Roma, Mancini: "Il mio agente mi ha dato del pazzo? Non lo sono, al cuor non si comanda. Roma a vita"
Gianluca Mancini, uno dei protagonisti del ritorno della Roma in Champions League, ha da poco rinnovato il proprio contratto con i giallorossi e non vede l'ora di calcare i campi del massimo torneo continentale. In un'intervista a La Gazzetta dello Sport ha raccontato i motivi del rinnovo, le squadre che lo corteggiavano e la delusione Nazionale.
Mancini, una colonna per la Roma di Gasp
"Sono felicissimo, il rinnovo l'ho voluto con tutto me stesso. Roma per me è casa. Poi nel calcio non si sa mai, ma mi auguro che possa essere così: Roma a vita. Il mio agente ha detto che sono stato un pazzo a non andare via a guadagnare più soldi? Alla fine decide il calciatore e lui ha lavorato per i miei interessi. Io pazzo non lo sono, ma al cuor non si comanda. Quando ho firmato ci siamo abbracciati e lui era felice nel vedermi felice". Con queste parole, Mancini ha commentato il rinnovo con la Roma fino al 2030 e ha spento le voci di un possibile alterco con il suo agente.
Il difensore toscano si è detto orgoglioso di giocare la Champions, conquistata con la Roma dopo sette anni di astinenza: "Roma mi è entrata nel cuore e nel sangue. Giocare in Champions League è il coronamento della carriera, da sempre un mio pallino. L'avevo conquistata anni fa all'Atalanta, poi venni a Roma. Sentire finalmente la musichetta mi inorgoglisce, non vedo l'ora".
Il corteggiamento dell'Inter e la Nazionale da riconquistare
In questa sessione di calciomercato sembrava tutto pronto affinché Mancini lasciasse la Roma per approdare in nerazzurro. Lui, che il suo idolo è da sempre Marco Materazzi, leggenda dell'Inter, però, ha scelto di respingere le avances e sposare la causa capitolina: "Un club è noto, gli altri sono discorsi che oramai li porta via il vento. Ci sono stati vari approcci, ma non gli ho dato troppo peso. Certo, avevo un solo anno di contratto e le strade erano due: o rinnovare o salutarsi. Ma sapevo che la società e mister Gasperini volevano puntare ancora su di me".
Infine, spazio alla Nazionale, al ritorno del suo omonimo in panchina e del suo ex allenatore Claudio Ranieri: "L'eliminazione con la Bosnia è stata dolorosa, ho faticato a vedere i Mondiali. Penso che il presidente Malagò abbia scelto nel migliore dei modi per riportare la Nazionale dove merita. Mancini ha lanciato tanti giovani, ha vinto un Europeo, ha esperienza. Ranieri l'ho avuto sia da allenatore che da dirigente, per come conosce il calcio può essere fondamentale. Sono le persone giuste per ripartire. Contro Macedonia e Bosnia siamo stati sfortunati, sono certo che se l’Italia dovesse tornare a un Mondiale sarebbe una delle squadre da battere".
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