DerbyDerbyDerby Editoriali Mattone su mattone, PSG-Arsenal: la finale dei progetti compiuti

Mattone su mattone, PSG-Arsenal: la finale dei progetti compiuti

Francesco Di Chio
L'Arsenal e il PSG si sono ritagliate un posto importantissimo nel calcio che conta grazie ad un lavoro lungo e paziente.

Sabato 30 Maggio alla Puskás Aréna di Budapest avrà luogo la finale di Champions League tra PSG e Arsenal. Da un lato i francesi, campioni d'Europa in carica e alla ricerca del secondo successo consecutivo, dall'altro i gunners che tornano in finale dopo 21 anni e vogliono conquistare un trofeo che manca in bacheca. E poi Luis Enrique contro Arteta: due generazioni distinte, due facce molto differenti del calcio spagnolo. Ma, soprattutto, Paris Saint Germain contro Arsenal: la sfida tra due progettualità più che tra due squadre. Entrambi i club hanno lavorato per anni per raggiungere una stabilità e guadagnarsi una posizione di rilievo nel calcio europeo. I parigini ci sono già riusciti, e sono alla ricerca di una conferma; i londinesi dall'altro lato sono pronti a gettare il cuore oltre l'ostacolo per trovare la consacrazione definitiva.

Arsenal: la pazienza è la virtù dei forti

LONDRA, INGHILTERRA - 24 MAGGIO: Martin Ødegaard dell’Arsenal solleva il trofeo della Premier League durante la partita di Premier League tra Crystal Palace e Arsenal al Selhurst Park il 24 maggio 2026 a Londra, Inghilterra. (Foto di Michael Regan/Getty Images per la Premier League)

I gunners sono approdati meritatamente in finale. Perché la possibilità di vincere la coppa dalle grandi orecchie è un dovuto riconoscimento ad una squadra che passo dopo passo, gradino dopo gradino, si è riconquistata un posto tra le grandi del calcio europeo - e mondiale. Il progetto Arsenal parte da lontano, esattamente da 7 anni fa. Nel 2019 infatti la società londinese decide di affidare la panchina a Mikel Arteta, centrocampista spagnolo che aveva vestito - tra le altre - proprio la maglia dei gunners per 5 anni.

Ma Arteta arriva sulla panchina di Highbury senza esperienza. O meglio, con alle spalle solo 3 anni da vice di Pep Guardiola. Ma probabilmente i 3 anni di scuola dal catalano sono valsi più di anni di esperienza, o per lo meno nella testa dei dirigenti inglesi, che sfidano il destino e hanno scelto lo spagnolo di San Sebastian.

I primi anni non sono all'altezza delle aspettative: un ottavo posto - da subentrato - e poi ancora ottavo, e un quinto posto poi. Altrove sarebbe bastato molto meno - in Italia forse solo la prima mezza stagione - per essere licenziato. Ma la strategia del club londinese era ben diversa: un palazzo non si costruisce in due giorni, ci vuole tempo. E allora ancora fiducia a Mikel. Nei tre anni successivi sono arrivati tre secondi posti.

Anche qui, basterebbe molto meno per essere tacciato a vita come "eterno incompiuto". Ma il club londinese è un club testardo, e Mikel Arteta lo è ancor di più. Nella stagione appena conclusasi, i gunners hanno dominato il campionato in lungo e in largo. Una flessione accusata da fine Febbraio ha messo a repentaglio la vittoria del titolo, e lo scontro diretto perso per 2-1 contro il Manchester City del maestro Pep ancor di più.

Ma questa volta la storia ha preso il bivio giusto per Arteta e i suoi ragazzi. 22 anni dopo, l'Arsenal è tornato campione d'Inghilterra. E quale coronamento migliore, se non la vittoria del più importante titolo a livello di club? Nella finale contro il PSG l'Arsenal ha l'occasione di fare la storia. Un double sarebbe un'impresa epica, soprattutto se pensiamo che i gunners solo una volta si sono trovati a disputare una finale di Champions - persa per 2-1 contro il Barcellona.

