Argentina-Svizzera, il motivo dell'espulsione di Embolo: Selección aiutata dalla nuova regola
L'Argentina batte 3-1 la Svizzera e vola in semifinale del Mondiale dove mercoledì sfiderà l'Inghilterra. La squadra di Lionel Scaloni ha avuto la meglio sugli elvetici al termine dei tempi supplementari dopo che i 90 minuti si erano chiusi sull'1-1 ma soprattutto con la squadra di Murat Yakin rimasta in 10 uomini per l'espulsione di Breel Embolo per simulazione. Proprio questo è stato l'episodio che ha pesato sulla partita poiché l'espulsione dell'attaccante è avvenuta su applicazione di una nuova regola. Ecco quale.
Argentina-Svizzera e il debutto della mistaken identity: la regola che ha deciso l'espulsione di Embolo
Si può dire che la sfida tra Argentina-Svizzera l'ha decisa Breel Embolo. E non per una rete realizzata. L'attaccante elvetico l'ha combinata grossa. Proprio nel momento migliore degli elvetici, galvanizzati dal pareggio realizzato da Dan Ndoye, il classe '97 ha lasciato i suoi compagni in 10 uomini per somma di ammonizione. L'attaccante del Rennes aveva subito un duro fallo da Leandro Paredes, motivo per cui l'arbitro Pinheiro ha estratto il cartellino giallo all'ex giocatore della Roma. O almeno questo è parso in un primo momento.
Quest'ultima, infatti, si basa sulla nuova formulazione della regola chiamata mistaken identity ("identità errata"), modificata dall'IFAB poco prima dei Mondiali. In passato il VAR poteva correggere un'ammonizione soltanto quando l'arbitro aveva mostrato il cartellino al giocatore sbagliato della stessa squadra. La nuova norma estende invece questa possibilità anche quando il provvedimento disciplinare viene attribuito al calciatore sbagliato tra le due squadre coinvolte nell'episodio. In pratica, se l'arbitro ammonisce un difensore per un presunto fallo ma le immagini mostrano che l'infrazione è in realtà una simulazione dell'attaccante, il VAR può revocare il cartellino al primo e assegnarlo al secondo. Una decisione che ha suscitato non poche polemiche.
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