Villas-Boas riaccoglie con affetto André Silva: "Sa cosa significa essere del Porto"
André Villas-Boas, presidente del Porto, ha annunciato il ritorno dopo nove anni di André Silva. Nell'estate del 2017, Fassone e Mirabelli, gli uomini del "passiamo alle cose formali", lo acquistarono per una cifra vicina ai 40 milioni di euro dai portoghesi. Tuttavia, il centravanti non si è mai ambientato a Milano e le soluzioni estere non hanno dato i loro frutti, salvo rari casi. Adesso è pronto a fare ritorno dove tutto è iniziato.
Le parole del presidente dei portoghesi
"Il ritorno a casa di un figlio che se n'è andato troppo presto e che ora rientra con tutta l'esperienza accumulata dopo aver conquistato l'Europa a suon di gol e successi. Sono orgoglioso di riavere un giocatore che conosce questa casa meglio di chiunque altro e che sa perfettamente cosa significa essere al Porto. Siamo certi che, proprio perché conosce ogni angolo di questo club, sappia anche come arrivare al gol prima e meglio degli altri. Per noi è un grande orgoglio averlo nuovamente qui".
Ha aggiunto: "L'immagine che abbiamo alle spalle rappresenta perfettamente il sentimento di André per il Porto e la sua volontà di rientrare. Fin dalla nostra prima telefonata ci siamo trovati subito in sintonia, perché si parlava soprattutto del Porto e del ritorno a casa di un ragazzo che aveva lasciato il club troppo presto".
Le prime dichiarazioni di André Silva
Intervenuto ai microfoni ufficiali del club ha affermato che: "Oggi è un giorno molto speciale, arrivato nel momento giusto della mia carriera. Non ho ancora avuto il tempo di assimilare completamente ciò che sta accadendo. Vincere e diventare campioni nazionali è un obiettivo e un'esigenza per questo club. Il Porto è la società più importante del Portogallo: questa è la nostra strada, fa parte della nostra identità. Mi sento lo stesso tifoso di sempre ma oggi porto con me un bagaglio enorme, costruito attraverso tutte le sfide che ho affrontato in questi anni. Da quando ho lasciato il Porto ho sempre portato con me questa passione. Prima o poi sarei dovuto tornare".
Infine ha speso delle belle parole per la conquista del titolo da parte della squadra allenata da Farioli: "Ho festeggiato come qualsiasi tifoso e sono stato felice per il titolo e per il fatto che il club sia tornato al livello che merita".
Il centravanti portoghese, nel pieno della carriera e della maturità calcistica, ha, però attraversato momenti complicati. Il flop al Milan, con soli 2 gol in 24 presenze in campionato e la stagione, non esaltante, in prestito al Siviglia sembravano il preludio ad una carriera in parabola discendente. La luce in fondo al tunnel si rivede nelle due stagioni, le migliori della sua carriera, all'Eintracht Francoforte. In Germania mette a segno 40 reti in 57 partite che gli valgono la palma di vicecapocannoniere alle spalle di Lewandowski e la chiamata del Lipsia. Con la squadra Red Bull non scocca mai la scintilla e l'attaccante entra nel vortice dei prestiti. Va alla Real Sociedad, torna a Lipsia e prosegue al Werder Brema. Nell'ultima stagione è stato protagonista della salvezza dell'Elche con 10 reti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA