Martinez torna sulla questione Ronaldo: "Toglierlo prima della fine non avrebbe avuto senso"
L'eliminazione del Portogallo dai Mondiali per mano della Spagna ha portato con sé degli strascichi pesanti. Cristiano Ronaldo, l'uomo più chiacchierato delle ultime ore, ha annunciato che l'ottavo di finale di ieri è stata la sua ultima partita con i lusitani. Roberto Martinez, consapevole del flop alla guida di una generazione d'oro, si è dimesso dal suo incarico di allenatore. Proprio i due volti di punta della Seleçao portoghese sono finiti al centro di innumerevoli polemiche per l'impiego del cinque volte pallone d'oro.
Una presenza troppo ingombrante
Si sa, avere tra le proprie fila Cristiano Ronaldo comporta dei pregi ma anche dei difetti. È il catalizzatore di tutte le attenzioni, l'accentratore di gioco e una presenza quasi spirituale ma, allo stesso tempo, ingombrante. Chiaramente, il fiasco Mondiale del Portogallo non è da attribuire esclusivamente a Ronaldo. Tantissimi leader o presunti tali, come Vitinha e Bruno Fernandes, non si sono caricati la squadra sulle spalle, risultando essere le controfigure dei due meravigliosi centrocampisti ammirati nei rispettivi club. In Portogallo, però, il sentimento popolare si è schierato contro le scelte del CT Roberto Martinez, accusato di non aver avuto gli attributi necessari per far partire CR7 dalla panchina e inserirlo nell'ultimo quarto di gara, sfruttando tutte le sue qualità.
Il tecnico spagnolo, in conferenza stampa post partita, ha spiegato la sua versione dei fatti in merito: "Se hai bisogno di un gol, non puoi togliere Cristiano Ronaldo. Cristiano può reggere tutti i 90 minuti, non avrebbe avuto senso toglierlo. Se fossimo andati ai supplementari, allora sarebbe stato il momento di Gonçalo Ramos". In seguito a queste dichiarazioni, Martinez ha deciso di lasciare la Nazionale portoghese. Tra la generazione d'oro lusitana e quella belga ci sono due cose in comune: aver sprecato diverse occasioni per vincere con Roberto Martinez alla guida.
L'insurrezione popolare
In Portogallo non si parla d'altro. Tutti avrebbero voluto vedere in campo, dall'inizio o nel secondo tempo, Gonçalo Ramos. Il neoacquisto del Milan, record nella storia del club, ha giocato appena 59 minuti in cinque partite. Un bottino troppo magro per un centravanti che, seppur relegato in panchina al PSG, ha dato sempre la dimostrazione di creare occasioni, essere una spina nel fianco per le difese e buttarla dentro quando serve. Proprio come ha fatto nel sedicesimo contro la Croazia. Subentrato al posto di Ronaldo, ha subito timbrato il cartellino. La decisione di non prenderlo in considerazione ha scatenato le polemiche dei portoghesi, tutti d'accordo sull'inadeguatezza di Martinez.© RIPRODUZIONE RISERVATA