DerbyDerbyDerby Calcio Estero ESCLUSIVA - Tamaral: "Spagna, de la Fuente ha zittito i critici. Finale? Meglio affrontare Messi"

ESCLUSIVA - Tamaral: "Spagna, de la Fuente ha zittito i critici. Finale? Meglio affrontare Messi"

Stefano Sorce
Silvia Tamaral, giornalista di Marca, racconta in esclusiva il percorso della Spagna fino alla finale del Mondiale 2026

Quando la Spagna parla di calcio, vale sempre la pena ascoltare. Ancora di più oggi, dopo aver conquistato la finale del Mondiale battendo la Francia, confermando di essere una delle Nazionali più ammirate e studiate del panorama internazionale. Dietro questo traguardo non ci sono soltanto talento e risultati, ma un'identità costruita negli anni, una filosofia precisa e una cultura calcistica che continua a fare scuola.

Per entrare nel cuore del momento che sta vivendo la Roja, DerbyDerbyDerby ha intervistato in esclusiva Silvia Tamaral, giornalista di Marca, da anni attenta osservatrice delle vicende della Nazionale iberica. Dalla crescita della squadra di Luis de la Fuente al peso di Rodri e Fabián Ruiz, passando per i protagonisti meno celebrati e le differenze tra il modello spagnolo e quello italiano, Tamaral offre una lettura lucida, competente e ricca di spunti su una Spagna che, ancora una volta, è arrivata a giocarsi il trofeo più prestigioso del calcio mondiale. Ecco l'intervista esclusiva concessa a DerbyDerbyDerby.

BARCELLONA, SPAGNA - 31 MARZO: Rodri della Spagna saluta i tifosi al termine dell'amichevole internazionale tra Spagna ed Egitto, disputata all'RCDE Stadium il 31 marzo 2026 a Barcellona, in Spagna. (Foto di Alex Caparros/Getty Images)

Tamaral: "Vi spiego la ricetta della Spagna"

La Spagna è arrivata in finale concedendo pochissimo in tutto il torneo. Qual è stato, secondo te, il vero segreto di questa solidità: l'organizzazione difensiva, il controllo del possesso o la mentalità della squadra?

"Il segreto del successo di questa Spagna si basa su un grande lavoro collettivo da parte di tutti i reparti, con Rodri che a centrocampo rappresenta il leader assoluto. Offre equilibrio, aiuta anche nella fase difensiva, nei ripiegamenti e nelle coperture quando gli esterni si proiettano in avanti. Il senso del gioco collettivo che Luis de la Fuente ha trasmesso alla squadra è il vero segreto del momento straordinario che la Spagna sta vivendo. Non bisogna però dimenticare che l'inizio del torneo è stato complicato: questa Nazionale è cresciuta partita dopo partita e ora è a un solo passo dal ricamare un'altra stella sulla maglia."

Dopo aver vinto Europeo, Nations League e ora raggiunto la finale del Mondiale, si può dire che questa sia la miglior generazione nella storia del calcio spagnolo oppure è ancora presto per un giudizio del genere?

"La verità è che, dopo la generazione campione del mondo in Sudafrica con Xavi, Iniesta e Casillas, sembrava difficile poter tornare a vivere un periodo così ricco di successi. Quello che oggi appare evidente è che il lavoro svolto alla base, dagli allenatori spagnoli e dai settori giovanili, permette non solo di godersi questa generazione, ma anche di guardare con fiducia alle prossime, perché il movimento continua a produrre calciatori di altissimo livello."

Molti si aspettavano che Lamine Yamal o Nico Williams facessero la differenza, ma diversi giocatori hanno brillato lontano dai riflettori. Chi è stato, secondo te, il vero "eroe silenzioso" della Spagna in questo Mondiale?

