Ligue 1, divise speciali contro la discriminazione, ma il Le Havre si dissocia
Per il 31esimo turno di campionato la Ligue 1 ha deciso, per onorare la giornata della lotta alle discriminazioni, di far scendere in campo i calciatori con sulle maglie i nomi di battesimo anziché i cognomi. Iniziativa accolta da tutti i club meno che il Le Havre. Ma c'è una motivazione dietro la scelta della squadra.
La scelta del Le Havre
"Dietro ogni nome, una storia vera". Questa l'iniziativa lanciata dalla lega in occasione del 31esima turno di Ligue 1. In occasione della giornata per la lotta alle discriminazioni, la lega francese ha fatto una scelta circa le maglie da indossare. Anzichè i classici cognomi, i calciatori sono scesi in campo indossando delle maglie che riportavano i loro nomi di battesimo. Nomi di battesimo che sono associati alle varie vittime di discriminazioni e abusi razziali. Maglie che si sono viste su tutti i campi, o quasi.Clicca sull'immagine qui sotto per scoprire tutto il palinsesto live di Bet365
"I giocatori non devono farsi portavoce di singole campagne"
La scelta del club è avvenuta anche per questioni di principio, come ha confermato direttamente il presidente del club, Jean Michel Russier, nella conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Metz: "Qualche settimana fa, la Lega ha deciso di creare un'operazione con il marchio LFP che consisteva nel far indossare ai giocatori il nome di battesimo di una vittima. Quindi X vittime diverse corrispondenti a ciascuna maglia al posto del loro nome sulla maglia".Ma il presidente si è dichiarato contrario all'idea della Lega: "La mia risposta alla Lega è stata: 'Assolutamente no'. I giocatori non sono portavoce di campagne individuali. Queste campagne devono essere legate a delle entità". Secondo il presidente infatti "potrebbe essere la Lega, potrebbe essere un club, ma non chiederemo ai giocatori di promuovere un'azione a titolo personale. Quindi abbiamo detto di no e abbiamo mantenuto la nostra campagna".
© RIPRODUZIONE RISERVATA