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Lens-PSG a tavola: quando la birra sfida lo champagne

Silvia Cannas Simontacchi
In Lens-PSG i calciatori lasciano spazio ai piatti tipici: carbonnade flamande, welsh e maroilles per il Nord contro foie gras, coq au vin e macaron parigini. Una partita immaginaria tra cucina operaia e raffinatezza della capitale

Lens, mercoledì 13 maggio 2026. Allo stadio Bollaert-Delelis, la squadra di casa, seconda in classifica, attende la capolista: il PSG, a cui manca solo un punto per festeggiare l'ennesimo titolo in Ligue 1, e che potrebbe togliersi lo sfizio proprio di fronte al Lens. Intanto, nella ex città industriale in Alta Francia, la birra scorre lenta e si aspetta l'arrivo della squadra scintillante della capitale.

Se il campo da calcio fosse una tavola, è semplice immaginare come sarebbe Lens-PSG: una partita tra casseruole pesanti e piatti da bistrot ben illuminati, tra la cucina popolare del Nord, fatta per resistere ai venti freddi, e quella parigina, più elegante, internazionale e instagrammabile.

Primo tempo: il Lens, compatto e senza paura

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Una sciarpata dei tifosi del Lens durante la partita di UEFA Champions League in casa del Siviglia il 20 settembre 2023. (Foto di Fran Santiago/Getty Images)

I padroni di casa si schierano con un 3-4-2-1 aggressivo, costruito per dare ritmo e mettere pressione all'avversario con il contributo di tutti. In porta c'è la soupe à l'oignon gratinée, la tradizionale zuppa di cipolle, calda, poco appariscente, ma capace di rinfrancare lo spirito anche nelle serate più fredde. La difesa a tre è un muro: al centro troviamo il potjevleesch, il pasticcio di carni bianche tipico delle Fiandre francesi; ai lati agiscono la carbonade flamande, lo spezzatino di manzo bagnato nella birra, e il welsh, il piatto unico a base di pane tostato, cheddar e birra, tipico della regione di Calais, pesante e quasi impossibile da affrontare in una sfida uno contro uno.

Sulle fasce, corrono le patatine fritte, l'eccellenza del Nord che tutto il mondo invidia. A centrocampo, invece, si punta sulla sostanza: pollo al Maroilles come regista, cremoso e aromatico, affiancato dalle ficelle picarde, la crepes salate della Piccardia, farcita con panna e prosciutto, tecnica e imprevedibile.

Davanti si muovono due elementi imprevedibili: l'andouilette, l'insaccato rustico e senza compromessi, e la tarte au sucre, burrosa e dolcissima. Unico riferimento offensivo, il cassoulet, un ricco stufato a base di carni bianche e fagioli, pesante e fisico. Ecco il Lens: verticale, rumoroso, una squadra che punta sul gruppo.

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Secondo tempo: il PSG risponde con gli effetti speciali

I parigini rispondono con un 4-3-3 fluido, pensato per monopolizzare il possesso palla e gestire il ritmo. Tra i pali c'è il foie gras, elegante, raffinato e delicato solo in apparenza. La linea difensiva è costruita con esperienza e tecnica; al centro troviamo il boef bouguignon, strutturato e paziente, affiancato dal coq au vin, un classico intramontabile. Spingono sulle fasce i gratin dauphinois, lo sformato a base di patate e crème fraîche della regione del Delfinato.

A centrocampo il PSG detta i tempi con il casseulet rivisitato, più leggero; ai lati fanno da mezzali le versatili quiche lorraine e le escargot, lente solo a un occhio distratto. Davanti, il talento abbonda: le ali sono la ratatouille, colorata e imprevedibile, e il magret de canard, elegante e verticale. Punta centrale, un top player mondiale: il croissant.

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Luis Enrique posa per una foto con la medaglia dopo la vittoria che ha assicurato al Paris Saint-Germain il primo titolo di UEFA Champions League alla Munich Football Arena il 31 maggio 2025 a Monaco di Baviera. (Foto di Carl Recine/Getty Images)

Lens-PSG, fischio finale: birra contro champagne

E allora, chi vince il big match di League 1 a tavola? A decidere, qui, è cosa si beve: birra ambrata delle Fiandre francesi per il Lens, forte e decisa, ideale per accompagnare una fetta generosa di tarte au maroilles profumata di latte e burro. Parigi non può che rispondere con le bollicine: champagne e macarons, perfetti, chic, quasi da vetrina. In cucina, come del resto nello sport, la partita si gioca tra la Francia delle miniere e quella dei boulevard, tra forma e sostanza, fame e seduzione.

Sul campo, battere il PSG è quasi impossibile, nonostante la caparbietà dimostrata dal Lens. A tavola, invece, è tutto da vedere.