DerbyDerbyDerby Editoriali Argentina, dall'autobus ai Mondiali: la splendida favola del "Flaco" Lopez

Argentina, dall'autobus ai Mondiali: la splendida favola del "Flaco" Lopez

Danilo Loda
Una foto da bambino, il rifiuto da ragazzino e la chiamata di Scaloni

Mancano poche ore al debutto dell’Argentina contro l’Algeria ai Mondiali del 2026 e José “Flaco” Lopez ha già fatto vibrare il cuore dei tifosi con un post su Instagram. Ha pubblicato una foto di quando era bambino, diretto al centro di allenamento di Villa Domínico, affiancata alle foto ufficiali della FIFA. In pochi ricordano che López fu scartato dalle giovanili dell’Independiente, prima di esplodere con il Lanús, arrivare al Palmeiras e conquistare anche la fiducia di Lionel Scaloni. Nel suo messaggio racconta i sacrifici dei genitori, il sogno di sua madre, e mostra il volto più umano del calcio.

A volte il calcio lascia perdere schemi, cifre da capogiro e tatticismi, e torna alla sua semplicità: quella che impari da piccolo sui campetti sterrati. Per "El Flaco", questa è la notte più grande di tutte. Eppure, a un passo dalla sua prima Coppa del Mondo, ha sentito che doveva fermarsi un attimo e guardarsi indietro. Così ha preso il telefono e ha pubblicato su Instagram una sfilza di foto che lasciano senza parole, tanto sono normali e sincere.

Si vede lui, da bambino, con la maglia dell’Argentina, mentre va agli allenamenti accompagnato da mamma e papà. Poi le immagini saltano al presente, alle foto ufficiali dei Mondiali 2026. Poche parole, forti: “Il sacrificio dei miei genitori. Ma il sogno di mia madre”. La risposta della mamma è arrivata subito, dolcissima: “Sei il nostro idolo, stella. Sono così orgogliosa di te, tua madre”.

Flaco Lopez, quella porta sbattuta che lo ha cambiato davvero

Oggi lo troviamo a Kansas City, pronto a guidare l’attacco argentino. Nessuno però gli ha regalato nulla. Il suo messaggio, prima del Mondiale, nasconde una vecchia ferita che ha saputo trasformare in forza. López cresce nell’Independiente, ma viene scartato ancora ragazzino, senza nemmeno provare l’esordio tra i grandi. Rimane a piedi, lasciato indietro. Una botta che a sedici anni ti può far smettere davvero.

Jose Manuel "Flaco" Lopez del Palmeiras controlla la palla durante una partita della Copa CONMEBOL Libertadores Group F tra Palmeiras e Junior FC all'Allianz Parque il 28 maggio 2026 a San Paolo, Brasile. (Photo by Alexandre Schneider/Getty Images)

Ma lui il rancore non l’ha mai coltivato. Qualche tempo fa, parlando con il sito Olé, ha raccontato quel momento con una maturità da adulto. "Gli allenatori fanno le loro scelte", ha detto. Quel rifiuto lo ha fatto crescere, gli ha insegnato a non mollare. Ha trovato casa al Lanús, è esploso, e ha mantenuto un rapporto bellissimo con chi lavorava all’Independiente. Perché il Flaco è uno che si ricorda sempre di chi c’era prima della fama.

Da San Paolo agli Stati Uniti, sempre nel nome di mamma e papà

Quei gol in Argentina l’hanno portato fino al Palmeiras, in Brasile, e lì si è guadagnato la chiamata di Scaloni nel 2025. Adesso, mentre il ct prepara la partita d’esordio contro l’Algeria, López aspetta solo il suo momento.

Quel post emoziona proprio perché tiene insieme tutto: il bambino che prendeva l’autobus per andare agli allenamenti, lo stesso che ora veste la maglia della Nazionale. I sogni sono rimasti identici, come i colori addosso.