Una bellissima pagina del nostro calcio. Due squadre che si giocheranno lo scudetto fino in fondo - almeno questo dice la quinta giornata

Malen Roma

La Roma si diverte con lo shooting della nuova maglia

La Roma dà spettacolo, l'Inter pure. Se la Serie A avesse avuto bisogno di una partita-copertina per presentarsi al mondo, ecco: il match di ieri è stato la perfezione. All'Olimpico c'è stato tutto. Gol, emozioni, ribaltoni, sorrisi. E anche un po' di amaro in bocca. Per la Roma, naturalmente. I giallorossi hanno accarezzato la vetta in solitaria. Doppietta di Koné, da mani nei capelli. Il primo tempo dell'armata di Gasp è stato perfetto: pressing continuo, mai più di due tocchi, un gioco coeso che ha messo in ginocchio l'Inter. Ma le partite durano novanta minuti. E se l'Inter è la squadra da battere, un motivo ci sarà. Il secondo tempo dei nerazzurri è stato da grande squadra: un gruppo che non molla mai, che sa come reagire nelle difficoltà.

Roma Inter

Koné si prende la scena: il primo tempo della Roma è uno spettacolo

L'Olimpico è caldo, caldissimo. Più di 60mila persone trasformano lo stadio in un inferno per l'Inter. Prima del fischio d'inizio, però, spazio all'emozione: entrambe le tifoserie si stringono in un applauso per Mazzola. Poi parte lo show. Ed è tutto giallorosso. Bastano pochi minuti per il vantaggio: Koné si riscopre bomber, inserimento perfetto su un'azione splendida della Roma. La squadra di Gasp non si accontenta e continua a martellare. L'Inter, in bambola, fatica a reagire - una costante di questo avvio di stagione. A dettare i ritmi è soprattutto Dybala, che mette in crisi Dimarco a ogni pallone. I nerazzurri provano a rispondere con Bastoni e Lautaro, ma sprecano. E la Roma punisce. Tacco di Dybala, palla a Wesley, che la restituisce alla Joya. Assist per Mancini, sponda per Koné: il francese firma la doppietta personale. Var, attesa, fuorigioco che non c'è: gol confermato. Il primo tempo si chiude 2-0. Meritato. Roma padrona del campo, Inter che soffre e resta a guardare.

AS Roma v FC Internazionale - Serie A 2026/27
ROMA, ITALIA – 19 SETTEMBRE: Manu Koné dell’AS Roma festeggia il secondo gol della sua squadra insieme ai compagni di squadra Bryan Cristante e Donyell Malen durante la partita di Serie A tra AS Roma e Inter allo Stadio Olimpico, il 19 settembre 2026 a Roma, Italia. (Foto di Paolo Bruno/Getty Images)

Lautaro, l'ultimo a mollare: l'argentino è lo spirito dell'Inter

La Roma vola sulle ali dell'entusiasmo. Ma non aveva fatto i conti con Lautaro. Capitano, leader, il giocatore a cui i nerazzurri si aggrappano nei momenti difficili. E nel secondo tempo suona la carica. Gli basta un minuto per zittire l'Olimpico: palla persa di Mancini, gran gol dell'argentino, e il match si riapre. Da lì l'Inter cambia marcia. Prende campo, prende coraggio, prende in mano la partita. La Roma fatica a reagire, si abbassa, difende il vantaggio con le unghie. Ma rischia di allungare: solo un miracolo di Martinez, che ci mette letteralmente la faccia, evita il tris di Malen e il possibile 3-1. Ma il fortino giallorosso regge poco. Cross di Augusto, sponda di Bisseck, palla a Lautaro: bucato Svilar, l'argentino corre sotto la curva ospiti a prendersi l'abbraccio dei suoi. 2-2, tutto da rifare. Nel finale non succede più nulla. Resta lo spettacolo di una partita vera, vissuta punto a punto, tra due squadre che si sono guardate negli occhi senza arretrare.

AS Roma v FC Internazionale - Serie A 2026/27
ROMA, ITALIA – 19 SETTEMBRE: Lautaro Martinez dell’FC Internazionale Milano festeggia il primo gol della sua squadra durante la partita di Serie A tra AS Roma e FC Internazionale allo Stadio Olimpico, il 19 settembre 2026 a Roma, Italia. (Foto di Paolo Bruno/Getty Images)

Due big, un campionato aperto: la Serie A sarà una lotta fino all'ultima giornata

È così. Non solo per Roma-Inter, ma per il livello di gioco messo in campo da entrambe. La partita di ieri ha svelato al mondo il vero potenziale di queste due squadre. I giallorossi, da parte loro, hanno capito una cosa: possono ambire a qualcosa di più. Quest'anno hanno fatto lo step mentale che serviva per non sentirsi inferiori a nessuno. E ieri lo hanno dimostrato sul campo, non a parole. L'Inter, di conferme, non ne aveva bisogno. Ma a chi pensa che questa squadra non possa lottare per vincere tutto, la risposta arriva chiara: morde nelle difficoltà, reagisce, non si sente mai battuta. E quando Chivu troverà il modo di sbloccare i primi tempi, per gli avversari saranno guai seri. Resta, comunque, una bellissima pagina del nostro calcio. Due squadre che si giocheranno lo scudetto fino in fondo - almeno questo dice la quinta giornata. La stagione è lunga. Ma chi ben comincia...

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