Messi dopo la sconfitta in finale: "Il dolore è grande, ma questo gruppo ha fatto due finali di fila"
Puoi fare 8 gol e 4 assist, essere primo in tutte le statistiche individuali della tua squadra, trascinare una Nazionale non tra le favorite alla seconda finale Mondiale consecutiva, il tutto a 39 anni, eppure, la seconda sconfitta a un passo dal traguardo, ancora una volta ai supplementari come nel 2014, lascerà delle scorie negative, forse per sempre. Ma l'ultima, grandiosa, esibizione di Messi nel palcoscenico più ambito è già proprietà della storia del calcio.
Le prime parole di Leo
Lo abbiamo visto predicare nel deserto, senza che i suoi compagni di squadra potessero aiutarlo un'ultima volta. L'atteggiamento dell'Argentina, troppo remissivo e rinunciatario, forse per le condizioni fisiche precarie, ha imbruttito una finale in cui, si sa, il pallone pesa come un macigno. L'accenno di reazione, scavando il fondo del barile delle energie, dopo il gol di Ferran Torres, avvenuto ai supplementari come quello di Gotze al Maracana nel 2014, non è bastato a una Nazionale che è andata oltre le più rosee aspettative, come sottolineato da Messi in un messaggio social pochi istanti fa.
"Il dolore è molto forte e ci vorrà molto per rimarginare questa ferita. Ma tengo anche tutte le cose belle. Quello che abbiamo fatto resterà per sempre nella nostra memoria con il sostegno di un intero Paese che, con il lavoro e gli sforzi di questo gruppo, ci ha riportato ancora una volta tra i migliori del mondo. Ora è difficile apprezzare ciò che abbiamo fatto, ma questa squadra ha raggiunto due finali consecutive di Coppa del Mondo. Grazie dal profondo del cuore per ogni saluto e per ogni messaggio. Ancora una volta siamo riusciti a unirci come nazione, condividendo l'orgoglio immenso di essere argentini. Voglio congratularmi con la Spagna per il mondiale vinto".
Il lascito di Messi
Non sappiamo ancora se quella di ieri è stata la sua ultima partita in maglia albiceleste, ma una cosa è certa: non lo rivedremo mai più ad un Mondiale, almeno con scarpette e calzettoni. Dall'arrivo di Scaloni nel 2018, c'è una storia irripetibile intervallata da due cocenti delusioni. Il percorso cominciò con una bruciante sconfitta durante la Copa America del 2019 contro il Brasile in semifinale. Messi, però, cambiò notevolmente atteggiamento, assumendo i panni del leader indiscusso, anche davanti le telecamere, protestando per il metro di giudizio arbitrale.
Sette anni dopo, l'avventura di Scaloni, probabilmente, terminerà con il secondo e ben più doloroso smacco. In mezzo, tuttavia, è stata costruita mattoncino dopo mattoncino, torneo dopo torneo, trionfo dopo trionfo, una macchina da guerra da 2 Copa America, una Finalissima e un Mondiale nel giro di tre anni, capitanata da Leo Messi. Proprio quel Leo Messi che, dopo l'ennesima sconfitta in finale con la Seleccion nel 2016, sempre al MetLife Stadium di New York, decise di abbandonare la Nazionale perché non si sentiva in grado. L'affetto, universalmente riconosciutogli dal popolo argentino e dai suoi fan in giro per il pianeta, gli hanno fatto cambiare idea, entrando definitivamente nei cuori, nelle menti e nei ricordi di tutti gli amanti del calcio.
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