DerbyDerbyDerby Editoriali Inter-Parma, il ritorno del violino a San Siro: Gilardino pronto all'esordio sulla panchina emiliana

Inter-Parma, il ritorno del violino a San Siro: Gilardino pronto all'esordio sulla panchina emiliana

Francesco Di Chio
Vent'anni dopo, Gilardino e il Parma si ritrovano. Il piemontese suonerà il suo violino in Emilia anche da allenatore?

La Serie A, arrivata alla sesta giornata, si prepara a riaccogliere un grande ex. Inter-Parma sarà infatti il palcoscenico dell'esordio sulla panchina dei gialloblù di Alberto Gilardino. L'ex allenatore del Pisa raccoglie l'eredità di Carlos Cuesta, sollevato dal suo incarico dopo un avvio di stagione difficile.

Sono passati più di 20 anni da quando Gilardino ha lasciato Parma da calciatore. Tra il 2002 e il 2005, l'attaccante ha segnato 56 gol in 116 presenze, prendendosi di diritto un posto nella storia recente del club. Ora torna in Emilia in una nuova veste: non dovrà più occuparsi di gonfiare la rete, ma sarà l'uomo a cui il club ha deciso di affidare le sorti della stagione.

Il calendario gli riserva subito una sfida dal sapore particolare: Gilardino tornerà a San Siro, stadio che lo ha visto protagonista nel suo triennio al Milan. Di fronte, l'Inter di Cristian Chivu. I nerazzurri sono capolisti insieme alla Roma - dopo il pareggio della quinta giornata - e sono uno degli avversari più ostici da affrontare. Il tecnico piemontese è chiamato al primo banco di prova della sua nuova avventura.

La consacrazione in Emilia

Reduce dall'esperienza a Verona, con cui aveva segnato 5 gol in 39 presenze, Gilardino arriva - appena ventenne - a Parma nell'estate del 2002. La società vide nel piemontese l'attaccante perfetto da inserire nelle rotazioni dietro la coppia titolare Mutu-Adriano. Il primo anno è quello dell'ambientamento. Con due calciatori così davanti nelle gerarchie, è difficile trovare spazio. Ma Cesare Prandelli crede nel calciatore e inizia a dargli un minutaggio importante. Il Parma chiuderà la stagione al quinto posto, e "Gila" segnerà 4 reti in 24 presenze.
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La stagione 2003-2004 è quella della consacrazione. Mutu viene venduto al Chelsea, e Gilardino diventa l'attaccante titolare del Parma insieme ad Adriano. L'attaccante risponde a suon di gol, e trova in Adriano il partner ideale, con cui costruisce un'intesa efficace. A gennaio però, l'attaccante brasiliano rientra dal prestito e torna all'Inter. Ma l'italiano ormai ha raggiunto la maturità giusta. Con i suoi 23 gol in 34 presenze, chiude la stagione piazzandosi secondo nella classifica marcatori - dietro Andriy Shevchenko - e trascinando il Parma a conquistare un altro quinto posto.

PARMA, ITALIA – 6 FEBBRAIO: Alberto Gilardino del Parma festeggia dopo aver segnato contro l'Inter durante la partita di Serie A tra Parma e Inter allo stadio Ennio Tardini, il 6 febbraio 2005 a Parma, Italia. (Foto di New Press/Getty Images)

La nascita del violino

Oltre alla sua consacrazione, la stagione 2003-2004 è anche quella in cui è nata l'esultanza di Gilardino. Come avrebbe raccontato lui stesso, l'idea di suonare il violino nacque insieme al compagno di squadra Marco Marchionni. L'idea dei due era chiara: il piemontese, al prossimo gol, avrebbe dovuto suonare il violino davanti al compagno, che si sarebbe inginocchiato di fronte a lui. I due mimarono il gesto a tavola. Detto, fatto. Tre giorni dopo c'è Parma-Perugia. Marchionni serve un assist e a raccoglierlo c'è proprio Gilardino. Il resto è storia.

La stagione successiva fu invece molto complicata per il Parma. Se da una parte gli emiliani riuscirono a raggiungere la semifinale di Coppa Uefa, dall'altra il cammino di Serie A fu più complicato del previsto. Gli emiliani terminarono la stagione al 17esimo posto. All'epoca il 17esimo posto voleva dire spareggio. Di fronte i cugini del Bologna. All'andata i rossoblù si imposero per 1-0 al Dall'Ara. Al ritorno, però, i parmigiani riuscirono a ribaltare la situazione. Il gol decisivo - quello del 2-0 - fu, ovviamente, di Alberto Gilardino.

Dalla provincia al tetto del mondo

Dopo due stagioni così, arrivò la chiamata di una big. Il Milan infatti decise di portare Gilardino a Milano, sponda rossonera. Al Milan Gilardino aggiunse al suo palmarès la Champions League del 2007, pur senza ripetere i numeri incredibili raggiunti nel triennio parmense.

KAISERSLAUTERN, GERMANIA – 17 GIUGNO: Alberto Gilardino (in basso a sinistra), dell'Italia, colpisce di testa superando il portiere statunitense Kasey Keller (a destra) e segna il gol del vantaggio durante la partita del Gruppo E dei Mondiali FIFA Germania 2006 tra Italia e Stati Uniti, disputata al Fritz-Walter-Stadion il 17 giugno 2006 a Kaiserslautern, in Germania. (Foto di Michael Steele/Getty Images)

Durante la sua esperienza milanese arrivò anche il trofeo più importante della carriera di Gila. Nell'estate 2006 infatti partecipò alla spedizione tedesca della nazionale italiana. Con la nazionale si laureò campione del mondo, segnando un gol contro gli Stati Uniti ma soprattutto regalando l'assist decisivo per il 2-0 di Del Piero contro la Germania, gol che suggellò il successo degli azzurri in semifinale e regalò l'accesso alla finale, vinta ai rigori contro la Francia.

Gilardino-Parma, il ritorno

Oltre 20 anni dopo Gilardino torna a Parma. La responsabilità ora però è ben differente. Il Parma ha deciso, visti i soli 4 punti raccolti nelle prime 5 giornate, di esonerare Carlos Cuesta - nonostante la vittoria contro il Genoa. Gila ora è chiamato a raddrizzare una stagione partita male. Il tecnico torna in Serie A dopo una stagione conclusasi in anticipo con il Pisa, da cui è stato esonerato dopo 23 giornate.
L'ultima fotografia di Gilardino a Parma è quella della rete decisiva nello spareggio contro il Bologna. Da allora sono cambiate tante cose, a partire dal ruolo in campo. Il violino è il simbolo del suo passato gialloblù; adesso Gilardino è chiamato a trovare la sintonia giusta per scrivere questo nuovo capitolo della sua storia con gli emiliani.

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