La Spagna batte l'Argentina dominando la finale del Mondiale: servono 105 minuti alla nazionale di De la Fuente per sbloccare il match

Paredes con la maglia dell'Argentina

Finale incandescente! Un nervosissimo Paredes aggredisce Eric Garcia e Gavi

La Spagna si è laureata campione del mondo superando l'Argentina per 1-0 nel torrido pomeriggio di New York. Grazie a questa vittoria, gli spagnoli diventano la prima nazionale a conquistare due Mondiali nel ventunesimo secolo, a sedici anni di distanza dal trionfo del 2010. La rete decisiva porta la firma di Ferran Torres, che fin qui non aveva propriamente brillato. L'Albiceleste abdica e, con lei, si arrende anche Lionel Messi: il fuoriclasse sudamericano esce sconfitto in finale quattro anni dopo il suo trionfo, esattamente come accadde a Diego Armando Maradona.

Un assedio a senso unico

I dati della partita offrono l'immagine chiara di una delle vittorie più meritate nella storia delle finali mondiali: venti tiri a due in favore degli spagnoli. La squadra di Luis de la Fuente, scesa in campo con lo stesso undici che aveva eliminato la Francia, ha tenuto saldamente in mano il pallino del gioco, costringendo l'Argentina a una strenua difesa. Scaloni ha provato a sparigliare le carte con Nico Gonzalez dal primo minuto, ma l'impatto offensivo è stato nullo.
Spain v Iraq - International Friendly

Il primo tempo è stato completamente bloccato, concluso con solo due tiri in porta della Spagna: si tratta del dato più basso registrato negli ultimi 60 anni in una finale dei Mondiali. L'unico vero squillo è stato un tiro centrale di Oyarzabal al 38', facilmente parato da Martinez. Quasi in contemporanea, l'Argentina ha perso per infortunio Lisandro Martinez, rimpiazzato dal trentottenne Otamendi.

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La sofferenza dell'Argentina e i supplementari

Dopo un lungo intervallo che ha visto esibirsi star internazionali come Madonna, Shakira, Justin Bieber, Ronaldo e Ronaldinho, la tensione in campo è salita. Paredes, da poco subentrato a Nico Gonzalez, ha perso un pallone sanguinoso e poco dopo è stato ammonito in seguito a un parapiglia con Rodri. Per i sudamericani la situazione è degenerata nei minuti finali dei tempi regolamentari quando Enzo Fernandez, già ammonito in precedenza per proteste, ha commesso un fallo su Cubarsí facendosi espellere.

Al 90', la Selección non aveva ancora effettuato un singolo tiro verso la porta avversaria e si apprestava a giocare i supplementari con un uomo in meno. La Spagna ha continuato il suo assedio alla difesa argentina pur avendo i suoi talenti offensivi (Yamal, Williams e Oyarzabal) un po' sottotono, a dimostrazione di un sistema di gioco impeccabile che non necessita di un centravanti stellare e che concede pochissimo. Su un totale di venti tiri spagnoli nell'arco della gara, dodici sono finiti nello specchio e cinque fuori.

Rodri, Spagna
VILLARREAL, SPAGNA - 27 MARZO: Rodri della Spagna osserva la partita amichevole internazionale tra Spagna e Serbia allo Stadio de la Ceramica il 27 marzo 2026 a Villarreal, Spagna. (Foto di Alex Caparros/Getty Images)

Il guizzo di Ferran e la festa della Spagna

Il vantaggio spagnolo si è concretizzato in apertura del secondo tempo supplementare. Sugli sviluppi di un cross di Pedro Porro, Nico Williams ha fornito una perfetta sponda di testa per Ferran Torres, che ha insaccato il pallone nella storia.

Soltanto nei disperati minuti finali, trovandosi in svantaggio, l'Argentina ha provato a pungere la Spagna producendo le uniche due vere occasioni della sua partita. La prima fiammata è stata un tiro al volo di Messi, finito però sulla faccia di Mikel Merino. La seconda occasione è capitata a Giuliano Simeone: l'attaccante ha calciato alto al volo da posizione comoda.

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