Mondiale, Djorkaeff si schiera con Cristiano Ronaldo: "È stato isolato dai suoi compagni di Nazionale"
L'eliminazione dal Mondiale 2026 del Portogallo continua a far discutere. Dopo l'uscita di scena della squadra lusitana, in molti si sono interrogati sulle reali condizioni fisiche di Cristiano Ronaldo. La scelta di puntare ancora sull'attaccante ha lasciato diversi malumori. Tra coloro che hanno difeso il fuoriclasse c'è Youri Djorkaeff, campione del Mondo con la Francia nel 1998.
Le parole di Djorkaeff su Cristiano Ronaldo
Cr7 ha siglato 146 gol e 37 assist in 233 presenze con la maglia del Portogallo, consolidando il record assoluto di reti e partite disputate nel calcio internazionale. Durante questo Mondiale, il suo ultimo, ha segnato 3 reti in 5 partite, diventando l'unico giocatore capace di segnare per 6 edizioni consecutive.
Durante la sua intervista ai microfoni di RMC, l'ex Inter ha espresso un proprio parere sul rendimento della nazionale lusitana, sostenendo che il problema non fosse Cristiano Ronaldo, ma il modo in cui i suoi compagni di squadra lo hanno coinvolto durante i match:" Se convochi un giocatore del genere, non puoi lasciarlo solo, devi aiutarlo e devi giocare per lui".
Inoltre, il francese ha usato termini abbastanza duri per descrivere quanto visto in campo: "Per me lo hanno isolato, non ho visto coesione tra di loro. Sembrava che non giocassero per la stessa Nazione. Quando in campo hai un giocatore del genere devi metterlo nelle condizioni migliore, devi aiutarlo a esprimersi al meglio. Non mi è piaciuto il loro atteggiamento".
La dura critica contro i giocatori del Portogallo
Durante il suo intervento, Djorkaeff ha sottolineato che le caratteristiche di Cristiano sono rimaste invariate negli anni e proprio per questo lo staff tecnico avrebbe dovuto prendere una decisione prima dell'inizio della competizione: "Tutti conosciamo le sue qualità e le sue caratteristiche. Gioca da anni sempre allo stesso modo. Impossibile poter cambiare un giocatore del genere, per me lo staff doveva decidere ancor prima che il torneo iniziasse come usarlo e se convocarlo".
Per il francese quindi non esistevano via di mezzo: mettere il numero 7 al centro del progetto oppure non convocarlo e rimanere coerenti ad una filosofia di gioco non adatta alle caratteristiche del portoghese: "Per me la questione è molto semplice: convocare Cristiano Ronaldo significa metterlo nelle condizioni ideali per rendere al massimo. Altrimenti se volevi giocare in un altro modo, lo lasciavi a casa, ma non posso vedere un giocatore del suo calibro essere lasciato solo dai suoi compagni".
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