Il Segretario alla sicurezza USA: "Ballato di gioia per l'eliminazione dell'Iran"
Come riporta l'ANSA, il segretario alla sicurezza degli Stati Uniti d'America, Markwayne Mullin, ha dichiarato di aver festeggiato per l'eliminazione ai Mondiali di calcio della Nazionale iraniana. I 3 pareggi nel girone non sono bastati agli asiatici infatti, per superare il turno.
Le parole del segretario USA
Markwayne Mullin si è così espresso circa l'eliminazione dell'Iran ai Mondiali negli USA: "Sono contento" riferendosi all'uscita di scena della Nazionale iraniana e ha poi continuato: "Sono contento che non tornerà. Sono stato felicissimo quando siamo riusciti a revocare i visti, forse ho anche cantato qualche canzone e fatto un balletto di gioia". Ha inoltre sottolineato che nessuna delegazione ha richiesto più tempo di quella iraniana. L'Iran è stato costretto a soggiornare in Messico, precisamente a Tijuana, e ha potuto volare alla volta degli USA soltanto alla vigilia delle prime due gare disputate a Los Angeles. Le restrizioni sono state meno ferree per l'ultima giornata, quando l'Iran ha potuto recarsi a Seattle, sede della partita contro l'Egitto, ben due giorni prima.
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La risposta di un funzionario della Federazione calcistica iraniana non si è fatta attendere e ha scelto The Athletic come mezzo: "Gli iraniani sono abituati ai maltrattamenti e alle bugie americane. Queste affermazioni dimostrano ancora una volta che i funzionari americani non hanno alcun rispetto per il diritto internazionale o per i principi richiesti a un paese ospitante".
Il cammino dell'Iran
Mehdi Taremi e compagni hanno disputato, con tutte le difficoltà del caso, espressamente segnalate a mezzo stampa, un Mondiale storico. La Nazionale iraniana è andata a tanto così dal superare il girone e qualificarsi ai sedicesimi di finale. Soltanto la sfortuna, abbattutasi contro i calciatori asiatici nei minuti finali della decisiva sfida contro l'Egitto con due traverse e un gol annullato per centimetri, e un biscotto tra Algeria e Austria, hanno impedito di raccontare una favola senza precedenti.
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Non per il livello della rosa dell'Iran, certamente non di primo pelo, ma per le modalità con cui i calciatori hanno affrontato questa Coppa del Mondo. La sede del ritiro, situata a Tijuana, in Messico, è stata obbligata dalle autorità preposte dal momento che l'Iran è stato impossibilitato di entrare negli USA, se non soltanto per le partite. Difatti, Mehdi Taremi, volto di punta della squadra e capitano, ha più volte cercato di attirare l'attenzione sulle difficoltà di spostamento. Terminate le partite negli Stati Uniti, i calciatori e lo staff hanno subito viaggiato per tornare in Messico. Una disparità di trattamento rispetto alle altre Nazionali che ha creato problemi nel riposare e nel recupero post partita.
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