Mohamed Salah, il Re di Anfield: tra ascesa, gloria e l'addio al Liverpool
Quando si parla del Liverpool degli ultimi dieci anni, è impossibile non pensare subito a Mohamed Salah. Per i tifosi dei Reds, l'egiziano non è stato solo un attaccante straordinario, ma il simbolo di una vera e propria rinascita che ha trascinato il Club sul tetto d'Europa.
Velocità supersonica, freddezza sotto porta, determinazione e fame di vittorie sono tutte caratteristiche che lo hanno portato ad essere non solo uno dei calciatori più forti della nostra epoca, ma una leggenda. Ripercorriamo le tappe del numero 10 prima di diventare un'icona indiscussa della squadra inglese.
La nascita calcistica di Mohamed Salah
Prima di diventare il re di Anfield, prima dei record in Premier League e in Champions League, c'è stato un ragazzo egiziano che ha sempre sognato di scrivere pagine indelebili del calcio europeo. Momo nasce il 15 Giugno 1992 a Nagrig, una piccola città egiziana nella regione di Gharbia. Fin da giovanissimo l'attaccante dimostra caratteristiche diverse da tutti. Le sue qualità emergono subito: rapidità, classe e capacità di saltare l'uomo.Viene notato dall'Al Mokawloon, club importante del calcio egiziano, dove inizierà la sua vera vita calcistica. Il grande salto però arriva nel 2012, quando il Basilea si innamora del calciatore. In Svizzera Salah si confronta con il calcio europeo, ma già dalle prime battute si capisce di che pasta sia fatto l'egiziano. Le sua spettacolari prestazioni in Champions League, soprattutto contro il Chelsea, attirano l'attenzione di tutta Europa. Ma questo sarà solo l'inizio di un viaggio spettacolare.
L'esperienza al Chelsea: il vero rimpianto dei londinesi
Nel Gennaio 2014 il Chelsea acquista Mohamed Salah dal Basilea per una cifra intorno ai 15 milioni di euro. L'approdo allo Stamford Bridge sembrava l'inizio di un vero e proprio amore. Josè Mourinho (all'epoca allenatore della squadra londinese) lo considera un diamante grezzo ma pronto a fare il salto di qualità: giovane ma con caratteristiche fuori dal comune. Tutto inizialmente lasciava presagire ad un contesto perfetto per crescere, ma la realtà fu totalmente diversa.Nel Chelsea di quel tempo la concorrenza era spietata: Hazard, Schurrle, Oscar, William. Trovare minutaggio diventava davvero difficile, specialmente per un ragazzo appena arrivato e ancora in fase di adattamento. Lo stesso egiziano ammetterà che l'impatto fisico con il campionato inglese è stato duro sin dalla prima partita, definendolo un momento in cui ha imparato a "sopravvivere". Salah gioca poco, spesso entrando dalla panchina, senza mai riuscire a conquistare la piena fiducia del tecnico portoghese. La sua esperienza a Londra, durata due stagioni, si concluderà con 19 presenze e 2 gol. Iniziano i mugugni: tanti tifosi e addetti ai lavori si aspettavano un giocatore straripante sin dalle prime battute.
Quando tutto sembrava ormai quasi perso, si presente l'opportunità di giocare in Serie A con la Fiorentina. Proposta che l'egiziano accetta subito: sarà il vero punto di partenza dell'attaccante.
L'approdo nel nostro campionato: tra Fiorentina e Roma
Il prestito alla Fiorentina e poi l'arrivo a Roma, cambiano completamente la vita calcistica di Salah. In Serie A, l'egiziano ritrova fiducia, serenità, continuità e soprattutto spazio per esprimere tutte le sue qualità. Momo giocherà per la squadra toscana appena 6 mesi: periodo in cui il giocatore esploderà in maniera definitiva. Il suo purissimo talento ha riacceso definitivamente la sua carriera. In sole 26 presenze, segna 9 gol conditi da 4 assist, diventando subito l'idolo incontrastato dei tifosi viola. Impossibile dimenticare l'andata della semifinale di Coppa Italia contro la Juventus: il centravanti siglò una doppietta che permise alla sua squadra di battere i bianconeri per 2-1. Il primo gol fu di una bellezza inaudita: una progressione di 70 metri palla al piede, partendo dalla propria area e seminando tutti i difensori della squadra ospite. Salah, anche grazie al gol all'esordio contro il Sassuolo, diventa davvero un'icona per il mondo viola.Clicca sull'immagine per guardare le partite live su BET365
Tutto il calcio in streaming (600 x 500 px) (3).jpg
Dopo una mezza stagione devastante, la Roma decide di acquistare Salah per una cifra vicina ai 25 milioni di euro. Qui il giocatore compirà il vero e proprio salto di qualità: da ragazzo che inizia a mostrare le sue doti a vero e proprio top player. L'intuizione di Spalletti (il tecnico toscano è solito a trovare la posizione adatta ai giocatori) permetterà all'egiziano di trasformarsi da ala a vera e propria macchina da gol. L'esterno ha collezionato con la squadra della capitale 83 presenze e 34 gol, formando una coppia d'attacco con Edin Dzeko devastante.
