DerbyDerbyDerby Curiosità Il racconto di Reijnders: "Il calcio era un sogno, quando chiamò il Milan pensai di non essere all'altezza"

Il racconto di Reijnders: "Il calcio era un sogno, quando chiamò il Milan pensai di non essere all'altezza"

Luigi Mereu
Reijnders si è aperto ai microfoni di The Players Tribune, parlando del suo percorso che l'ha portato dall'essere cassiere a giocare nei migliori club al mondo

Tijjani Reijnders, ex Milan e giocatore del Manchester City, si trova ora negli Stati Uniti per il Mondiale con la sua Olanda che ieri sera ha debuttato nel torneo pareggiando 2-2 contro il Giappone nella quale ha giocato titolare però senza brillare. Con i Citizens ha vissuto una stagione formata da alti e bassi concludendo con 50 presenze, 7 gol e 7 assist tra tutte le competizioni passando la seconda parte della stagione quasi totalmente da subentrato nonostante un ottimo inizio in Premier League. Intervistato da The Players Tribune, il centrocampista ha raccontato il percorso che l'ha portato ai vertici del calcio mondiale.

Le parole di Tijjani Reijnders a The Player Tribune

Il calciatore, intervistato da The Player Tribune, ha raccontato della sua vita prima di diventare un calciatore professionista e le difficoltà affrontate da lui e la sua famiglia prima di realizzare il suo sogno: "I miei genitori, quando sono diventato maggiorenne, mi dissero che dovevo trovarmi un lavoro per aiutare. Non volevo farlo, ma serviva anche a me: avevo firmato per il PEC Zwolle e non pensavo che il mio sogno di diventare calciatore si sarebbe mai realizzato. Quando fui chiamato per iniziare ad Aldi (supermercato al centro della sua città), ero anche rimasto fuori dai convocati per la mia partita con l’Under-19, pensai fosse un segnale. Papà mi disse che allenandomi così non mi avrebbero mai convocato nemmeno in quarta lega, mamma disse che aveva ragione. Piangevo, pensando che il mio sogno fosse finito".

ROTTERDAM, PAESI BASSI - 03 GIUGNO: Tijjani Reijnders dei Paesi Bassi calcia in porta durante la partita amichevole internazionale tra Paesi Bassi e Algeria al De Kuip il 03 giugno 2026 a Rotterdam, Paesi Bassi. (Foto di Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

Successivamente ha raccontato la svolta nella sua carriera calcistica: "Non giocai per tre mesi, poi un estate cambiò tutto, quando mi chiamò l'allenatore della prima squadra mentre ero in vacanza in estate e mi disse che mi sarei allenato con loro. Ero senza contratto e l’AZ mi offrì una chance, anche se per due anni restai nella seconda squadra".

Infine ha parlato della sua esperienza in Italia con la maglia del Milan, con cui ha collezionato 106 presenze, 20 gol e 7 assist in due stagioni tra tutte le competizioni: "Sono onorato di aver giocato a San Siro con quella squadra, ho i brividi solo a pensarci. Alle visite mediche pensavo che sarebbe stato troppo per me, non me lo sarei meritato. Invece a settembre arrivò anche la chiamata della nazionale olandese. La prima stagione andò bene e lottavamo per lo Scudetto, la seconda meno. Io al Milan avrei voluto vincere più di una Supercoppa, i tifosi lo meritavano, però quando chiamò il City anche mia moglie mi disse che non avrei potuto perdere quel treno".