Abodi sulla Nazionale: "La maglia azzurra si ama, non è il momento di discuterla"
Mentre rumors e ipotesi su chi diverrà il nuovo allenatore della Nazionale si rincorrono, mentre Maldini e Leonardo lavorano, ha parlato di questa questione il ministro dello sport, Andrea Abodi. Le sue parole arrivano a margine dell'evento "1985-2026 Heysel, finalmente il giorno della memoria".
Abodi: "Dobbiamo essere vicini a colui che sarà il nuovo allenatore e sostenere il progetto di Maldini e Malagò"
In un certo modo Abodi suona la carica, cerca di compattare l'ambiente. Il tema è quello dell'Italia, della scelta del prossimo commissario tecnico della Nazionale. Sono giorni in cui circolano vari nomi, varie ipotesi: Pirlo, Conte, la pazza idea Guardiola. Tutto è sul tavolo del presidente della FIGC, Malagò, del direttore tecnico Maldini e del suo collaboratore, Leonardo. Ed è proprio di ieri la notizia, clamorosa, che Maldini e Leonardo hanno incontrato proprio Guardiola per cercare di convincerlo a trasferirsi sulla panchina degli Azzurri. Abodi, però, non commenta tanto il nome del papabile ct, fa una considerazione diversa: "Chiunque sarà dovremo essere vicini a lui e al progetto che elaborerà con Maldini, Leonardo e al presidente federale. Questa è la fase della decisione e aspetto. Per me sarà sempre il tecnico della Nazionale e quindi sarà il migliore possibile".AS Roma v ACF Fiorentina - Women Supercup
Quello del ministro dello Sport è un richiamo all'unità, senza mezzi termini, intorno alla maglia: "La maglia azzurra si ama e non è il momento di discuterla". Quando gli viene chiesto se, tra i vari candidati che vengono nominati, c'è uno che preferisce, Abodi rimane diplomatico: "C'è sempre qualcuno. Ma passa in secondo piano perché è giusto che scelga chi deve scegliere". Alla fine ha anche un pensiero riguardo alla decisione di destinare lo lo 0,5% dei diritti audiovisivi sportivi assegnati alla Figc alla Lega Pro come sostegno ai giovani talenti italiani: "Abbiamo trovato uno strumento consenta a tutte e due le finalità di avere una base strutturale. Poi proseguiremo perché riteniamo sia giusto che ci sia quel valore economico per il calcio femminile professionistico. E vorremmo aggiungere anche qualcosa per il calcio femminile di base".
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