Dopo essere diventato una bandiera per i tifosi giallorossi, il Liverpool ingaggia il giocatore. La squadra inglese sborserà circa 45 milioni di euro: nonostante l'amarezza per la cessione, Salah ha sempre mantenuto un rapporto profondo con la città e i tifosi.
L'arrivo ad Anfield: un acquisto favoloso
Quando il Liverpool acquista Momo, in molti ricordano l'esperienza negativa vissuta al Chelsea. Tra molte perplessità e un passato in una squadra rivale, il suo approdo ad Anfield non iniziò nel migliore dei modi. Ma Jurgen Klopp ci aveva visto lungo: infatti fu proprio il tecnico tedesco a chiudere alla società l'acquisto del calciatore.Le esigenze dell'allenatore erano chiare: serviva un attaccante rapido, capace di saltare l'uomo e di essere decisivo in area di rigore. Salah rispecchiava a pieno queste caratteristiche. La sua prima stagione fu devastante con numeri clamorosi: 44 gol e una Premier League dominata a suon di record. Vinse subito la Scarpa D'Oro e trascinò la sua squadra fino alla finale di Champions nel 2018. Da questo momento in poi, conosceremo il vero Salah.
Un tridente perfetto: Manè, Salah, Firminio
Quando citiamo squadre spettacolari, non possiamo non fare riferimento al Liverpool di quelle stagioni. La bellezza del tridente formato da Manè, Firminio e Salah ha avuto pochi eguali nel panorama calcistico. I tre avevano caratteristiche completamente diverse ma estremamente complementari. L'egiziano era il finalizzatore, l'uomo dei numeri e delle giocate decisive. Il Senegalese portava profondità e verticalizzazioni, mentre il brasiliano rappresentava l'equilibrio perfetto. Un attacco che ha impressionato qualsiasi adetto ai lavori.Insieme hanno trasformato il Liverpool in una macchina perfetta: Salah partito da destra, ha rivoluzionato completamente il ruolo dell'esterno. Attacco alla profondità, sterzate, freddezza sotto porta sono tutti fattori che lo hanno reso un'icona. A tal proposito i tifosi dei Reds inventeranno anche un coro: "The Egyptian king".
La vittoria della Champions League: la consacrazione definitiva
Dopo la sconfitta contro il Real Madrid nel 2018,terminata al 30esimo del primo tempo per Momo dopo uno scontro con Sergio Ramos, arriva un'altra opportunità per il Liverpool. La partita contro il Totthenam questa volta avrà un epilogo diverso: la squadra di Kloop diventerà Campione d'Europa grazie ad una vittoria per 2-0. Il gol di Salah su rigore e la rete di Origi, permisero ai Reds di coronare un sogno. La vittoria della competizione rappresenterà il punto più alto della carriera inglese dell'egiziano.Il vero riscatto della squadra, però, fu la vittoria della Premier League: dopo esattamente 30 anni, il Liverpool riuscì a riportare il trofeo dalle sue parti. Nel 2020 Salah fu uno dei protagonisti assoluti di questa cavalcata che spezzò la maledizione. Quel titolo non fu soltanto un successo sportivo, ma una liberazione collettiva per un intero popolo. Fu una vittoria storica.
L'egiziano divenne un leader tecnico e mentale, segnando gol decisivi e mantenendo standard altissimi per tutta la stagione. Da quel momento cambiò definitivamente il suo status: da vero campione a leggenda assoluta del Club.
La fine di un'era: tra addio e record
Salah, nel corso della sua crescita al Liverpool, ha siglato numeri impressionanti. L'egiziano è il terzo marcatore più prolifico del Club alle spalle di leggende come Rush e Hunt. In 9 anni ad Anfield, l'egiziano ha vinto 9 trofei: 2 Premier League, 1 Champions League, 1 Fa Cup, 2 Carabao Cup, 1 Mondiale per Club, 1 Supercoppa e 1 Community Shield.Ma non solo, anche a livello personale, ci sono statistiche pazzesche: su 440 partite circa sono 260 i gol siglati. A tal proposito anche i premi individuali dimostrano la sua caparbietà: 4 volte la Scarpa D'Oro, 3 volte Giocatore dell'Anno (record assoluto), Record di Assist in Premier League.
Ogni storia, anche la più bella, si conclude prima o poi. Dopo quasi un decennio con la maglia del Liverpool, Momo saluterà la società al termine della stagione. Il suo addio rappresenterebbe in qualche modo anche la fine simbolica dell'era Kloop e del gruppo che ha riportato la squadra ai vertici del Calcio Europeo. Sostituire Salah sarà davvero un'impresa ardua per la società e il tecnico Arne Slot.
Non si perderà solo un centravanti da 30 gol a stagione, ma un punto di riferimento, un leader tecnico dentro e fuori dal campo, una bandiera per i tifosi inglesi. Il Liverpool sarà pronta a ripartire, ma il nome dell'egiziano rimarrà sempre nella memoria del Club. E forse è proprio questa la definizione perfetta per racchiudere il suo percorso: non solo un super giocatore, ma una leggenda eterna. Ora non ci resta che attendere l'ultima giornata di Premier League contro il Brentford dove i tifosi ringrazieranno a loro modo una super star come Salah.
© RIPRODUZIONE RISERVATA