DerbyDerbyDerby Curiosità Cerimonia Mondiali 2026, Infantino: "Tutto è nato da una conversazione con Del Piero"

Cerimonia Mondiali 2026, Infantino: "Tutto è nato da una conversazione con Del Piero"

Luigi Mereu
Oggi inizieranno i tanto attesi Mondiali e Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha parlato del nuovo ingresso dei calciatori durante l'inno delle nazionali.

È tutto pronto per l'inizio dei Mondiali questa sera alle 21:00 (ora italiana) con Messico-Sudafrica, e il numero uno della FIFA ha commentato uno dei maggiori cambiamenti che andranno in atto da questa sera: un nuovo e particolare format di ingresso sul campo delle nazionali durante gli inni ufficiali. Storicamente per l'inno entravano in campo solo i 22 giocatori titolari, con il resto della squadra insieme allo staff che lo cantava dalla panchina, mentre per questa edizione entreranno in campo tutti i giocatori e non solo l'11 titolare scelto dai Commissari Tecnici. Questo tipo di ingresso è stato definito da molti una classica "americanata", ma in realtà l'idea sarebbe di una leggenda del calcio italiano.

Le parole di Gianni Infantino sulla nuova cerimonia degli inni al Mondiale 2026

Il numero uno della FIFA ha parlato della nuova cerimonia di ingresso durante una lunga intervista alla vigilia dell'inizio dei Mondiali, un cambiamento che sarà strano per tutti gli appassionati: "Una nuova e audace versione di tutta la procedura che avviene prima del calcio d’inizio, in modo da rafforzare il legame tra giocatori e tifosi, esaltando al contempo un momento già di per sé carico di significati".

BRASILIA, BRASILE - 26 GENNAIO: Il Presidente della FIFA Gianni Infantino fa un gesto dopo l'incontro con il Presidente brasiliano Lula da Silva, Samir Xaud, Presidente della Confederazione Calcistica Brasiliana (CBF), e Carlo Ancelotti, allenatore della nazionale di calcio brasiliana, presso il Palazzo Planalto il 26 gennaio 2026 a Brasilia, Brasile. (Foto di Ton Molina/Getty Images)

Ha poi spiegato che si tratta dell'innovare continuamente il calcio, e non solamente di guadagni e business: "Volevamo continuare a innovare il modo in cui si vive il gioco, vogliamo sempre fare qualcosa di nuovo. Non si tratta in questo caso di un'idea legata al business".

Il presidente della FIFA ha attribuito l'idea ad Alessandro Del Piero, rivoluzione nata da una conversazione avuta qualche tempo fa con la leggenda dell'Italia e della Juventus: "Vogliamo sempre fare qualcosa di nuovo, non si tratta in questo caso di un'idea legata al business. Tutto è nato da una conversazione con Alessandro Del Piero, a me è sembrata un'idea interessante e quindi l'abbiamo proposta a giocatori e allenatori: tutti si sono detti favorevoli. Nel calcio di oggi abbiamo undici titolari, con cinque o sei sostituzioni. Ma tutta la rosa può scendere in campo ed è positivo che tutti i calciatori possano vivere il momento dell'inno".

Infine ha ironizzato sulla proposta di Alex Del Piero, ricordando il gol che portò definitivamente gli azzurri a Berlino: "Non so se me l'ha detto perché ha realizzato un gol storico, contro la Germania ai Mondiali 2006, partendo dalla panchina".