di tutti. A partire dalle squadre, con i loro centri di formazione migliorati e curati al massimo negli ultimi anni. Proseguendo con la Liga, un campionato forte e sostenibile che ha dato alla Spagna 17 dei 26 calciatori convocati. Terminando con la Federcalcio, la quale è stata in grado di selezionare e far crescere il talento spagnolo nelle nostre squadre".
Successivamente, il presidente della Liga ha elogiato il lavoro fatto dalla federazione con il ct De La Fuente: "De La Fuente è entrato in federazione nel 2013, è cresciuto facendo maturare giovani calciatori incredibili, iniziando dall’U-19 e arrivando alla conquista della Coppa del Mondo con 10 calciatori già avuti ai tempi delle giovanili. In questo sport c’è la tendenza a tener fissi i nomi, però, la vera differenza la fanno gli uomini. Nel calcio spagnolo, a tutti i gradi, abbiamo gente incredibilmente qualificata e che lavora per il bene del nostro sistema calcistico. Nessuna nazione aveva vinto quasi in contemporanea sia il Mondiale maschile che il Mondiale femminile".
Il presidente della Liga critica la FIFA e Infantino
Nel corso dell'intervista, Tebas, si è poi lasciato andare ad un attacco diretto alla FIFA per la gestione del campionato mondiale: "La FIFA gestisce le faccende a loro piacimento, in base alla loro volontà, agendo solo per i suoi interessi, non certamente per il bene del calcio. Quindi se sentono la necessità di avere 27 minuti di intervallo, lo fanno. Le pause di idratazione? Una menzogna. In Liga ci sono, ma le utilizziamo solo quando fa davvero caldo. Negli stadi di Dallas, Los Angeles, Atlanta c'era l’aria condizionata e in tribuna io ho dovuto indossare addirittura un maglione. Le pause di idratazione sono solo un modo per inserire le pubblicità. Il caso Balogun? La prova che siamo governati da un’organizzazione che fa come e quando vuole, concentrandosi solo sui propri interessi senza pensare al resto del calcio. In molte vicende, agisce danneggiando questo sport".
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