Pedro Cadima, giornalista di O Jogo, analizza in esclusiva il fallimento del Portogallo di Cristiano Ronaldo ai Mondiali 2026

L'avventura del Portogallo ai Mondiali 2026 si è chiusa con una sconfitta che pesa ben oltre il risultato. L'1-0 incassato contro la Spagna agli ottavi di finale ha messo fine non solo al cammino dei portoghesi, ma anche a un'epoca destinata a rimanere nella storia del calcio portoghese. È stato infatti l'ultimo Mondiale di Cristiano Ronaldo, che dopo l'eliminazione ha salutato la competizione iridata lasciando un messaggio ai tifosi e chiudendo simbolicamente un capitolo iniziato quasi vent'anni fa. Nelle ore successive è arrivata anche la separazione tra la Federazione portoghese e Roberto Martínez, sostituito da Jorge Jesus. Un epilogo che ha certificato la volontà di aprire una nuova fase per la nazionale lusitana.

Cristiano Ronaldo

Ma cosa non ha funzionato davvero nel Portogallo? È stata soltanto la fine naturale dell'era Ronaldo oppure il fallimento affonda le proprie radici in problemi più profondi? Per rispondere a queste domande abbiamo raccolto l'analisi di Pedro Cadima, giornalista del quotidiano portoghese O Jogo, che traccia un bilancio estremamente severo del Mondiale dei portoghesi, indicando nella gestione tecnica, nelle gerarchie interne e nell'assenza di una vera identità di squadra le principali cause dell'eliminazione.

Martínez, Cristiano Ronaldo e una nazionale arrivata al capolinea

Secondo Cadima, la sconfitta contro la Spagna non rappresenta un episodio isolato, ma la conclusione di un percorso ormai arrivato al capolinea. "Come ormai si sa, è stata la fine di un ciclo. Una fine senza gloria e senza ricordi che possano lasciare grandi nostalgie. La squadra era arrivata al Mondiale mostrando già di essere alla fine del proprio percorso", spiega il giornalista, che individua nella gestione di Roberto Martínez una delle principali responsabilità del fallimento.

L'analisi del collega di O Jogo coinvolge inevitabilmente anche Cristiano Ronaldo. Nessuno mette in discussione ciò che il fuoriclasse portoghese ha rappresentato per il suo Paese. "L'eredità di Ronaldo è enorme e straordinaria per il Portogallo e per il calcio mondiale", sottolinea Cadima. Allo stesso tempo, però, ritiene che negli ultimi anni il suo ruolo all'interno della nazionale sia diventato un tema difficile da gestire.

Secondo il giornalista, il problema non risiede tanto nell'influenza che Ronaldo continua ad avere sul campo, quanto nel peso del suo status all'interno della squadra. "Non mi sembra più adeguata questa pressione secondo cui debba essere ancora oggi indiscutibile nella nazionale. La selezione rende meno del proprio valore e questo non aiuta nessuno."

Republic of Ireland v Portugal - FIFA World Cup 2026 Qualifier
DUBLINO, IRLANDA - 13 NOVEMBRE: Cristiano Ronaldo del Portogallo reagisce durante la partita di qualificazione ai Mondiali FIFA 2026 tra la Repubblica d'Irlanda e il Portogallo, disputata all'Aviva Stadium il 13 novembre 2025 a Dublino, in Irlanda. (Foto di Charles McQuillan/Getty Images)

"João Neves e Vitinha: ecco da chi dovrebbe ripartire il Portogallo"

Per Cadima sarebbe infatti riduttivo attribuire il fallimento esclusivamente alla presenza del capitano. I problemi del Portogallo sarebbero molto più profondi. "Sono stati enormi: strutturali, legati alla guida tecnica, alle gerarchie e a una nazionale spaccata nella propria coesione, con diversi giocatori scollegati e demotivati. A questo si è aggiunto il calcio conservatore di Roberto Martínez e dell'attuale Cristiano Ronaldo."

Un giudizio severo che si riflette anche sulla gestione complessiva del commissario tecnico. Secondo Cadima, questa generazione aveva qualità sufficienti per arrivare molto più lontano, ma è stata frenata da una leadership incapace di valorizzarne il potenziale. "Il Portogallo ha vissuto sotto una guida vuota, fatta di frasi di circostanza e con poca mentalità e poca esigenza, sempre ostaggio della stella e dello status di Cristiano Ronaldo."

Guardando al futuro, il giornalista individua pochi aspetti realmente positivi emersi dal torneo. "L'unico giocatore del Portogallo che esce davvero valorizzato è Diogo Costa", afferma, pur precisando che il portiere non possiede le caratteristiche del leader naturale. Per Cadima, i veri punti di riferimento della prossima nazionale potrebbero essere João Neves e Vitinha, i due centrocampisti chiamati a raccogliere l'eredità tecnica della generazione appena conclusa.

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