DerbyDerbyDerby Calcio Estero Mondiale 2026: gli stadi del futuro tra tecnologia, 5G e sostenibilità

Mondiale 2026: gli stadi del futuro tra tecnologia, 5G e sostenibilità

Silvia Cannas Simontacchi
Mondiale 2026: gli stadi del futuro tra tecnologia, 5G e sostenibilità

Il Mondiale 2026 verrà ricordato per tanti motivi. Sarà la prima edizione a cui parteciperanno 48 Nazionali, la prima organizzata da tre Paesi diversiStati Uniti, Messico e Canada — e la più grande di sempre per numero di partite e spettatori attesi. Ma sarà anche la vetrina perfetta per gli stadi moderni, sempre più progettati per offrire un'esperienza immersiva ai tifosi sugli spalti, ma anche a quelli che seguono le partite dal televisore di casa.

Diversamente da Qatar 2022, dove la maggior parte degli impianti era stata costruita per l'occasione, non senza sollevare numerose critiche, il Mondiale nordamericano andrà in scena in stadi già esistenti, già teatro degli incontri di NFL e MLS. Proprio per questo motivo, gli organizzatori hanno investito soprattutto nell'aggiornamento delle infrastrutture tecnologiche e nell'adattamento agli standard FIFA.

Gli impianti più tecnologici: il SoFi Stadium e il Mercedes-Benz Stadium

Tra i più all'avanguardia, spicca il SoFi Stadium di Los Angeles, inaugurato nel 2020 e considerato tra i migliori impianti sportivi al mondo. La caratteristica più sorprendente è l'Infinity Screen, un enorme schermo a doppia faccia, sospeso sopra il campo, che permette agli spettatori di qualsiasi settore di seguire le azioni nel dettaglio. La struttura è protetta da una copertura che lascia filtrare la luce naturale e integra sistemi digitali avanzati per la gestione dei flussi di pubblico e dell'intrattenimento.
Il Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, con il suo tetto retrattile formato da otto pannelli che si aprono e si chiudono come il diaframma di una macchina fotografica, è altrettanto impressionante. Al suo interno, uno schermo a 360 gradi corre lungo tutto il bordo superiore delle tribune, offrendo una visibilità quasi totale. Per il Mondiale, la struttura è stata ulteriormente adattata alle esigenze del calcio internazionale, con interventi sul terreno di gioco e sulle infrastrutture destinate alle trasmissioni TV.

Merita una menzione anche l'AT&T Stadium di Arlington, nell'area metropolitana di Dallas, con una capacità superiore ai 90.000 spettatori. Il suo enorme maxischermo centrale, simbolo dell'architettura sportiva americana contemporanea, esempio perfetto di come la tecnologia sia ormai considerata parte integrante dell'esperienza dal vivo.

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Non solo schermi: il 5G e i servizi digitali per i tifosi

L'innovazione però non significa semplicemente avere schermi più grandi. Molti degli stadi che ospiteranno il Mondiale 2026 saranno dotati di reti Wi-Fi e infrastrutture 5G capaci di sostenere migliaia di connessioni simultanee. L'obiettivo è permettere ai tifosi di accedere direttamente dal loro smartphone a dati e statistiche in tempo reale, trasformando le partite in un'esperienza interattiva.

Anche la sostenibilità sarà un tema centrale. Negli ultimi anni, molte strutture, tra cui il Levi's Stadium di Santa Clara, nella Baia di San Francisco, hanno investito in tecnologie per contenere i consumi energetici e ridurre l'impatto ambientale, con l'utilizzo di sistemi di illuminazione più efficienti e limitare gli sprechi idrici.

Mondiale 2026: l'erba naturale negli stadi di NFL

Tutte queste innovazioni, però, rischiano di mettere in secondo piano un aspetto basilare: il terreno di gioco. Molti degli stadi selezionati per il torneo sono normalmente destinati al football americano e utilizzano superfici sintetiche. La FIFA, invece, impone l'utilizzo dell'erba naturale.

Solo qualche giorno fa, la Nazionale nipponica ha lasciato il campo da gioco del Tigres, a Monterrey, per le condizioni non idonee del manto erboso. Proprio per questo, oltre al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta e al SoFi Stadium di Los Angeles, anche il MetLife Stadium di New York e il BC Place di Vancouver hanno adottato sofisticati sistemi di drenaggio, irrigazione e illuminazione del manto erboso. La questione si fa delicata nel caso di strutture coperte, dove la luce naturale è limitata e le condizioni ambientali vanno monitorate costantemente.

In un Mondiale in cui l'entusiasmo stenta a decollare, tra le polemiche relative a un clima internazionale preoccupante, costi dei biglietti, temperature record e nuovi divieti — l'ultimo, quello di introdurre bottiglie d'acqua durante le partite, l'attesa si intreccia alla preoccupazione per un'esperienza che rischia di essere più complicata del previsto. Con buona pace delle strutture sfarzose e all'avanguardia.