PSG: sul tetto del mondo

MONACO, GERMANIA - 2025/06/01: Marcos Aoás Corrêa (Marquinhos) del Paris Saint-Germain solleva il trofeo della UEFA Champions League dopo la vittoria della sua squadra per assicurarsi il primo titolo di UEFA Champions League del Paris Saint-Germain. Punteggio finale: PSG 5 : 0 inter Milan. (Foto di Mohammad Javad Abjoushak/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)

Di fronte ai londinesi ci sarà il PSG dei ragazzi terribili. La squadra francese si è già laureata campione d'Europa nella passata stagione, trasformando un'avvio pessimo in un successo storico, con la ciliegina sulla torta del 5-0 inflitto all'Inter di Simone Inzaghi in finale. Rispetto agli avversari il progetto dei parigini è qualche passo in avanti, l'obiettivo infatti è cercare il secondo titolo consecutivo.

Ma anche il progetto PSG parte da molto lontano. Al-Khelaifi acquista il PSG nel 2011, con l'obiettivo di rendere Parigi la capitale del calcio europeo. Per raggiungere l'obiettivo di diventare i più grandi, servono ovviamente i più grandi calciatori. E allora via: da Neymar a Thiago Silva, da Messi a Mbappè. Lo sceicco le ha provate tutte per poter guardare il calcio europeo e dire "ci sono anch'io". Ma i tentativi sono stati tutti vani, o quasi. Certo, sono arrivati molti titoli nazionali - 9 campionati più svariate coppe - ma mai la Champions League.

Il vero turning point della storia recente del PSG è stato però un'altro, e non ha il nome di un calciatore, bensì di un'allenatore: Luis Enrique. Lo stesso Luis Enrique che si era già laureato campione d'Europa alla guida del Barcellona. Ma soprattutto - a dimostrare la precedente tesi sulla nostra poca pazienza - lo stesso Luis Enrique cacciato da Roma dopo un solo anno poichè reo di aver fallito la qualificazione alle coppe europee.

Ebbene l'allenatore spagnolo ha creato un'ambiente totalmente diverso da quello a cui eravamo abituati: niente più figurine, via le prime donne - vedi Mbappè - e dentro ragazzi giovani ma pronti all'ascolto e al sacrificio. A Gennaio 2025 ha fatto un solo nome: Khvicha Kvaratskhelia. Il georgiano è la perfetta rappresentazione dell'idea di calcio di Luis Enrique: un talento fuori dal comune, tanto quanto fuori dal comune è la sua voglia di applicarsi per la squadra.

Il nuovo PSG è micidiale, e vederlo giocare è uno spettacolo. Dopo la roboante vittoria dello scorso anno, il club francese proverà a ripetersi contro l'Arsenal. Certo, i londinesi magari arriveranno più preparati rispetto ai neroazzurri - che probabilmente avevano preso l'avversario un pò sottogamba - ma l'onda d'urto del PSG a tratti sembra troppo forte, inarrestabile.

PSG-Arsenal: il nuovo che avanza

PARIGI, FRANCIA - 7 MAGGIO: Mikel Arteta, allenatore dell’Arsenal FC, prende il pallone mentre Luis Enrique, allenatore del Paris Saint-Germain, reagisce durante la partita di ritorno della semifinale della UEFA Champions League 2024/25 tra Paris Saint-Germain e Arsenal FC al Parc des Princes il 7 maggio 2025 a Parigi, Francia. (Foto di Richard Heathcote/Getty Images)

Chiunque esca vincitore da questo incontro, una cosa è certa. Questi due club - insieme a Bayern Monaco, Manchester City ed altri - hanno delineato quale sarà il calcio dei prossimi anni. Idee nuove, giocatori multifunzionali, e allenatori che hanno tanto da dire ma soprattutto da dare. E la strada diventa ancor più netta e delineata se facciamo un confronto con il nostro calcio. La stagione 25/26 ha chiarito - una volta per tutte - che il calcio di dieci anni fa non va più bene.

Niente più speculazioni, niente più risultatismo al 100%. I vari Chivu, Fabregas, De Rossi, sono stati degli ottimi esempi di nuovo che avanza. L'usato sicuro di Allegri e Spalletti, dall'altro lato, non ha dato i frutti sperati. Certo, non sempre il nuovo è sinonimo di garanzia e vittoria, e si possono prendere anche dei grandi abbagli, ma un abbaglio non lo riconosci dopo mezza stagione. Perciò a prescindere da chi vincerà questa gara, queste due squadre ci hanno già mostrato e insegnato tanto.