Julio Velazquez e il Levski: “Spezzare 14 anni di dominio vale ancora di più”
Per Julio Velazquez il valore di questo campionato va molto oltre una semplice vittoria, perché il Levski Sofia non si è limitato a tornare campione dopo diciassette anni, ma ha interrotto un dominio che in Bulgaria sembrava diventato intoccabile. Il tecnico spagnolo lo spiega chiaramente nell’intervista rilasciata ad AS: “Mi sembra una follia aver vinto il campionato in questo contesto”, una frase che racconta bene quanto fosse complicato spezzare il controllo del Ludogorets sulla Parva Liga.
Per quattordici stagioni consecutive il club di Razgrad aveva trasformato il campionato bulgaro in una corsa quasi senza concorrenza reale, costruendo superiorità economica, continuità tecnica e una struttura molto più stabile rispetto alle altre squadre del paese. Proprio per questo il titolo del Levski viene percepito come qualcosa di diverso dal semplice successo sportivo. Velazquez insiste molto su questo punto, perché sa che il peso dell’impresa non si misura solo nella classifica finale ma nel contesto in cui è arrivata.
“Bisogna capire il contesto”: Velazquez sulle differenze tra Levski e Ludogorets
Nelle sue parole torna continuamente il tema del divario tra le due realtà. “Bisogna capire il contesto”, ripete più volte Velazquez nell’intervista ad AS, spiegando come il valore del titolo non possa essere separato dalla superiorità costruita dal Ludogorets negli ultimi anni. “Parliamo di una squadra che vinceva il campionato da quattordici stagioni consecutive”, sottolinea il tecnico, ricordando quanto fosse complicato anche solo pensare di interrompere quel ciclo. Poi entra ancora più nel dettaglio: “La differenza economica era enorme”, una frase che usa per spiegare il tipo di scenario trovato in Bulgaria. Secondo Velazquez infatti il Levski non partiva con gli stessi strumenti né con le stesse possibilità strutturali del Ludogorets, ed è proprio questo che per lui rende il successo ancora più pesante.
Il tecnico insiste anche sul lavoro quotidiano fatto con la squadra: “Abbiamo costruito tutto attraverso il lavoro, l’organizzazione e la mentalità collettiva”, spiegando che il gruppo è cresciuto soprattutto nella continuità mentale durante la stagione. Poi aggiunge un altro passaggio importante: “I giocatori hanno iniziato a credere davvero di poter vincere”, lasciando intendere quanto l’aspetto psicologico abbia avuto un ruolo decisivo nella corsa al titolo. Velazquez parla anche della pressione generata dal dominio del Ludogorets: “Quando una squadra vince per così tanti anni consecutivi, tutti pensano automaticamente che alla fine vincerà ancora”. Ed è proprio qui che individua il peso reale dell’impresa del Levski: “Per questo motivo credo che questo titolo abbia un valore ancora maggiore”.
Dalla delusione all’Udinese alla rinascita: Velazquez si riprende credibilità
La storia assume ancora più peso guardando il percorso personale dell’allenatore spagnolo. Dopo esperienze complicate in diversi campionati europei, compresa quella breve e difficile con l’Udinese, Velazquez aveva bisogno di ritrovare continuità e credibilità ad alto livello.
In Bulgaria invece è riuscito a costruire qualcosa di stabile, trovando tempo, fiducia e soprattutto un ambiente disposto a seguirlo nel lungo periodo. Il Levski gli ha dato la possibilità di lavorare senza dover rincorrere risultati immediati ogni settimana, e il tecnico ha risposto costruendo una squadra organizzata, intensa e mentalmente solida. Non a caso il club ha già deciso di prolungare il suo contratto, segnale che questa vittoria non viene considerata un episodio isolato ma l’inizio di un percorso più ampio. E per Velazquez il significato va oltre il titolo: dopo anni difficili, questa stagione rappresenta anche una rivincita personale molto forte.
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