Inchiesta arbitri, la Procura archivia il caso: nessuna prova di frode sportiva nel caso Inter-Rocchi
Si chiude, almeno per il momento, il caso sull'inchiesta arbitri che coinvolgeva l'ex designatore Gianluca Rocchi e l'Inter. La Procura di Milano ha infatti chiesto l'archiviazione del caso, evidenziando come non sia stata trovata alcuna prova che porti a dimostrare il reato di frode sportiva sull'ipotesi di designazione arbitrale "gradita" all'Inter da parte di Gianluca Rocchi (azione che, secondo la premessa, sarebbe stata influenzata dal rapporto tra Gravina e Marotta), non intaccando, di conseguenza, il corretto svolgimento del campionato di Serie A.
Inchiesta arbitri, la richiesta di archiviazione
Secondo quanto scritto nel decreto di archiviazione del caso Inter-Rocchi: "La base probatoria di tale ipotesi è costituita dall'esistenza di ottimi rapporti tra Gravina e Rocchi da un lato e dall'esistenza di un indubbio peso politico nella Lega da parte dell'Fc Internazionale, nella persona di Marotta, a sua volta legato da buoni rapporti personali con Gravina. Si tratta di una base probatoria inidonea a provare l'ipotesi di frode sportiva specifica, che richiede un principio di prova, anche indiziario, di una promessa di utilità, posta in essere da Gravina in accordo con Marotta verso Rocchi, perché costui accettasse interferenze volte a turbare la regolarità della gara".FIGC Hall Of Fame Event
Quanto all'ipotetica azione di Rocchi, per paura di esser danneggiato dall'allora presidente della FIGC dell'epoca Gravina, il decreto sottolinea una contraddizione di ordine logico: "Qui, oltre al vuoto probatorio si aggiunge una contraddizione di ordine logico: ritenuta l’esistenza di ottimi rapporti personali ed istituzionali tra Gravina e Rocchi appare estremamente arduo che il primo possa concutere il secondo".
Le intercettazioni
Nelle 18 pagine della richiesta di archiviazione dell'inchiesta arbitrale, sono tante le intercettazioni che permettono di ricostruire il caso ma nessuna di questa è risultata decisiva nel provare il reato di frode sportiva. Scendendo nei particolari giudiziari, infatti, affinché si possa parlare di frode sportiva è necessario "una prova di una volontà obiettivata di alterare la gara o comunque di incidere sul suo regolare svolgimento mediante atti idonei o orientati a tale scopo".
Nel caso delle intercettazioni, dunque, non emerge la volontà di Rocchi di favorire i nerazzurri. Sì, all'interno delle conversazioni si parla di come poter spegnere le polemiche e i risentimenti dei club, ma non è presente il tentativo da parte del designatore di favorire l'Inter, sottolineato all'interno del decreto da: "l'esclusione di qualunque forma di asservimento continuativo di Rocchi ai desiderata dell'Inter".
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