Tuchel si scaglia contro l'hydration break: "Altera le partite più di quanto pensassi"
La novità di questo Mondiale Nordamericano che sta mandando su tutte le furie Commissari Tecnici e tifosi è l'hydration break. Avrete sicuramente notato che, a differenza dell'ormai desueto cooling break, che permetteva ai giocatori di dissetarsi soltanto quando le temperature fossero proibitive, questa nuova aggiunta, voluta da Infantino, è una sorta di tassa da pagare. Si manifesta ad ogni partita spezzando il ritmo di gioco, dividendo il calcio in quattro tempi. Thomas Tuchel, CT inglese, ha detto di non gradire.
Tuchel non ci sta
La novità più grande avallata dal presidente della FIFA Gianni Infantino sta facendo decisamente discutere, non solo allenatori e calciatori (Van Dijk è stato il primo a dirsi non favorevole) ma anche tifosi e opinionisti. Un'introduzione che, a quanto pare, fa felici soltanto le televisioni e gli sponsor. Thomas Tuchel, alla guida della Nazionale inglese, ha detto la sua: "Penso che interrompa e alteri l'identità di una partita di calcio molto più di quanto immaginassi. Avevo già delle pause per idratarmi quando faceva davvero molto caldo ed era necessario, ma erano più brevi. Venivano utilizzati solo in poche partite. Per una questione di equità, ora viene fatto in ogni partita per ogni squadra. Interrompe la partita quasi in quattro tempi. E credo che cambi la natura dell'incontro più di quanto pensassi".
L'ex allenatore di Chelsea e PSG ha poi ribadito: "Nel complesso credo di preferire il calcio quando si gioca in un'unica ripresa, in un solo tempo, perché crea slancio. Fa parte del gioco. Creare slancio e mantenerlo quando ci sono delle interruzioni è difficile. Se non si fa una pausa, è come una battaglia in campo tra i giocatori e le squadre. Si protrae per un periodo di tempo più lungo. Questo non fa che accrescere il fascino di questo bellissimo sport".
Presa di posizione
Tuchel non è l'unica figura ad essersi scagliata contro l'hydration break. Marcelo Bielsa, attuale CT dell'Uruguay, ha detto che: "Giocare quattro tempi invece di due altera la concezione del calcio. Questo cambiamento nel modo in cui lo interpretiamo non aggiunge nulla e toglie molto". Anche Jurgen Klopp, oggi opinionista per la TV tedesca ha dichiarato: "Il calcio è preso in ostaggio da dirigenti seduti in uffici con aria condizionata. Questa novità viene presentata come uno scudo per il benessere dei giocatori, una nobile arma contro il caldo, ma in realtà è solo una gabbia dorata costruita per gli sponsor".
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Persino Pochettino, CT degli USA ha detto la sua: "Mi va bene solo quando le condizioni sono estreme, ma se il clima è buono è superfluo". Una mobilitazione importante da parte dei protagonisti che vanno in campo e, intanto, la UEFA ha dichiarato che il break non verrà riproposto né nelle competizioni nazionali né in quelle continentali.
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