derbyderbyderby calcio estero Toni Kroos: il rimpianto del Bayern Monaco, la leggenda al Real Madrid
Il personaggio

Toni Kroos: il rimpianto del Bayern Monaco, la leggenda al Real Madrid

Silvia Cannas Simontacchi
Silvia Cannas Simontacchi
Cresciuto al Bayern Monaco ma diventato leggenda al Real Madrid: un centrocampista unico, mai davvero centrale in Germania e imprescindibile in Spagna, protagonista silenzioso del Classico d’Europa
00:13 min

L'appuntamento con il destino è a Monaco di Baviera: mercoledì 15 aprile alle 21 torna il Classico d'Europa, Bayern Monaco contro Real Madrid, valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League. Una partita che non è mai come tutte le altre e che negli anni ha regalato un numero di rivincite, sliding doors e scenari impossibili da calcolare. Ma, soprattutto, non si può dire Bayern-Real senza pensare a Toni Kroos: il doppio ex, cresciuto a Monaco e diventato una leggenda del calcio a Madrid.

Toni Kroos, il grande rimpianto del Bayern?

—  

Elegantissimo, campione del mondo nel 2014 con la maglia della Nazionale tedesca e considerato uno dei migliori centrocampisti di sempre, Toni Kroos nasce nella Germania Est il 4 gennaio 1990, poco dopo la caduta del Muro, da una famiglia di sportivi. Cresciuto nel settore giovanile dell'Hansa Rostock, a soli 14 anni viene notato dal Bayern Monaco, che lo acquista due anni dopo e con cui nel 2007 debutta in Bundesliga.

Qui dimostra subito di avere le qualità che lo accompagneranno per tutta la carriera: visione, pulizia tecnica e controllo del ritmo. Nel 2008 arriva anche l'esordio in Champions League contro la Fiorentina, ma non la continuità. I suoi pregi sono già evidenti, ma ancora non ancora sufficienti a garantirgli la titolarità. Così, nel 2009, viene ceduto al Bayer Leverkusen: il primo vero snodo della sua carriera. Lì troverà la sicurezza e il primo gol nella massima serie tedesca. Di ritorno a Monaco, dopo la scadenza prestito, è un giocatore più maturo e conquista il suo posto tra i titolari.

La stagione 2012-13 è un trionfo, nonostante l'infortunio che gli costa le fasi finali di tutti e tre i tornei: il Bayern vince la Bundesliga in carrozza, con 6 giornate d'anticipo, poi la Champions League il 25 maggio 2013 contro il Borussia Dortmund, completa il treble la Coppa di Germania. L'annata successiva si apre con la vittoria della Supercoppa UEFA conquistata ai rigori contro il Chelsea e prosegue con altri successi: il Mondiale per Club, poi di nuovo la Bundesliga e la Coppa di Germania. A questo punto, Toni ha già un curriculum che molti potrebbero solo sognare, costruito però senza mai davvero essere al centro del progetto.

Così, quando arriva il momento di rinnovare il contratto, la distanza tra le parti è incolmabile. La questione non è solamente economica: per il Bayern, Kroos non è un elemento irrinunciabile; lui, invece, sente di essere qualcosa in più di "uno dei tanti". È tempo di dirsi addio.

Clicca sull'immagine qui sotto per scoprire tutto il palinsesto live di Bet365

Kroos e il Real: il connubio perfetto

—  

Nell'estate 2014, subito dopo aver vinto il Mondiale con la Germania, Toni Kroos passa al Real Madrid per 25 milioni di euro. Una cifra che oggi sembra assurda per un centrocampista appena consacrato a livello internazionale e nel pieno della maturità tecnica. All'epoca, invece, nessun sopracciglio si solleva: il Bayern ha lasciato partire un ottimo giocatore, il Blancos hanno acquistato un rinforzo di qualità. Fine. Con il senno di poi, questa si rivelerà una delle operazioni più sbilanciate degli ultimi 15 anni.

Presentato al Santiago Bernabeu il giorno stesso del suo arrivo a Madrid, qui Kroos trova tutto quello che gli era mancato a Monaco: la centralità. Il detto secondo cui nessuno è profeta in patria sembra pensato apposta per lui. La stagione si apre con una Supercoppa UEFA, a cui segue a stretto giro la Coppa del Mondo per Club. Kroos non è un calciatore da giocate spettacolari, ma ha come un sesto senso nel scegliere sempre la soluzione migliore, che spesso è anche la più semplice. Ben presto diventa il regista di una squadra progettata per vincere le partite con l'ordine e il controllo.

Accanto a Luka Modric e Casemiro, il talento tedesco dà forma a un centrocampo che per anni sarà il centro di gravità della squadra. In questo sistema si rende insostituibile: non perché faccia qualcosa che altri non sanno fare, ma perché lo fa con una precisione e una sicurezza impossibili da replicare. Durante la sua permanenza, oltre a numerosi titoli nazionali, il Real Madrid conquista 5 Champions League, 5 Coppe del Mondo per Club e 4 Supercoppa UEFA.

Introverso, sempre misurato e mai nervoso, almeno in apparenza, Toni Kroos si ritira all'indomani del Mondiale 2024. Un congedo elegante, per qualcuno inspiegabile, che arriva mentre è ancora all'apice della forma. Difficile stabilire se il Bayern lo abbia mai rimpianto davvero: a livello di risultati, il club bavarese ha continuato ad accumulare trofei in patria e a mantenersi competitivo in Europa. Chi, invece, sembra sentire di più la sua mancanza è proprio il Real Madrid, che oggi ne vorrebbe il ritorno. Anche se non è ancora chiaro in quale veste.