"Senza dubbio ci sono alcuni nomi rimasti lontani dai riflettori, ma il cui contributo è stato impagabile. Dani Olmo e Fabián Ruiz sono due grandi calciatori, di quelli "normali", senza eccessi nell'immagine, ma dotati di una straordinaria intelligenza calcistica e di una qualità eccezionale. A loro aggiungerei anche il sacrificio e il senso del gioco di Pedro Porro e Marc Cucurella, che completano questa lista di giocatori meno celebrati ma fondamentali."

Georgia v Spain - FIFA World Cup 2026 Qualifier

TBILISI, GEORGIA - 15 NOVEMBRE: Mikel Oyarzabal della Spagna festeggia il suo gol insieme ai compagni Ferran Torres, Fabián Ruiz e Mikel Merino durante la partita di qualificazione ai Mondiali FIFA 2026 tra Georgia e Spagna, disputata alla Dinamo Arena il 15 novembre 2025 a Tbilisi, in Georgia. (Foto di Levan Verdzeuli/Getty Images)

Spagna, il segreto di de la Fuente: prima le persone, poi i calciatori

Luis de la Fuente è stato spesso criticato in passato. Pensi che questa finale abbia definitivamente cambiato la percezione che tifosi e media spagnoli hanno del commissario tecnico?

"Se qualcuno ha criticato Luis de la Fuente e il suo staff è perché probabilmente era lontano dal mondo del calcio. Chi ha seguito il suo percorso nelle nazionali giovanili ha sempre creduto nelle sue capacità, anche se non aveva mai allenato un grande club e quindi non era un personaggio da prime pagine. Eppure continua ancora oggi a dover dimostrare il proprio valore nonostante abbia già vinto un Europeo e una Nations League. Mi auguro che questa finale del Mondiale 2026 serva definitivamente a cancellare i dubbi di chi li aveva all'inizio."

In Italia si tende spesso a giudicare un calciatore anche per il fisico, l'aspetto e l'immagine: probabilmente a Marc Cucurella farebbero persino tagliare i capelli prima di valutarne davvero le qualità. In Spagna, invece, sembra contare soprattutto ciò che un giocatore sa fare con il pallone. È questa, provocatoriamente, una delle differenze più profonde tra i due sistemi di formazione?

"Il rispetto per l'identità individuale, sia nell'immagine personale sia nelle convinzioni di ciascuno, è un aspetto secondario all'interno del gruppo costruito da Luis de la Fuente. Il commissario tecnico ha detto più volte che ciò che gli interessa davvero è avere, "brava gente": prima di tutto ottimi calciatori, ma anche persone rispettose dei compagni, capaci di valorizzare chi gioca meno senza creare divisioni. È questo che permette di costruire un vero spirito di squadra, con la S maiuscola".

Tra Fabián Ruiz e Messi: gli ultimi ostacoli della Roja

Fabián Ruiz continua spesso a essere meno celebrato rispetto ad altri compagni, ma anche in questo Mondiale si sta confermando fondamentale per equilibrio, qualità e continuità. Secondo te rimane ancora troppo sottovalutato? Quanto è realmente importante nel gioco della Spagna?

"Luis de la Fuente ha sempre creduto in lui e ha saputo valorizzarne le qualità all'interno di un sistema di gioco corale. È vero che Fabián Ruiz non ha mai avuto un'enorme attenzione mediatica, probabilmente anche per il suo carattere umile, ma in questo Mondiale sta dimostrando una personalità enorme in campo, nonostante abbia iniziato il torneo da riserva."

Guardando alla finale, sia contro l'Inghilterra che contro l'Argentina, quale delle due Nazionali potrebbe creare più problemi alla Spagna e perché?

"Sinceramente, in Spagna non ci sono particolari preferenze sull'avversaria. L'idea di affrontare Messi e vivere quella "finalissima" che avrebbe dovuto disputarsi a marzo rappresenta sicuramente un grande fascino per molti tifosi. Allo stesso tempo, però, la forza collettiva dell'Inghilterra, per molti aspetti simile alla proposta di gioco della Spagna, renderebbe la sfida probabilmente ancora più difficile di quanto molti possano immaginare."