Jordi Alba, tra Valencia e Barcellona: dal rifiuto alla Masia alla rinascita al Mestalla
Valencia e Barcellona si affronteranno nella quarta giornata de La Liga. La sfida tra Los Che e i catalani è anche la partita di Jordi Alba. Il terzino spagnolo che tutti ricordiamo per i successi in blaugrana, deve ringraziare anche il Valencia per ciò che ha ottenuto in carriera. Los murcielagos infatti furono gli unici a credere nel ragazzo dopo che lo stesso fu allontanato proprio dalla Masia.
Un talento troppo "piccolo"
Cresciuto a L'Hospitalet de Llobregat, a pochissimi chilometri dal Camp Nou, Jordi Alba entrò giovanissimo a La Masia, l'accademia dei talenti dei catalani. A soli 9 anni lo spagnolo entrava in una delle migliori scuole di calcio e di vita del mondo. Col numero 10 addosso fin da ragazzino, Jordi dal 1998 diventò uno dei punti saldi delle formazioni delle giovanili dei blaugrana. E Jordi era anche presente quando nel 2000, fu posata la prima pietra della Ciudad Deportiva del Barcellona.
Qualcosa però non andò per il verso giusto. Qualche anno dopo, nel 2005, Alba fu ritenuto troppo gracile e piccolo per poter competere ad alti livelli. Il ragazzo perciò, si trovò ad abbandonare quello che era stato il suo sogno di giocare con la sua squadra del cuore. A credere in lui fu l'Union Esportiva Cornellà, che lo prelevò dalla Masia e lo portò nelle sue giovanili, dalle quali arrivò in prima squadra.
Valencia, Emery e la troppa concorrenza
Dopo un paio d'anni di gavetta, il Valencia vide in lui qualcosa di speciale e decise di prelevarlo dal Cornellà alla modica cifra di seimila euro. Era il 2007, ed il Jordi 18enne si rese protagonista con la primavera aiutandola a conquistare la promozione in terza divisione. L'anno successivo il Valencia decide che è il momento di mandarlo a farsi le ossa da qualche altra parte, e lo manda in prestito al Gimnàstic de Tarragona, dove con 22 presenze da titolare prova l'esperienza della seconda divisione.
La stagione seguente però, è quella della svolta. In panchina c'è Unai Emery, che stravede per il ragazzo. Ma la concorrenza è più che spietata: David Villa, David Silva, Juan Mata. Con Villa in lotta per il titolo di Pichichi, Silva già nel giro della nazionale, e Mata in rampa di lancio, lo spazio per un ragazzino semplicemente non c'era. In una sfida di Europa League però, contro il Werder Brema, il Valencia rimane in 10. Unai Emery e il suo staff, nel decidere che fare, buttano Jordi nella mischia, chiedendogli di giocare da terzino. Tra lo spagnolo e la fascia è subito amore, Alba si posiziona in quel corridoio ed inizia a presentarsi al mondo come uno dei migliori in quel ruolo.
Il ritorno a casa
E Jordi a casa ci torna dalla porta principale. Si mette sulla fascia sinistra, e la fa sua per 11 anni. 11 anni pieni di successi e soddisfazioni. Con la maglia blaugrana infatti Alba vince 18 trofei: 6 Liga, 5 Coppa del Re, 1 Champions League, 4 Supercoppe di Spagna, 1 Mondiale per Club e 1 Supercoppa Europea. Dei suoi anni si ricordano anche l'intesa perfetta con Messi, i suoi assist e i suoi inserimenti. In 458 presenze infatti, Jordi ha messo a segno 27 gol e fornito oltre 90 assist.
Valencia-Barcellona, la gara di Jordi
Valencia-Barcellona avrà un sapore molto speciale per Jordi perciò. Il terzino, seppur nato e cresciuto a pochi chilometri da Barcellona, deve tantissimo al Valencia. Probabilmente, se non fosse stato per Los Che e per quell'intuizione di Unai Emery nell'arretrarlo a terzino, oggi Jordi sarebbe un altro dei tanti ragazzi sedotti e abbandonati dal mondo del calcio. Invece, grazie a chi lo ha capito e alla sua tenacia, Jordi a Barcellona ci è tornato ed è entrato nella leggenda del club blaugrana.
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