DerbyDerbyDerby Editoriali Calafiori torna in Italia da campione d’Inghilterra: come è cambiato nel calcio di Arteta

Calafiori torna in Italia da campione d’Inghilterra: come è cambiato nel calcio di Arteta

Jennifer Saviotti
Da difensore emergente a “total player”: la metamorfosi inglese di Calafiori arriva al Maradona.

Questa sera, sul tabellone del Maradona, accanto al numero 33 potrebbe comparire la solita indicazione: difensore. Servirà a compilare la formazione, molto meno a spiegare la partita di Riccardo Calafiori.

L’Arsenal comincia la nuova Champions League a Napoli e riporta in Italia uno dei prodotti più riconoscibili del nostro calcio recente. Calafiori torna da campione d’Inghilterra, con due stagioni di Premier nelle gambe e una collocazione sempre più difficile da definire. Centrale per formazione, terzino nella disposizione iniziale, centrocampista o incursore quando l’azione lo richiede. Mikel Arteta lo ha chiamato “total player”, giocatore totale. Due parole che riassumono il lavoro iniziato dal suo arrivo a Londra.

Il Calafiori visto all’Arsenal conserva molti tratti di quello ammirato a Bologna. Ha imparato a scegliere meglio quando assecondarli.

Quel ginocchio rotto a sedici anni

Nato a Roma il 19 maggio 2002, Calafiori entra nel settore giovanile giallorosso quando ha otto anni. Nell’ottobre 2018, durante una partita di Youth League contro il Viktoria Plzen, un grave infortunio al ginocchio sinistro rischia di interrompere la sua carriera prima ancora dell’esordio tra i professionisti. Seguono l’operazione, una lunga riabilitazione e il ritorno in campo con la Primavera.

La prima presenza in Serie A arriva il 1° agosto 2020, all’Allianz Stadium. La Roma batte la Juventus 3-1, Calafiori parte titolare e si procura il rigore trasformato da Diego Perotti. Segna anche con una conclusione violenta dalla distanza, annullata perché il pallone era uscito durante lo sviluppo dell’azione. Per il primo gol ufficiale bisogna attendere pochi mesi: Roma-Young Boys, Europa League, ancora un sinistro da fuori area.

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ALBUFEIRA, PORTOGALLO - 13 LUGLIO: Riccardo Calafiori dell'AS Roma durante la partita amichevole pre-stagione Sunderland contro AS Roma allo stadio municipale di Albufeira il 13 luglio 2022 ad Albufeira, Portogallo. (Foto di Carlos Rodrigues/Getty Images)

In giallorosso le occasioni restano poche. Nel gennaio 2022 passa in prestito al Genoa, dove raccoglie tre presenze in campionato. A vent’anni decide di allontanarsi dall’Italia e ripartire dal Basilea. La Svizzera gli offre ciò che fino a quel momento gli era mancato: continuità. Disputa 38 partite ufficiali con il club, partecipa alla corsa fino alla semifinale di Conference League e segna contro lo Slovan Bratislava negli ottavi. Durante quella stessa notte trasforma anche uno dei rigori che permettono al Basilea di passare il turno.

Bologna e l’intuizione di Thiago Motta

Il Bologna lo riporta in Serie A nell’agosto 2023. Thiago Motta gli cambia prospettiva, spostandolo stabilmente al centro della difesa. La scelta libera qualità che sulla fascia erano rimaste intermittenti. Calafiori può ricevere davanti alla propria area, avanzare palla al piede e superare la prima pressione. Lascia spesso la linea, accompagna l’azione, occupa spazi da centrocampista. Alle sue spalle il Bologna si muove per coprirne le uscite; davanti, i compagni imparano a riconoscerle.

La stagione si chiude con 30 presenze in Serie A, due gol e cinque assist. Le uniche reti arrivano entrambe contro la Juventus, il 20 maggio 2024. Il Bologna si porta sul 3-0 anche grazie alla sua doppietta, prima di essere raggiunto nel finale. La qualificazione alla Champions, attesa da sessant’anni, era già diventata realtà.

Poche settimane più tardi Calafiori porta la stessa esuberanza in Nazionale. Esordisce il 4 giugno 2024 contro la Turchia e conquista un posto da titolare all’Europeo. La sua azione più importante nasce contro la Croazia: riceve nella propria metà campo, avanza centralmente e serve a Zaccagni il pallone dell’1-1 al 98’. Quel gol manda l’Italia agli ottavi e riassume la sua stagione meglio di qualsiasi definizione tattica.

