Kakà tra presente e passato: "Ancelotti mi ha dato tanto, sono contento che sia lui il Ct Brasile"
Kakà è stato uno dei trequartisti più fantasiosi del calcio moderno. La sua classe abbinata ad una velocità stratosferica lo hanno reso uno dei giocatori più importanti degli ultimi decenni. Pallone d'Oro nel 2007, protagonista assoluto con il Milan di Carlo Ancelotti, ha rappresentato per svariati anni un simbolo per i tifosi rossoneri. Nonostante abbia appeso gli scarpini al chiodo,ancora oggi il suo nome fa scalpore, specialmente in ottica Nazionale. A tal proposito, in un'intervista concessa ai canali di Goal, il brasiliano ha parlato della sua esprienza con i verdeoro e della situazione attuale del Brasile.
Il Mondiale e la pressione di essere brasiliano
Kakà è riuscito nell'impresa di vincere il Mondiale con il Brasile nel 2002. All'epoca, il trequartista non era un titolare, ma vivere quel gruppo lo ha reso un giocatore determinante.
Nel corso della sua chiacchierata, l'ex Real Madrid ha sottolineato quanto fosse difficile competere con determinati giocatori presenti in quella rosa: "C'erano tutti i più forti: Ronaldinho, Rivaldo, Ronaldo il fenomeno, non avevo possibilità di giocare. Ma dovrò sempre dire grazie a loro, in allenamento il mio sguardo era fisso su questi giocatori. Cercavo di rubare qualsiasi movimento, qualsiasi giocata, erano troppo forti".
Con il passare del tempo, e una titolarità innamovibile, Kakà ha capito quanto fosse impegnativo sia mentalmente che fisicamente prepararsi ad una competizione di quel calibro:" Solo quando ho iniziato a giocare ho capito quanto fosse difficile preparare un torneo del genere. Puoi essere pronto sia mentalmente che fisicamente, ma poi quando scendi in campo tutto è più difficile. Ogni volta che giocavo un Mondiale capivo quanto fosse difficile e il fatto che l'abbia vinto mi emoziona ancor di più. La pressione è altissima, niente si può paragonare a quello che si prova quando calpesti il rettangolo verde e ti appresti a giocare questo torneo".
Kakà su Ancelotti, Neymar e Vinícius
Durante la chiacchierata, Kakà ha sottolineato il momento che sta vivendo la sua Nazionale. Secondo il fantasista la scelta da parte della Federazione di affidare la panchina a Carlo Ancelotti, è stata la miglior decisione presa. A riguardo, ha ricordato i periodi al Milan con il tecnico italiano:" Sono molto contento che Ancelotti sia l'allenatore della mia Nazionale. Lo conosco benissimo, abbiamo un rapporto fantastico. Se sono stato un giocatore importante gran merito è stato anche suo, sarò per sempre grato. Ho vissuto il momento migliore della mia carriera".
Infine, il brasiliano ha avuto anche un pensiero sulle due stelle del Brasile, Neymar e Vinicíus: "Sono due giocatori molto importanti per la Nazionale. Sono contento che O'Ney sia stato convocato, so cosa può dare alla squadra, anche se ha qualche problemino. Sarà il suo quarto Mondiale, oramai è maturo e può essere una guida per tutta la squadra. Vinicíus ha fatto una stagione spettacolare al Real Madrid, è stato molte volte decisivo, però si sa, se non vinci niente ti dicono che hai fatto male".
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