Yamal smorza l'entusiasmo: "Sono pronto a fare tutto ciò che mi chiede il CT, ma non ho 90 minuti nelle gambe"
Il magnete che attira verso di sé tutte le giocate della Spagna e del Barcellona è indiscutibilmente Lamine Yamal. O almeno, è stato così fino al 22 aprile scorso quando, per calciare un rigore contro il Celta Vigo, ha rimediato una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra. Da quell'uscita dal campo, che aveva fatto temere il peggio, Lamine non è ancora guarito definitivamente. Ma la Spagna ha bisogno di lui e delle sue giocate.
Come sta Yamal
A chiarire il suo stato di forma è stato l'asso spagnolo in un'intervista a TVE: "Sono pronto a fare qualsiasi cosa voglia l'allenatore, ma non sono pronto per una partita intera. Mi sento benissimo. Sono stato fermo per molto tempo e non vedo l'ora che arrivi domenica. Essere in forma, però, non significa che giocherò. L'allenatore sceglie, ma io sono pronto. Penso che sia troppo presto per giocare una partita intera. Non è necessario. Sto attraversando un processo di adattamento e non è il momento di giocare una partita completa".
Yamal ha poi parlato del difficile esordio dei suoi compagni contro Capo Verde in cui è sceso in campo per venti minuti: "Non vedevo l'ora di tornare in campo. Non vedo l'ora di aiutare la squadra. Credo che questa ambizione mi spinga a voler vincere e a voler giocare. Al Barça siamo abituati a questo ogni partita. Se ho tre giocatori addosso, significa che ci sono altri compagni liberi. Si tratta di aiutare la squadra e trovare la soluzione migliore".
Pressioni e ossessioni
Alla domanda se vedere il proprio volto ricoprire interi edifici causi in lui pressione risponde: "Me la prendo con calma. So chi sono, in Spagna e all'estero. Cerco di dare il massimo. Se la mia immagine compare su un edificio, è perché riesco a fare in campo cose che piacciono alla gente, che la entusiasmano e la invogliano a venire a vedermi giocare, ed è tutto ciò che desidero". I grandi campioni, Mbappe, Kane, Haaland e Messi, sono stati i protagonisti fin qui al Mondiale: "Non penso ai due gol di Mbappé e non voglio fare lo stesso. Non è questa la mia ossessione. Voglio divertirmi e voglio vincere. Potrei segnare 16 gol ed essere comunque eliminato in semifinale, e non è questo il mio obiettivo".
Dal 10 al 10. Yamal ha elogiato Messi: "Se qualcuno dubita che Messi sia il miglior giocatore della storia, è perché dubita per il gusto di dubitare. Non c'è altro da aggiungere. Il mio idolo è Neymar perché mi piace vederlo giocare, ma Messi è il migliore, e non ci sono dubbi al riguardo". Infine ha fantasticato su un possibile incontro con l'Argentina in un scontro ad eliminazione diretta: "Speriamo. Per vincere un Mondiale bisogna battere i migliori. Se dovessimo affrontare l'Argentina, ancora meglio. Accetteremmo volentieri la finale".
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