BOLOGNA, ITALIA - 4 GIUGNO: Riccardo Calafiori dell'Italia in azione durante la partita tra Italia e Turchia - Internazionale amichevole allo stadio Renato Dall'Ara il 4 giugno 2024 a Bologna, Italia. (Foto di Stefano Guidi/Getty Images)

L’Arsenal lo acquista il 29 luglio. Arteta trova un difensore già abituato a rompere le geometrie di una linea. Deve inserirne l’istinto in una squadra che misura con attenzione distanze, pressione e coperture.

La libertà secondo Arteta

A Londra, Calafiori torna a partire prevalentemente da sinistra. Chiamarlo semplicemente terzino, però, porta fuori strada. La sua posizione cambia insieme all’azione. Può restare largo per sostenere il possesso, stringere accanto ai centrocampisti oppure avanzare senza palla verso l’area. Quando l’Arsenal attacca sul lato opposto, il numero 33 segue spesso lo sviluppo da vicino, pronto a raccogliere una seconda palla o a riempire uno spazio libero. Se il possesso viene perso, deve reagire subito: accorciare in avanti, proteggere il centro o ricomporre la linea.

Arsenal-Leeds del 23 agosto 2025 offre un esempio preciso. Durante la costruzione Calafiori abbandona spesso la fascia e si sistema vicino a Declan Rice, mentre Jurriën Timber stringe da destra per completare una linea arretrata a tre. All’inizio della ripresa l’italiano riceve più indietro e alza un pallone nel canale sinistro per Viktor Gyökeres. Lo svedese attacca la profondità, entra in area e segna il 3-0, il suo primo gol in Premier League. Nella stessa azione Calafiori si muove in una zona da centrocampista e trova l’attaccante in profondità, pur essendo partito formalmente da terzino.

La differenza rispetto a Bologna emerge soprattutto in questa fase. Con Thiago Motta poteva assecondare più spesso l’istinto della conduzione; nell’Arsenal ogni avanzamento deve rispettare gli equilibri lasciati alle sue spalle. La libertà è rimasta, dentro regole collettive più severe.

La prima stagione inglese è stata segnata da diversi problemi fisici e dalla crescita di Myles Lewis-Skelly. Calafiori ha comunque disputato 29 partite in tutte le competizioni e segnato tre gol. Il primo è arrivato all’Etihad, contro il Manchester City, nella sua prima presenza da titolare in Premier: un sinistro dalla distanza entrato sul palo più lontano. A gennaio ha deciso la trasferta contro il Wolverhampton; a marzo ha trovato la prima rete in Champions nel 7-1 sul campo del PSV.

LONDRA, INGHILTERRA - 06 SETTEMBRE: Riccardo Calafiori dell'Arsenal festeggia dopo aver segnato un gol che è stato successivamente negato durante la partita di Premier League 2026/27 tra Arsenal FC e Chelsea FC all'Emirates Stadium il 06 settembre 2026 a Londra, Inghilterra. (Foto di Ryan Pierse/Getty Images)

Tre gol nati in situazioni differenti, tutti favoriti dalla sua capacità di accompagnare l’attacco. Calafiori si presenta vicino all’area con la naturalezza di chi non considera la linea difensiva un confine.

La stagione del titolo

Il campionato 2025/26 comincia con un suo colpo di testa a Old Trafford. È il gol che consente all’Arsenal di battere 1-0 il Manchester United. Nelle prime tre giornate arrivano anche due assist e il premio di miglior giocatore dei Gunners del mese di agosto.

Il primo titolo inglese dell’Arsenal dal 2004 completa il passaggio da talento in evoluzione a componente di una squadra vincente. Calafiori deve convivere ancora con qualche problema fisico e con una concorrenza molto alta. Arteta continua però a utilizzarlo per la varietà di soluzioni che offre: centrale mancino, terzino aggressivo, uomo aggiunto negli ultimi metri.

L’inizio della nuova stagione aggiunge un’altra immagine. Nel Community Shield contro il Manchester City segna dopo appena 24 secondi, aprendo il 3-0 con cui l’Arsenal solleva il trofeo. Un difensore arrivato in area quasi prima che la partita riuscisse a prendere forma.

Al Maradona con un ruolo nuovo

Napoli ritroverà un calciatore diverso da quello partito dal Bologna nel 2024. La Premier lo ha costretto ad aumentare l’intensità dei duelli e la velocità delle decisioni. Arteta gli ha chiesto di muoversi molto senza concedere spazi agli avversari, di riconoscere il momento dell’uscita e quello dell’attesa.

Motta aveva intuito che Calafiori poteva superare i limiti tradizionali di un difensore centrale. Arteta ha ampliato quel lavoro: non gli ha assegnato una nuova posizione definitiva, gli ha affidato più posizioni nella stessa partita. Questa sera la distinta consegnata al Maradona offrirà una risposta semplice. Terzino o centrale. Poi l’arbitro fischierà l’inizio e Calafiori comincerà a spostarsi. Per ritrovarlo, bisognerà seguire il pallone.

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