Il racconto di Reijnders: "Il calcio era un sogno, quando chiamò il Milan pensai di non essere all'altezza"
Tijjani Reijnders, ex Milan e giocatore del Manchester City, si trova ora negli Stati Uniti per il Mondiale con la sua Olanda che ieri sera ha debuttato nel torneo pareggiando 2-2 contro il Giappone nella quale ha giocato titolare però senza brillare. Con i Citizens ha vissuto una stagione formata da alti e bassi concludendo con 50 presenze, 7 gol e 7 assist tra tutte le competizioni passando la seconda parte della stagione quasi totalmente da subentrato nonostante un ottimo inizio in Premier League. Intervistato da The Players Tribune, il centrocampista ha raccontato il percorso che l'ha portato ai vertici del calcio mondiale.
Le parole di Tijjani Reijnders a The Player Tribune
Il calciatore, intervistato da The Player Tribune, ha raccontato della sua vita prima di diventare un calciatore professionista e le difficoltà affrontate da lui e la sua famiglia prima di realizzare il suo sogno: "I miei genitori, quando sono diventato maggiorenne, mi dissero che dovevo trovarmi un lavoro per aiutare. Non volevo farlo, ma serviva anche a me: avevo firmato per il PEC Zwolle e non pensavo che il mio sogno di diventare calciatore si sarebbe mai realizzato. Quando fui chiamato per iniziare ad Aldi (supermercato al centro della sua città), ero anche rimasto fuori dai convocati per la mia partita con l’Under-19, pensai fosse un segnale. Papà mi disse che allenandomi così non mi avrebbero mai convocato nemmeno in quarta lega, mamma disse che aveva ragione. Piangevo, pensando che il mio sogno fosse finito".
Successivamente ha raccontato la svolta nella sua carriera calcistica: "Non giocai per tre mesi, poi un estate cambiò tutto, quando mi chiamò l'allenatore della prima squadra mentre ero in vacanza in estate e mi disse che mi sarei allenato con loro. Ero senza contratto e l’AZ mi offrì una chance, anche se per due anni restai nella seconda squadra".
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