Modric sul Milan: "Ho realizzato il sogno di giocare in Serie A col miglior club d'Italia"
Seppur con un finale di stagione deludente, la prima avventura italiana di Luka Modric con la maglia del Milan è un qualcosa che al centrocampista croato, dall'alto dei suoi grandi successi, è rimasto fortemente sulla pelle. La mancata qualificazione in Champions League, con il tremendo tracollo negli ultimi due mesi di campionato, hanno decisamente compromesso l'annata dei rossoneri, tuttavia, Modric ha provato a guardare il bicchiere mezzo pieno affermando di aver vissuto un sogno, giocando per la prima volta in Serie A col club "migliore d'Italia".
AC Milan v FC Internazionale - Serie A
Modric: "Ho realizzato il mio sogno"
Intervistato al podcast di Giacomo Poretti, Poretcast, Luka Modric ha esaltato il grande ruolo del calcio italiano negli anni precedenti commentando il suo primo anno al Milan: "Sono cresciuto guardando il calcio in Italia. Questo Paese (l'Italia, ndr) ha donato a questo sport alcuni dei più geniali calciatori come Baggio, Del Piero, Totti, Pirlo e tantissimi altri. I tifosi comprendono il gioco e sanno esaltare i calciatori più tecnici e tattici. Ed è proprio questo, il motivo per cui qui mi trovo così bene, sono entusiasta di aver realizzato il sogno di giocare in Serie A. E l’ho realizzato con quello che per me è il miglior club d'Italia".
Continuando, il centrocampista croato ha parlato dei Mondiali che lo aspettano in America: "Amo dare vita a un ambiente sereno e positivo, è l'aspetto che metto al primo posto. Positività e tranquillità: sono questi i valori che desidero trasmettere al resto del gruppo. Il mio obiettivo è infondere entusiasmo, motivazione e la determinazione di combattere sul terreno di gioco per il bene collettivo, aiutandoci l'un l'altro. Questi elementi sono imprescindibili".
"Al primo posto l'amore per il calcio"
Successivamente, l'ex Real Madrid ha risposto al segreto dietro la grande forma fisica nonostante l'età avanzata: "Al primo posto metto sempre l'amore per il calcio. Subito dopo vengono gli affetti più cari: i genitori, la moglie, i figli e gli amici. Scendo in campo per loro, perché vedo la loro gioia quando mi guardano giocare. Questo mi dà l'energia necessaria per non mollare e per dare una risposta a chi mi sottovaluta. Spesso si viene giudicati come finiti o vecchi, tuttavia io traggo motivazione dai miei cari e da chi mi sostiene. È per loro che lo faccio. L'importante resta amare ciò che fai. Io amo il calcio e lo vivo tuttora con gioia. Un tecnico mi ripeteva costantemente: 'Il talento incide per il 20%, tutto il rimanente è sacrificio'. Non ho la certezza che le proporzioni siano esattamente queste, ma il concetto è che la dote naturale conta, ma non basta. Senza un impegno costante, senza la dovuta fermezza, senza fiducia nei propri mezzi e senza fare il necessario per realizzarsi, il talento non basta. Il talento è soltanto un tassello, la parte restante è il lavoro e molto altro".
Infine, Luka Modric ha chiuso l'intervento al podcast parlando dei tanti grandi allenatori con cui ha lavorato: "Il miglior allenatore con cui ho lavorato? Ce ne sono tanti. Non voglio fare solo un nome perché sono stato fortunato a giocare con tanti grandi tecnici e campioni. Mi hanno aiutato molto nel corso della mia carriera e ho imparato qualcosa da ognuno di loro. Anche perché, senza tecnico, è complicato farcela in questo sport. Però se devo proprio menzionarne uno torno a quando ero bambino. Ricordo un allenatore che arbitrava le nostre gare in allenamento e fischiava appositamente a nostro sfavore per provocarci. Il suo scopo era trasmetterci la consapevolezza che nel calcio e nella vita possono accadere tante ingiustizie. Per cui, devi mantenere il sangue freddo e trovare un rimedio. Per quanto mi riguarda, questo concetto è stato molto importante riuscire a capirlo durante la mia crescita".
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