Napoli piange, Como festeggia: le due facce di una medaglia calcistica agli antipodi
Napoli-Como è ormai diventato un classico della serie A d'alta quota che, puntualmente, rinnova il suo verdetto con Fabregas che riesce costantemente a imbrigliare gli azzurri, qualunque sia l'allenatore che siede sulla panchina partenopea. Lo stesso copione si è ripetuto anche ieri pomeriggio allo stadio Maradona, caldissimo non solo per il tifo ma anche per la temperatura tropicale di fine estate, in un match ben studiato dai lariani con una fase di impeto e possesso nel primo tempo e una di ordinata gestione nella ripresa. Troppi errori invece per Meret e compagni, che riescono a conquistare il momentaneo pareggio dopo la rete in avvio di Baturina, facendo nuovamente harakiri pochi minuti dopo con l'erroraccio di Anguissa che spiana la strada a Douvikas. Il day after però, porta con sé numerose riflessioni per i partenopei mentre il Como si gode tanti sorrisi e consapevolezze anche in vista di un cammino Champions League molto impegnativo.
Il Napoli tra il non mercato e un undici titolare con troppi interrogativi
Agosto non è finito nel migliore dei modi per il Napoli, forte della vittoria in rimonta e di carattere contro il Genoa ma con ancora troppi interrogativi da gestire. In primis un mercato che ha regalato agli azzurri l'arrivo dell'ottimo prospetto Favasuli e dell'arcigno difensore ex Chelsea Badiashile ma entrambi sono ancora alla ricerca della migliore condizione fisica. Con l'addio di Lukaku, gli azzurri sono numericamente corti in attacco, con la necessità di almeno un'altra cessione di lusso tra Lucca e Lang per poter accogliere un nuovo tassello importante in rosa. Non si compra giusto per, così come ha ricordato anche lo stesso Allegri ma solo per migliorare in maniera palpabile il reparto. Ancora un'incognita chi potrebbe essere il nome giusto, con Gabriel Jesus accasatosi al Barcellona e la suggestione Zirkzee che sembra ormai sfumata.
Ma non solo: se contro il Genoa le scelte di Allegri, in particolar modo nella ripresa, avevano fortemente convinto anticipando i cambi e gettando nelle mischia De Bruyne e Vergara poi in gol, contro il Como i tifosi e gli addetti ai lavori hanno puntato il dito già sull'undici titolare. Nella mischia infatti Olivera, risultato poi tra i peggiori in campo, richiamando in panchina uno Spinazzola in ottima forma, ancora subentrante De Bruyne che ha subito fatto la differenza tra tecnica, impeto e passaggi filtranti e, infine, è stato preferito Lang, sul mercato, ad Alisson Santos anche lui tra i migliori di Marassi.
Il Como 3.0 tra possesso, gestione e compattezza
Se il Napoli in progress si lecca le ferite tra incertezze, esperimenti e condizione fisica ancora non al top, il Como ha già ritrovate consapevolezze. Un primo tempo importante ha permesso ai lariani di collezionare 21 tiri di cui 6 in porta a dispetto dei 13 degli azzurri con soli 2 nello specchio, 7 angoli e grande ritmo per tutti i 45 minuti iniziali, sfruttando al meglio le imprecisioni e le disattenzioni degli avversari, attenti sulle seconde palle, compatti tra centrocampo e difesa innescando la fantasia di Nico Paz, Baturina e Douvikas. Squadra vera e senza paura, così come insegna il calcio di Fabegras, che fa i complimenti ai protagonisti in campo, stoici nel correre e giocare con una temperatura incredibile al Maradona, con il 70% di umidità.Napoli e Como, a chi sorriderà il futuro?
Napoli e Como al momento rappresentano due facce di una medaglia calcistica molto diversa, che non è detto però che è destinata a non incontrarsi mai. Il Napoli di Allegri è ancora in progress, con la necessità di avere pazienza per trovare i giusti equilibri in campo e la quadra perfetta, ancora di più a fine mercato quando termineranno i mal di pancia di chi vorrebbe cambiare aria ma non può, Lucca e Lang su tutti. L'esame sabato di Milano contro l'Inter dirà tanto in quanto a carattere, convinzione e pragmatismo della rosa partenopea, con un ciclo terribile che proseguirà poi con Arsenal, Fiorentina e Bologna.
Per il Como la consapevolezza che la strada da perseguire anche in questa stagione è quella giusta, non essendo mai troppo Nico Paz dipendenti e godendosi lo splendido viaggio tra serie A, Coppa Italia e Champions League, maturando ancora di più con le prove generali per conquistare, in futuro, un trofeo. L'Europa dirà tanto sulla prospettiva presente dei lariani, con la voglia di continuare a stupire e portare il proprio calcio nel mondo, con Fabregas che si conferma un leader indiscusso dentro e fuori dal campo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA