La FIFA fa marcia indietro e riammette la Russia per le competizioni internazionali
A quattro anni, quattro mesi e un giorno dall'invasione della Russia nei confronti dell'Ucraina, la FIFA fa marcia indietro e riammette la Sbornaja, la Nazionale russa, alle competizioni continentali.
La svolta
Nello scorso febbraio, Gianni Infantino, la più alta carica della FIFA, aveva sostenuto pubblicamente il ritorno della Nazionale russa, partendo dalle giovanili, con queste parole: "Dobbiamo farlo. Almeno a livello giovanile. Questo divieto non ha ottenuto nulla. Le sanzioni hanno generato soltanto maggiore frustrazione e odio".
Detto fatto. Infantino ha mantenuto la promessa e, in occasione dei Mondiali di calcio under-15, in programma dal 22 al 31 ottobre in Azerbaigian, la Russia è stata aggiunta tra i paesi invitati a presenziare alla competizione e a gareggiare per la vittoria finale. A distanza di quattro anni dalle sanzioni pesantissime e, probabilmente, legittime che tutti conosciamo, la Nazionale russa potrà decidere autonomamente se tornare a disputare una competizione continentale, dopo aver ottenuto il via libera dalla FIFA.
In tutto ciò, che fine ha fatto la Nazionale maggiore?
Aver ospitato il Mondiale nel 2018 è stato il punto più alto del movimento calcistico russo. Raggiungere, contro ogni pronostico, i quarti di finale, arrendendosi soltanto ai tiri di rigore contro la Croazia poi finalista, è stato un enorme successo. Così come lo è stato essere il centro del mondo per un mese, sfoggiando stadi all'avanguardia in paesaggi suggestivi. Dopo le sanzioni per motivi bellici, la Nazionale russa e club come lo Zenit e il CSKA Mosca, sono stati impossibilitati a partecipare a manifestazioni continentali e planetarie.
Così, le amichevoli sono state l'unico sfogo per i calciatori russi, inermi e incolpevoli dinanzi una situazione più grande di loro. I match internazionali contro l'Iran, l'Iraq, la Serbia, Cuba, la Bielorussia, l'Egitto e molte altre Nazionali, hanno permesso di scalare fino alla posizione numero 34 del ranking mondiale. L'apertura di Infantino, non ancora definitiva, lascia spazio per un possibile ritorno della Russia nei maggiori palcoscenici terrestri.
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