DerbyDerbyDerby Calcio Estero Bayern Monaco-Stoccarda, finale di DFB-Pokal: la storia passa dai capitani
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Bayern Monaco-Stoccarda, finale di DFB-Pokal: la storia passa dai capitani

Marco Peluso
Da Beckenbauer a Gentner: sei capitani che hanno segnato Bayern e Stoccarda, simboli di epoche, vittorie e identità opposte.

Domani, 23 maggio 2026 alle ore 20:00, andrà in scena la finale di DFB-Pokal tra Bayern Monaco e Stoccarda. Oltre ad essere una sfida tra due grandi del calcio tedesco è anche il confronto tra uomini che hanno incarnato l’identità dei rispettivi club, trasformandosi in simboli generazionali. Da Franz Beckenbauer a Philipp Lahm, passando per Oliver Kahn, il Bayern ha costruito la propria leggenda attraverso leader carismatici e vincenti. Lo Stoccarda, invece, ha trovato in Karlheinz Förster, Guido Buchwald e Christian Gentner i volti della propria anima combattiva.

Franz Beckenbauer, il Kaiser che rese grande il Bayern

Franz Beckenbauer è stato il primo grande capitano moderno del Bayern Monaco. Elegante, autorevole e rivoluzionario nel ruolo di libero, “Der Kaiser” guidò il club bavarese durante l’epoca che lo trasformò in una potenza europea.

TOPSHOT - La stella del calcio tedesca e capitano della squadra Franz Beckenbauer riceve la Coppa del Mondo di calcio vinta dalla sua squadra dopo una vittoria per 2-1 sull'Olanda il 07 luglio 1974 allo stadio olimpico di Monaco, mentre il presidente della Germania occidentale Walter Scheel (L) applaude. Franz Beckenbauer, il capitano della squadra tedesca, riceve la Coppa del Mondo di Calcio 1974, a Monaco il 7 luglio 1974. (Foto di AFP tramite Getty Images)

Negli anni Settanta il Bayern conquistò tre Coppe dei Campioni consecutive, imponendosi come riferimento del calcio continentale. Beckenbauer rappresentava una leadership naturale: comandava con la classe, con la lettura del gioco e con una personalità che sembrava trascendere il campo. Ancora oggi il suo nome è sinonimo di grandezza e prestigio per il club bavarese.

Oliver Kahn, la rabbia e la fame di vittorie

MONACO, GERMANIA - 21 OTTOBRE: il portiere del Bayern Monaco Oliver Kahn guarda durante la partita di UEFA Champions League tra Bayern Monaco e F.C. Barcellona allo Stadio Olimpico il 21 ottobre 1998 a Monaco, Germania. (Foto di Sergio J. Carmona/Getty Immagini).

Se Beckenbauer era l’eleganza, Oliver Kahn era l’intensità assoluta. Il portiere simbolo del Bayern tra gli anni Novanta e Duemila incarnava la mentalità vincente del club come pochi altri.

Kahn trascinava la squadra con carisma e aggressività, pretendendo sempre il massimo dai compagni. La Champions League conquistata nel 2001 contro il Valencia porta inevitabilmente la sua firma grazie ai rigori parati nella finale di Milano. Con il suo sguardo feroce e la sua leadership quasi militaresca, Kahn è diventato il volto del Bayern più dominante e spietato.

Philipp Lahm, il leader silenzioso del Triplete

LONDRA, INGHILTERRA - 25 MAGGIO: Philipp Lahm del Bayern Muenchen festeggia dopo aver vinto la finale di UEFA Champions League contro il Borussia Dortmund allo stadio di Wembley il 25 maggio 2013 a Londra, Regno Unito. (Foto di Alex Grimm/Getty Images)

Con Philipp Lahm il Bayern ha trovato una guida diversa, più discreta ma altrettanto efficace. Cresciuto nel vivaio del club, Lahm ha rappresentato l’equilibrio perfetto tra qualità tecnica, intelligenza tattica e professionalità.

Da capitano ha guidato il Bayern verso il Triplete del 2013, diventando il simbolo di una squadra quasi perfetta. Mai sopra le righe, sempre affidabile, Lahm incarnava la leadership dell’esempio quotidiano. La sua figura resta una delle più rispettate della storia recente del calcio tedesco.

Karlheinz Förster, il muro dello Stoccarda

11 luglio 1982 Madrid - Finale della Coppa del Mondo FIFA, Italia v Germania Ovest, Karl Heinz Foerster della Germania. (Foto di Mark Leech/Offside via Getty Images)

Anche lo Stoccarda ha avuto capitani capaci di lasciare un’impronta profonda. Karlheinz Förster è stato il simbolo della solidità difensiva dello Stoccarda negli anni Ottanta. Difensore potente ma elegante, guidò il club alla conquista della Bundesliga nel 1984. Insieme al fratello Bernd formò una delle coppie difensive più celebri del calcio tedesco. Förster rappresentava perfettamente lo spirito dello Stoccarda: organizzazione, sacrificio e determinazione contro avversari spesso più celebrati.

Guido Buchwald, il guerriero svevo

Il calciatore tedesco Guido Buchwald e il calciatore argentino Diego Maradona in azione durante la finale della Coppa del Mondo FIFA del 1990, tra Germania Ovest e Argentina, allo Stadio Olimpico di Roma, Italia, 8 luglio 1990. La Germania Ovest ha vinto la partita 1-0. (Foto di Bongarts/Getty Images)

Dopo Förster, fu Guido Buchwald a diventare il leader simbolico dello Stoccarda. Difensore instancabile e carismatico, Buchwald guidò il club alla vittoria della Bundesliga nel 1992. A livello internazionale entrò nella storia per aver annullato Diego Armando Maradona nella finale del Mondiale 1990 con la Germania Ovest. Concretezza, disciplina e spirito di sacrificio erano le sue qualità principali, le stesse che hanno definito per anni l’identità dello Stoccarda.

Christian Gentner, il capitano della rinascita

STOCCARDA, GERMANIA - 21 APRILE: Christian Gentner di Stoccarda festeggia dopo il secondo gol durante la partita di Bundesliga tra VfB Stoccarda e SV Werder Brema alla Mercedes-Benz Arena il 21 aprile 2018 a Stoccarda, Germania. (Foto di Matthias Hangst/Bongarts/Getty Images)

Più vicino ai giorni nostri, Christian Gentner ha rappresentato il legame più autentico tra lo Stoccarda e i suoi tifosi. Centrocampista generoso e uomo spogliatoio, è stato il punto di riferimento della squadra nei momenti più difficili.

Tra retrocessioni e risalite, Gentner ha mantenuto saldo il rapporto con l’ambiente, diventando il simbolo della resilienza del club. Pur senza i grandi trofei dei suoi predecessori, ha incarnato valori fondamentali come appartenenza, impegno e spirito di sacrificio.